di Nina Prenda
L’autore dell’attacco, un uomo la cui identità non è stata ancora resa nota, indossava una tuta mimetica ed è stato successivamente neutralizzato dalle forze dell’ordine. Il civile ucciso era membro della Comunità ebraica locale. Gli investigatori non escludono che si sia trattato di un’azione pianificata, forse una vera e propria imboscata contro le forze dell’ordine.
Un attacco armato avvenuto nel quartiere ebraico di Côte-des-Neiges, a Montreal, ha provocato la morte di un agente di polizia e di un civile, mentre una poliziotta è rimasta gravemente ferita. Le autorità hanno riferito che le sue condizioni sono stabili nonostante la gravità delle ferite riportate. L’evento è avvenuto in una delle aree principali dove risiede la comunità ebraica della città canadese.
L’autore dell’attacco, un uomo la cui identità non è stata ancora resa nota, indossava una tuta mimetica ed è stato successivamente neutralizzato dalle forze dell’ordine.
L’intervento della polizia è scattato intorno alle 11:30 ora locale, dopo la segnalazione di una persona armata di fucile. Le autorità hanno immediatamente invitato i residenti della zona a rimanere nelle proprie abitazioni, chiudere a chiave porte e finestre ed evitare l’area interessata dall’emergenza.
Secondo quanto riportato dai media canadesi e dalla CNN, gli investigatori non escludono che si sia trattato di un’azione pianificata, forse una vera e propria imboscata contro le forze dell’ordine. Gli inquirenti stanno infatti analizzando un manifesto di oltre cento pagine che potrebbe essere stato redatto dall’autore dell’attacco armato.
Stando alle prime informazioni, il documento conterrebbe riferimenti all’ideologia “incel”, una sottocultura online caratterizzata da posizioni misogine estreme e da una visione deterministica delle relazioni sociali. I suoi aderenti sostengono che la società sia organizzata secondo una rigida gerarchia basata sull’aspetto fisico, nella quale le persone considerate più attraenti monopolizzano le relazioni sentimentali.
Mentre proseguono le indagini per chiarire il movente dell’attacco, la comunità locale resta sotto shock. Un residente della zona ha raccontato al quotidiano Le Journal de Québec di aver udito “circa tre dozzine di colpi d’arma da fuoco nell’arco di una quindicina di minuti”.
Il primo ministro canadese, Mark Carney, ha espresso cordoglio per le vittime e vicinanza alla comunità colpita: “Sono inorridito nell’apprendere che un agente di polizia e un civile sono stati uccisi”, ha scritto sui social. “I miei pensieri sono con le vittime, i loro familiari, i soccorritori e l’intera comunità di Côte-des-Neiges. La mia gratitudine va ai nostri coraggiosi agenti, il cui impegno quotidiano contribuisce a proteggere le nostre comunità”.
J’ai été consterné d’apprendre qu’un policier et un civil ont été tués et que d’autres personnes ont été blessées lors d’une fusillade survenue aujourd’hui à Montréal.
Mes pensées accompagnent les victimes, leurs proches, les premiers intervenants et toute la communauté de…
— Mark Carney (@MarkJCarney) June 22, 2026
Chi sono le vittime
Una delle vittime della sparatoria avvenuta a Montreal lunedì 22 giugno è Michael Moshe Mizrahi, membro della comunità ebraica locale. La notizia è stata riportata dal Times of Israel, che cita il Centro per gli Affari Ebraici e Israeliani, una delle principali organizzazioni della società civile canadese. In una nota, il Centro ha ricordato Mizrahi come «un membro stimato della comunità ebraica di Montreal».
Le autorità hanno inoltre identificato l’agente di polizia rimasto ucciso nell’attacco: si tratta di Mohamed Lamine Benredouan, 34 anni, entrato in servizio nel 2021.
La terza persona deceduta è l’autore della sparatoria, la cui identità al momento non è stata resa nota dalle autorità.



