Pisa, inaugurata la sinagoga dopo i restauri

Italia

di Ilaria Ester Ramazzotti

Pisa-sinagogaPISA – Dopo otto anni di restauri, la sinagoga di Pisa è tornata a vivere. Colpita da una forte tempesta di fulmini nel 2007, la struttura aveva riportato seri danni che ne avevano determinato la chiusura al pubblico e costretto gli ebrei pisani a pregare in un sottoscala. Riportato al suo originario splendore, il tempio è stato riaperto e inaugurato domenica 21 giugno dalla Comunità di Pisa insieme a numerosi ospiti.

“È un restauro epocale”. Così ha commentato al Tirreno Giacomo Schinasi, segretario e amministratore della Comunità ebraica di Pisa alla vigilia dell’inaugurazione del tempio sito in via Palestro nella città toscana -. Questa sinagoga è la casa che ospita la vita comunitaria ebraico-pisana da oltre 500 anni. Il primo restauro avvenne nel periodo settecentesco, il secondo negli anni Sessanta dell’Ottocento ad opera dell’architetto Marco Treves. Nel 1996 furono recuperate le facciate e riqualificate alcune parti dell’attuale cimitero”.

“Quando abbiamo iniziato i lavori, non immaginavamo che sarebbero stati così lunghi – ha detto sempre al Tirreno Guido Cava, presidente della Comunità ebraica di Pisa -; purtroppo i tecnici hanno fatto le dovute verifiche e ci hanno detto che qui poteva crollare tutto. Le travi portanti erano in pessime condizioni. Il consiglio si è dato da fare per reperire le risorse finanziare con la comunità e poi le istituzioni locali”. Il restauro è costato nel complesso 1,3 milioni di euro, dei quali il 40% è stato finanziato dallo Stato attraverso Arcus Spa in collaborazione con il Ministero dei beni culturali, e il restante 60% da Fondazione Pisa e Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato.

“Finalmente viene riaperta al pubblico la sinagoga – ha sottolineato rav Luciano Meir Caro, rabbino di riferimento di Pisa e rabbino capo di Ferrara –, un’entità inserita da secoli nel tessuto sociale di Pisa” e “centro pulsante di ogni nucleo ebraico” nonché “istituzione molto antica” che “nel corso dei secoli è stata utilizzata come casa di preghiera e di studio. E’ significativo che gli ebrei italiani l’abbiano spesso designata come ‘scola’ – ha evidenziato -. Questa originale istituzione, presa a modella da fedeli di altre religioni, ha assunto per gli ebrei le connotazioni di centro sociale, luogo di riunione, fortezza per la custodia del valori fondamentali della tradizione, difesa dalle oppressioni esterne e spesso rifugio materiale e spirituale per la conservazione della propria identità e incolumità”.

Presente alla cerimonia, il sindaco di Pisa Marco Filippeschi ha ricordato che il Comune di Pisa ha messo in calendario una giornata della memoria per la ricorrenza del5 settembre 1938, quando a San Rossore il re Vittorio Emanuele III firmò le leggi razziali”.  “Lo abbiamo deciso – ha spiegato –  perché non vogliamo dimenticare quella data tragica per l’Italia e per il mondo, che con quell’atto ha sancito l’inizio della Shoah“.

All’inaugurazione sono inoltre intervenuti, fra gli altri, l’imam di Pisa Mohamed Khalil, il già vicesindaco di Gerusalemme David Cassuto, il presidente UCEI Renzo Gattegna, i consiglieri UCEI Dario Bedarida, Daniele Bedarida e Anselmo Calò, il presidente dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia Giuseppe Momigliano, il rabbino di Livorno Yair Didi, il presidente della Comunità ebraica di Livorno Vittorio Mosseri e la presidente della Comunità ebraica di Firenze Sara Cividalli. A celebrare il Tempio pisano hanno inoltre contribuito i canti e le note della Balagan Cafè Orkerstar con Enrico Fink e del Coro Ernesto Ventura di Livorno.

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