“Attacco a Tel Aviv”, ma è solo un videogioco. Iraniano

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Mentre nelle stanze dei bottoni da mesi ormai si discute di un possibile attacco militare all’Iran, nelle stanze dei ragazzi di tutto il mondo, nei monitor dei loro PC la guerra USA-Iran è già esplosa. “Battlefield3”, il nuovo videogioco della Electronic Arts, è ambientato infatti in una Teheran del 2014 semidistrutta dalle forze militari americane.
Il videogioco ha irritato molto le autorità iraniane al punto che che ne hanno proibito la vendita in Iran. La Fondazione iraniana per i giochi elettronici (NFCG) ha chiesto il ritiro dal mercato di Battlefiled 3.  “Il contenuto di Battlefiled3 è inaccettabile”, ha detto Behruz Minaii, dirigente della NFCG durante il 4° Dubai World Game Summit del 1 dicembre scorso. Poichè finora la EA non ha dato cenni di risposta, la NFCG, ha dichiarato ancora Minaii, “sosterrà la produzione di un video gioco che sarà la risposta iraniana a Battlefield3”.
In questa guerra tutta virtuale dove gli unici contendenti sembrano essere USA e Iran rimane solo da capire perchè mai questo nuovo videogioco iraniano si chiamerà “Attack on Tel Aviv” e avrà come scenario Israele.

“Gli Stati Uniti sono governati da un regime sionista, ha spiegato Minaii al “TehranTimes.com”, “perciò immaginare un attacco a Tel Aviv farà arrabbiare gli americani più di un gioco che preveda un attacco a Washington”.

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