La Fondazione Memoriale della Shoah di Milano apre le porte a trenta profughi per la notte

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indifferenzaLa Fondazione Memoriale della Shoah di Milano ospiterà per la notte, a partire dalle 20.30 di lunedì 22 giugno, circa trenta profughi eritrei e siriani, mettendo a disposizione trenta brandine, fornite dalla Protezione Civile, pasti caldi e servizi igienici.

La Comunità di Sant’Egidio – socio della Fondazione – metterà a disposizione i propri volontari a supporto della gestione operativa dell’accoglienza.

Le brandine saranno disposte in un’area specifica – l’ala sinistra della struttura – dedicata al servizio di accoglienza, che sarà garantito ogni notte dalle ore 20.30 alle 8.30 del mattino.

Ciò consentirà il normale svolgimento, in tutte le aree di visita del Memoriale, delle attività quotidiane della Fondazione.

“Chi entra al Memoriale – ha ricordato Roberto Jarach, Vicepresidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano – vede subito una grande scritta con la parola ‘Indifferenza’. Concetto voluto qui da Liliana Segre, che meglio di ogni altro racconta l’orrore di ciò che è stato e descrive un comportamento che nella nostra società è purtroppo sempre in agguato. Oggi, accogliere queste persone in questo luogo, a pochi metri da questa scritta, rappresenta il nostro antidoto contro le atrocità dell’indifferenza”.

Sulla scia di un’emergenza così scottante come questa che l’Italia sta vivendo in questi giorni, domani alle ore 16.00 presso il Memoriale, su proposta del Senatore Luigi Manconi – Presidente della Commissione Straordinaria per la Tutela e la Promozione dei Diritti Umani – si terrà una sessione milanese del convegno, già tenutosi a Roma nelle scorse settimane, dal titolo “Il peccato dell’indifferenza. L’Europa e i perseguitati di oggi e di ieri”. Interverranno, oltre allo stesso Senatore Manconi: Ferruccio de Bortoli, Presidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano, Liliana Segre, testimone della Shoah, Seble Woldeghiorghis e Gad Lerner.Il Memoriale sorge laddove tra il 1943 e il 1945 migliaia di ebrei, rastrellati in città e nella regione, furono caricati su vagoni merci e agganciati ai convogli diretti a Auschwitz-Birkenau, Bergen Belsen e ai campi italiani di raccolta, come Fossoli e Bolzano. Dagli stessi binari partirono anche numerosi deportati politici, destinati al campo di concentramento di Mauthausen o ai campi italiani.

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