Nuovo piano di sicurezza nazionale. Rafforzate le misure per ebrei, giornalisti, religiosi fra gli obiettivi

Italia

alfanoTenere alto il livello di attenzione: è quanto è emerso, fra l’altro, dalla riunione del 17 febbraio del Comitato Nazionale dell’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduta dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, nella quale è stato fatto il punto sullo stato della sicurezza del Paese. Alla riunione hanno partecipato il Viceministro, Filippo Bubbico, il Capo di gabinetto, Luciana Lamorgese, i vertici nazionali delle Forze di polizia e dei servizi di Intelligence e il Capo di Stato maggiore della Difesa, Binelli Mantelli.

In una nota, il Viminale comunica che l’Italia si prepara a fronteggiare i rischi che potrebbero derivare da un’escalation della crisi libica. Il Comitato deve valutare l’attuazione del piano, voluto dal governo, per estendere il numero di militari impegnati nella vigilanza di siti e obiettivi sensibili a 4.800 dagli attuali 3mila.

“Il contingente assicurerà, in forma ampliata, la prosecuzione dell’operazione “Strade sicure” anche in relazione alle nuove esigenze contro il terrorismo”, dice la nota. Lo scorso 10 febbraio il Consiglio dei ministri ha approvato un provvedimento d’urgenza che contiene regole più severe per il contrasto al terrorismo internazionale, una risposta all’innalzato livello di allarme provocato dagli attentati di matrice islamica dello scorso mese a Parigi. Forti misure di sicurezza sono state previste soprattutto per la città di Roma: giornali sotto scorta, San Pietro, ghetto ebraico e scuole bilingue.

L’ordine è partito dal Dipartimento di pubblica sicurezza del Viminale per volontà di Alfano e verrà formalizzato nel prossimo Comitato provinciale per l’ordine pubblico. Già la settimana scorsa il prefetto Giuseppe Pecoraro aveva chiesto rinforzi «per vigilare sui presidi più importanti» data «la carenza organica nelle forze dell’ordine che operano in città». Una disposizione sollecitata anche dal sindaco di Roma Ignazio Marino: «Credo che la promessa fatta dal Ministero dell’Interno di 500 uomini in più di forze dell’ordine sia un impegno che vada onorato perché è sotto gli occhi di tutti che il pericolo che si è manifestato a gennaio presso la redazione di Charlie Hebdo non è un attacco isolato alla Francia, ma a tutta la nostra civiltà». Il piano messo a punto nella seduta straordinaria dell’Assemblea Capitolina sulla sicurezza prevede polizia in centro e carabinieri in periferia, ospitati negli immobili comunali dismessi.

intanto il ministro Alfano, mercoledì 18 e giovedì 19 febbraio, parteciperà a Washington al vertice per il contrasto dell’estremismo violento. Mercoledì 18 febbraio, presieduta dal segretario di Stato John Kerry, si terrà presso il Dipartimento di Stato la sessione ministeriale preparatoria dedicata ai combattenti stranieri, alla presenza dell’Attorney General Eric Holder e del Secretary of Homeland Security Jeh C. Johnson. Giovedì 19 febbraio, Alfano interverrà al Vertice per il contrasto dell’estremismo violento che riunirà i ministri di Governo e rappresentanti della società civile di più di settanta Paesi. A questo evento, che si articolerà in varie sessioni e che si svolgerà presso il Dipartimento di Stato, è prevista anche la partecipazione del presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama.

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