Bandiera hezbollah

Accordo USA-Iran, possibili nuovi finanziamenti a Hezbollah

Mondo

di Nina Prenda
Secondo quattro fonti vicine ai rapporti tra Teheran e il movimento sciita, riporta il Times of Israel, l’Iran avrebbe promesso un incremento dei finanziamenti una volta che i fondi attualmente congelati saranno sbloccati. Un eventuale afflusso di risorse consentirebbe al gruppo di recuperare le perdite subite durante il conflitto del 2024 con Israele e di consolidare la propria influenza interna, in una fase in cui la pressione militare e politica su Hezbollah è aumentata sensibilmente.

 

Un accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran potrebbe rafforzare significativamente la posizione politica e finanziaria di Hezbollah in Libano. Secondo quattro fonti vicine ai rapporti tra Teheran e il movimento sciita, riporta il Times of Israel, l’Iran avrebbe promesso un incremento dei finanziamenti una volta che i fondi attualmente congelati saranno sbloccati.

Un eventuale afflusso di risorse consentirebbe al gruppo di recuperare le perdite subite durante il conflitto del 2024 con Israele e di consolidare la propria influenza interna, in una fase in cui la pressione militare e politica su Hezbollah è aumentata sensibilmente.

Il memorandum d’intesa tra Washington e Teheran, la cui firma è attesa nei prossimi giorni secondo il mediatore Pakistan, prevede una riduzione delle ostilità su più fronti regionali, incluso il Libano. L’intesa, ancora non resa pubblica nei dettagli, mira a contenere l’escalation tra le due potenze e i rispettivi alleati.

La situazione sul terreno resta tuttavia fragile. Dopo mesi di scontri tra Hezbollah e Israele, innescati dal sostegno del gruppo libanese all’Iran, la regione meridionale del Libano continua a registrare tensioni intermittenti. Teheran ha avvertito Israele di possibili risposte militari in caso di ulteriori attacchi, mentre Israele mantiene una presenza militare in aree considerate strategiche.

Il cessate il fuoco parziale ha temporaneamente ridotto l’intensità dei combattimenti, ma ha lasciato Hezbollah in una posizione politicamente rafforzata dopo anni di difficoltà, tra cui la perdita di alleati regionali. Allo stesso tempo, ha complicato gli sforzi del governo libanese, sostenuto dagli Stati Uniti, di raggiungere un accordo più ampio per la stabilizzazione del confine.

Fonti diplomatiche regionali e libanesi riferiscono che Teheran avrebbe assicurato a Hezbollah un aumento del sostegno finanziario non appena le risorse saranno disponibili, senza tuttavia fornire cifre. Il movimento conferma la continuità dell’appoggio iraniano, pur senza dettagli operativi.

Gli Stati Uniti hanno ribadito che nessun finanziamento sarà autorizzato se destinato a “qualsiasi organizzazione terroristica”, sottolineando che il meccanismo dell’intesa con l’Iran mira anche a limitare il sostegno ai gruppi armati nella regione.

Washington sostiene inoltre che l’accordo intende incentivare Teheran a controllare i propri alleati regionali, pena la perdita dei benefici previsti dal memorandum.

Il conflitto ha avuto un impatto significativo sul Libano, con vaste distruzioni nel sud del Paese e un elevato numero di sfollati. In risposta alla crisi economica, Hezbollah ha ridotto alcune forme di assistenza interna, introducendo limitati aiuti economici alle famiglie colpite.

Secondo analisti internazionali, un nuovo flusso di capitali iraniani potrebbe rafforzare la capacità del gruppo di ricostruire consenso politico e sociale, riducendo nel breve periodo le pressioni per il disarmo. Altri osservatori ritengono tuttavia che qualsiasi soluzione duratura dipenderà da un più ampio accordo politico e di sicurezza tra Israele, Libano e Iran.

Il nodo centrale resta il disarmo di Hezbollah, che Israele considera una condizione imprescindibile, mentre il gruppo lo esclude categoricamente, sostenendo che la presenza militare israeliana nel sud del Libano ne giustifichi il mantenimento delle armi.

L’Iran continua a spingere per un ritiro israeliano dal Libano, che considera parte integrante di qualsiasi intesa più ampia con Washington. Il governo libanese, guidato dal presidente Joseph Aoun, ha alternato critiche all’influenza iraniana a momenti di apertura diplomatica, nel tentativo di evitare un’ulteriore escalation.

Secondo diversi analisti, tra cui esperti del Carnegie Middle East Center e del Atlantic Council, la presenza militare israeliana e il ruolo di Hezbollah rendono difficile una soluzione stabile senza un compromesso che includa forme di smilitarizzazione del sud del Libano.