Il rabbino di Trieste Alexander Melloni durante la cerimonia del 25 aprile alla Risiera di San Sabba

Alla Risiera di San Sabba il rabbino e la Comunità ebraica lasciano la cerimonia. L’Ari: “Inaccettabile strumentalizzazione antisionista”

Italia

di Redazione
Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, e il rabbino della città, Alexander Meloni, sono stati contestati questa mattina durante la cerimonia per il 25 aprile alla Risiera di San Sabba, unico campo di sterminio in Italia. Nel momento in cui il primo cittadino ha preso la parola dal pubblico sono partiti fischi e ‘Vergogna’. Dalla folla anche qualche accusa di essere ‘fascista’. Sventolando fazzoletti rossi verso il cielo i contestatori hanno cominciato a intonare il canto Bella Ciao. La contestazione è proseguita fino a quando il sindaco non ha concluso il suo intervento che, appunto, non è stato interrotto. Analoghe proteste quando ha preso la parola il rabbino, Alexander Meloni. Quando poi sono comparse bandiere palestinesi, la comunità ebraica ha abbandonato la cerimonia.

Il rabbino e la Comunità ebraica lasciano la cerimonia

“È con rammarico e tristezza – ha dichiarato Meloni – che non festeggerò nessun 25 aprile. Perché il 25 aprile è il giorno che commemora la vittoria dell’antifascismo sul fascismo e la vittoria della Resistenza. È un giorno che deve essere ricordato per tutti gli italiani. Come italiano, ebreo e rabbino, non posso accettare che vengano sventolate bandiere che non sono italiane (il riferimento è alle bandiere palestinesi, ndr) che riguardano un conflitto che non è il luogo né il tempo per ricordare, soprattutto quando il primo leader politico e religioso di questo movimento fu non solo un collaboratore ma un alleato oggettivo del nazismo che inneggiava alla distruzione degli ebrei. È inaccettabile e pertanto me ne andrò con i membri (della comunità ebraica, ndr) che mi seguiranno, e spero che non accada più questa cosa”.

L’Assemblea rabbinica (Ari): “Inaccettabile strumentalizzazione antisionista” 

Immediata la reazione dell’Assemblea Rabbinica Italiana, il cui presidente Rav Alfonso Arbib ha dichiarato in una nota: “Ciò che è avvenuto oggi a Trieste alla Risiera di San Sabba, l’unico campo di sterminio in Italia, durante la celebrazione del 25 Aprile ci lascia sconcertati. È inaccettabile che il rabbino che rappresentava in quel momento la comunità ebraica, la sua storia di dolore e la sua partecipazione alla liberazione dell’Italia sia stato fischiato nel momento in cui comunicava la decisione sofferta della comunità di ritirarsi dalla manifestazione per la strumentalizzazione politica in chiave “antisionista” di alcuni gruppi presenti alla manifestazione.
 
Questo problema non è nuovo, ha riguardato negli ultimi anni anche la manifestazione di Roma con la non partecipazione della comunità ebraica. Il 25 aprile è per gli ebrei italiani una data fondamentale perché ha un significato profondo quello del ritorno alla libertà e la liberazione dal nazi-fascismo, la fine di un incubo terribile che è culminato nelle leggi razziali e nella Shoà.
 

Riteniamo vergognoso e inaccettabile che la memoria comune venga strumentalizzata in questo modo e riteniamo sia giunto il momento che, su questo argomento, si prendano posizioni forti e chiare da parte di tutti e, in particolare, da parte delle forze politiche e degli esponenti religiosi”.

Anche i presidenti della Comunità ebraica di Milano Milo Hasbani e Raffaele Besso hanno scritto al presidente della Comunità di Trieste: “Desideriamo esprimere a te e al Rabbino Capo Meloni, tutta la vicinanza e la solidarietà da parte nostra e della Comunità ebraica di Milano per gli spiacevoli episodi avvenuti ieri a Trieste. Questa giornata da alcuni anni viene purtroppo sempre più strumentalizzata da associazioni politiche che tendono a cambiare il vero senso di questa ricorrenza, dobbiamo continuare a rimanere uniti e lavorare assieme affinché si torni a ridare il giusto valore e riconoscimento a questa data così importante per noi e per l’Italia”.

(Fonte foto: IL Piccolo)
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