di Pietro Baragiola
A tre anni dall’attacco contro Israele, mercoledì 7 ottobre la città Milano si è raccolta per commemorare le vittime di Hamas. Una giornata scandita da due appuntamenti, il flash mob davanti a Palazzo Marino e la cerimonia alla Sinagoga Centrale di via Guastalla, che hanno riunito cittadini, rappresentanti della comunità ebraica ed esponenti delle istituzioni nel segno della memoria e della lotta all’antisemitismo.
Il flash mob davanti a Palazzo Marino

Le celebrazioni si sono aperte alle ore 17.00 davanti alla sede del Comune di Milano con un flash mob fuori dall’ordinario. Al centro dell’evento sono state disposte 1.200 pietre fino a formare la scritta “7 ottobre” e altrettante rose bianche, in un momento di raccoglimento che, tra minuti di silenzio e cartelloni con i volti delle vittime, ha coinvolto centinaia di partecipanti.
“C’è chi nega i fatti del 7 ottobre proprio come facevano i nazisti con la Shoah” ha denunciato il direttore del Museo della Brigata Ebraica Davide Romano, contestando l’idea che l’aumento dell’antisemitismo sia soltanto una conseguenza della guerra a Gaza. “È dal giorno dopo l’attacco di Hamas, dall’8 ottobre, che sono aumentati gli incidenti contro gli ebrei”.
Un richiamo alla memoria accompagnato a gran voce dalle parole del presidente dell’associazione Italia-Israele di Milano Alessandro Litta Modignani che ha ricordato l’importanza dell’empatia anche verso le vittime palestinesi.
“Noi piangiamo i bambini palestinesi che Hamas ha brutalmente usato come scudi umani. Sappiamo che sono innocenti e soffriamo per loro. È questa empatia che distingue il popolo ebraico” ha dichiarato, sottolineando la necessità di non dimenticare le lezioni della storia. “E i responsabili la pagheranno. Dobbiamo ricordare che gli ebrei non muoiono più impunemente. L’ultima volta è stata con Adolf Hitler e non possiamo permettere che la storia si ripeta.”
Gli interventi in Sinagoga
L’evento è proseguito alla Sinagoga Centrale di via Guastalla, dove la presenza delle autorità civili, militari e politiche ha accompagnato gli interventi dei rappresentanti della comunità ebraica. Due momenti hanno suscitato una standing ovation: l’arrivo della senatrice a vita Liliana Segre e il richiamo al gemellaggio tra Milano e Tel Aviv. A condurre l’evento il giornalista Antonino Monteleone.
“Essere qui tutti insieme manda un segnale molto forte, specialmente perché molti dei presenti non fanno parte della nostra comunità” ha dichiarato Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano. “In un momento difficile come questo dobbiamo ergerci uniti e non abbassare mai la schiena”.
Meghnagi ha colto l’occasione per ricordare la sua esperienza diretta del 7 ottobre, durante il quale ha perso la figlia di suo cugino, ed ha ringraziato le autorità presenti, in particolare il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l’assessora comunale Martina Riva.
A seguire il rabbino capo Alfonso Arbib ha sottolineato l’importanza della vicinanza umana come risposta all’odio.
“La vostra presenza in questa sede allarga il cuore” ha dichiarato il rabbino, esprimendo preoccupazione per quanti negano quanto accaduto il 7 ottobre. “Io sono convinto che la maggioranza degli italiani non la pensi così. Chiedo solo a quella maggioranza di farsi sentire.”
Sul tema è intervenuta anche la sondaggista Alessandra Ghisleri, che ha citato dati secondo cui l’8% dei giovani negherebbe sia la Shoah che il 7 ottobre, mentre il 46,3% degli italiani ritiene che l’antisemitismo sia aumentato e continuerà a peggiorare. Una situazione che, secondo Ghisleri, rende fondamentale il ruolo della comunicazione e della conoscenza reciproca.
A parlare per il Comune di Milano è stata l’assessora allo Sport, Turismo e Politiche giovanili Martina Riva, che ha ricordato come la difesa dei diritti non debba ammettere distinzioni.
“Non possiamo indignarci di fronte a una discriminazione e trovare una giustificazione per un’altra. O i diritti valgono per tutti o diventano concezioni arbitrarie” ha affermato, ricordando anche la sofferenza della popolazione civile di Gaza e la necessità di una convivenza pacifica tra israeliani e palestinesi. In merito alla recente aggressione del Rabbino Tzemach Mizrachi a Bande Nere, Riva ha aggiunto: “è uno scandalo che non deve succede. Ogni cittadino deve essere libero di considerare Milano casa propria senza nascondersi.”
Subito dopo il presidente Attilio Fontana ha invitato i presenti ad aderire all’appello della senatrice Segre contro l’antisemitismo mentre il senatore Maurizio Gasparri ha criticato l’organizzazione di iniziative filopalestinesi proprio nell’anniversario del massacro, auspicando l’approvazione della nuova legge.
A soffermarsi sul significato più profondo di questa giornata è stato il senatore del Partito Democratico Graziano Delrio che ha raccontato come l’incontro con i sopravvissuti gli abbia fatto comprendere a pieno la portata del trauma collettivo: “non c’è stata una strage ma molto di più. il riemergere in un intero popolo del ritorno della Shoah”. Delrio, che si è scusato della sua iniziale ristrettezza di vedute, ha chiarito che la battaglia contro l’antisemitismo riguarda “la libertà, la democrazia e i valori della società occidentale.”

A chiudere la commemorazione è stata la testimonianza dell’attivista e imprenditrice americana Liz Naftali, prozia della piccola Abigail, rapita da Hamas dopo l’uccisione dei genitori il 7 ottobre. Davanti alla sala gremita di gente Naftali ha ripercorso le ore drammatiche in cui ha appreso della sorte della famiglia e la successiva mobilitazione dei leader degli Stati Uniti per ottenere la liberazione della bambina sopravvissuta.
“Non sapevo cosa fare ma sapevo che era mio compito informare più gente possibile in America di quello che stava accadendo in Israele” ha raccontato, rivolgendo un ultimo appello ai presenti. “Quando ce ne andremo da questa sinagoga il nostro lavoro continuerà. Per questo vi dico: raccontate a tutti la storia del 7 ottobre. Fatelo per Abigail e per i bambini. Siate orgogliosi di essere ebrei e non arrendetevi mai.”









