Atene: sventato attentato alla Comunità ebraica della capitale greca. Nel mirino dei terroristi il Bet Chabad

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di Roberto Zadik

Avrebbe potuto essere una tragedia ma, fortunatamente, martedì 28 marzo la polizia greca è riuscita ad intercettare ed arrestare due giovani pakistani, di origine iraniana, accusati di pianificare un attentato ai danni del Bet Chabad di Atene.

Secondo l’articolo, pubblicato dal Times of Israel, gli agenti dei servizi segreti israeliani del Mossad, che hanno affiancato le autorità elleniche durante le investigazioni, hanno affermato che i due terroristi, di 27 e 29 anni, siano membri di un organizzazione terroristica iraniana. Secondo le indagini ci sarebbe anche un terzo soggetto, che non vive in Grecia, che,  a quanto pare, è stato già fermato e interrogato.

Obiettivo dell’attacco, un Bet Chabad che, al suo interno, racchiude una sinagoga e un  ristorante. Le indagini stanno procedendo, mantenendo la massima riservatezza sui soggetti coinvolti, sui metodi dell’operazione e sui  collegamenti dei due accusati con l’Iran. A questo proposito gli agenti dei servizi segreti dello Stato ebraico hanno rivelato, solamente, che si tratta di un’importante organizzazione terroristica che, dall’Iran, estende le sue operazioni in vari Paesi del mondo.

La polizia greca ha sottolineato che l’attacco terroristico era imminente; a confermare la potenziale gravità dello sventato attacco anche il sito di informazione greco Ekhatimerini che ha rivelato come, da un’attenta analisi delle informazioni pervenute, sia emerso che  i membri dell’organizzazione terroristica abbiano scelto, come bersaglio, un importante edificio comunitario della città ricevendo precise istruzioni su come agire.

Secondo il rapporto delle autorità greche, le indagini su questa organizzazione terroristica erano iniziate nel 2021 quando altri due pakistani erano stati arrestati con l’accusa di intentare attacchi ai danni di cittadini israeliani. A quanto pare questo gruppo terroristico sarebbe implicato anche in quanto accaduto in Turchia l’anno scorso. Stando alle notizie emerse, in queste ore, parte integrante dell’identificazione dei due terroristi sono state le operazioni del nucleo antiterrorismo della polizia greca ed il Servizio Nazionale di Intelligence.

Soddisfatto del risultato il Ministro dell’Ordine Pubblico, Takis Theodorikakos, che ha twittato “le operazioni sono una dimostrazione dell’efficienza delle autorità del Paese e della loro vigilanza su tutti coloro che vi entrano”. In tema di dichiarazioni istituzionali, il Ministro degli Esteri israeliano Eli Cohen ha ringraziato la Grecia per aver sventato l’attentato.

Il regime dell’ayatollah di Teheran – ha scritto Cohen su Twitter, – esporta in continuazione terrorismo, dal Medio Oriente al Mediterraneo e solo un alto grado di cooperazione fermerà le attività terroristiche di questo regime”. Il Mossad, secondo quanto rivela il Times of Israel, è costantemente impegnato nel neutralizzare piani terroristici iraniani, in vari paesi europei, africani ed asiatici.

La tv israeliana Channel 12 ha evidenziato, fra i Paesi ad alto rischio di terrorismo, gli Emirati Arabi, la Georgia, l’Azerbaijan, la Turchia ed il Bahrain. Molto interessanti gli aggiornamenti, usciti sul sito Arutz Sheva giovedi 30 marzo, nell’articolo firmato da Elad Benari. Secondo i dettagli, i due avrebbero meticolosamente progettato il loro piano terroristico ma sarebbero stati identificati mentre, da giorni, stavano osservando il ristorante e il Bet Chabad, situato nel centro di Atene. Questo ha insospettito le autorità che hanno segnalato che, fra gli obbiettivi, c’era anche la sinagoga centrale della città, aperta a Shabbat e durante le festività ebraiche.

L’Ambasciata iraniana di Atene ha fermamente negato le accuse “diffuse da fonti sioniste e prive di qualsiasi fondamento finalizzate a sviare l’ attenzione pubblica da quanto sta accadendo nel loro paese”.

Mercoledì 29 marzo, i media greci hanno documentato le ricerche delle forze dell’ordine nelle abitazioni  dei due terroristi e il ritrovamento di una serie di dispositivi, come una decina di cellulari, due computer e altri materiali che sarebbero stati utilizzati nella progettazione e  nell’esecuzione dell’attentato. In aggiunta le autorità greche hanno segnalato una serie di messaggi che i terroristi si sarebbero scambiati fra di loro, foto, video e piani per rapire e uccidere cittadini israeliani residenti a Atene.

 

 

(Foto in alto: AP Photo/Thanassis Stavrakis)