Da sinistra, Liliana Segre e Giorgio Almirante

Verona, cittadinanza onoraria a Liliana Segre e una strada a Giorgio Almirante

Italia

di Ilaria Ester Ramazzotti
“Una via Almirante a Verona? Oh, povera strada! Mi chiedo se sia lo stesso Comune. Le due scelte sono di fatto incompatibili, per storia, per etica e per logica. La città di Verona, democraticamente, faccia una scelta e decida ciò che vuole, ma non può fare due scelte che sono antitetiche l’una all’altra. Questo no, non è possibile”! Le due scelte, di cui parla Liliana Segre, sono quelle operate in contemporanea il 16 gennaio dal Comune di Verona: dedicare alla senatrice a vita la cittadinanza onoraria della città e intitolare una strada a Giorgio Almirante, che fu firmatario del manifesto sulla razza del 1938, segretario del comitato di redazione della rivista fascista La difesa della razza e successivamente segretario del Movimento Sociale Italiano. Così a Verona, città medaglia d’oro della Resistenza, è scoppiata la polemica.

Più nel dettaglio, il 16 gennaio scorso il Consiglio Comunale della città ha deliberato il riconoscimento a Segre, ma lo stesso giorno è stata anche affissa nell’albo pretorio la delibera della Giunta che crea la “via Giorgio Almirante”, dopo il passaggio in Commissione toponomastica del 5 novembre 2019.

Liliana Segre, riportata da La Stampa di oggi, ha proseguito: “Quando ero bambina, a Milano, mi ricordo di Corso del Littorio che poi dopo la Liberazione divenne Corso Matteotti: le vie sono sempre quelle, i loro nomi cambiano a seconda delle stagioni: ma non credevo proprio che questa fosse la stagione di Giorgio Almirante, pensavo o mi illudevo che fosse passata… Un conto è intitolare strade a Moro o a Nenni, a Berlinguer o a La Malfa, un altro conto è intitolarla ad Almirante che ha una storia diversa, anzi ben diversa, visto che fu tra i sostenitori del Manifesto della Razza per il quale noi ebrei non eravamo italiani. Credevo che quel tempo non ci fosse più in Italia, ora apprendo che purtroppo c’è ancora”.

Il capogruppo di Sinistra in Comune Michele Bertucco, che aveva proposto la mozione Segre, ha detto che così facendo si “premiano le vittime e gli aguzzini. Da un lato si dà un riconoscimento ad una donna coraggiosa impegnata contro i rigurgiti di fascsimo, dall’altro si sdogana una figura come Almirante, che di questo razzismo omicida fu un accanito e mai pentito teorico”.

L’associazione veronese La città che sale, come riporta oggi La Repubblica, ha definito la vicenda come “una sorta di grottesca, anacronistica e strumentale compensazione ideologica. Come può la stessa città celebrare contemporaneamente la vittima di uno dei più abominevoli regimi politici novecenteschi, quello nazifascista, e intitolare una strada a uno dei responsabili diretti di quello stesso regime”? L’associazione ha consegnato una lettera aperta al prefetto di Verona Donato Cafagna per invitarlo a fermare la delibera sulla “via Giorgio Almirante”.

“Con la proposta di dedicare una strada a Giorgio Almirante, firmatario del manifesto della razza, e contestualmente la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, sopravvissuta a un campo di sterminio nazista, si raggiunge il culmine del più vergognoso doppiogiochismo” ha dichiarato Alessia Rotta, vicepresidente dei deputati Dem, come riporta il 22 gennaio l’Ansa.” Contrarietà è stata espressa anche dal M5s.

“Giorgio Almirante – ha replicato il sindaco di Verona Federico Sboarina – è stato un leader e ha fatto la storia del nostro Paese e della destra italiana nel confronto parlamentare. Non è una scelta fatta in contrapposizione con nessuno. L’amministrazione di Verona la sua scelta l’ha già fatta. Ha voluto conferire la cittadinanza onoraria a Liliana Segre per la sua storia personale e per il valore di ciò che rappresenta, e ha votato la mozione per una via a Giorgio Almirante, che è stato un uomo politico democraticamente eletto da milioni di italiani. Non vedo cosa ci sia di anomalo”.

(Fonte foto: Ansa)

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