Ieri come oggi, l’importanza dei Giusti. Celebrata il 6 marzo la Giornata europea

Italia

di Davide Foa

gariwo2“I giusti sono il futuro, la nostra speranza. Il loro messaggio è molto chiaro: ce la possiamo fare, siamo noi gli arbitri del nostro destino.” Bastano queste parole di Gabriele Nissim, fondatore e presidente di Gariwo, per capire l’importanza e il valore della Giornata europea dei giusti, fissata al 6 marzo e quest’anno giunta alla sua terza edizione.

Per celebrarla, Gariwo ha organizzato una grandiosa cerimonia (tra gli ospiti, presente anche il sindaco di Milano Giuliano Pisapia) presso il Giardino dei Giusti di Milano, sul Montestella. Centinaia di ragazzi hanno assistito all’evento, a testimonianza del gran lavoro svolto da Gariwo con le scuole milanesi.
“Ieri e oggi, i giusti sempre necessari”, questo il tema scelto per la celebrazione di quest’anno. I giusti sono anche intorno a noi: non hanno bisogno del martirio per essere celebrati. Ecco allora i nomi delle persone a cui sono stati dedicati un albero e un cippo:

Razan Zaitouneh: avvocatessa siriana dei diritti civili rapita nel 2013 nei pressi di Damasco da estremisti jihadisti: di lei non si hanno più notizie.

Ghayath Mattar: pacifista ucciso in Siria nel 2011.

Mehmet Gelal Bey: Sindaco turco di Aleppo che si oppose alle direttive del suo governo che imponevano il genocidio degli armeni.

Gli uomini e le donne della guardia costiera.

Alganesh Fessaha: attivista umanitaria italo-eritrea

Rocco Chinnici: magistrato ucciso dalla mafia nel 1983.

“Oggi onoriamo persone innamorate, avevano l’amore per la giustizia e la democrazia”: parla così il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, aprendo la cerimonia. Il Primo Cittadino, rivolgendosi soprattutto ai tanti giovani presenti, sottolinea l’importanza delle nostre scelte, “ognuno di noi deve decidere, oggi e domani, da che parte stare”.
gariwo4Un bivio evidentemente affrontato da Razan Zaitouneh, la cui figura, come testimonia la sorella Rana, giunta appositamente dal Canada, “continua ad essere un incitamento per la ricerca della libertà”. Rana parla anche di Mattar, giovane che offriva fiori e acqua ai soldati che poi lo avrebbero arrestato e torturato.

Come sottolinea giustamente Nissim, nelle stesse terre dove oggi vengono rapiti e torturati i difensori della libertà, cento anni fa fu compiuto il genocidio degli armeni. Qui nasce la volontà di ricordare il sindaco di Aleppo, tramite le parole di Pietro Kuciukjan, console onorario d’Armenia. “La figura di Mehmet Gelal Bey aiuta la riconciliazione dei popoli : la Turchia dovrebbe essere orgogliosa di questo giusto ottomano”.

D’altra parte, sbaglia chi identifica i giusti solo con il passato. Questi sono spesso intorno a noi; molte volte però non siamo in grado di riconoscerli. Due sono gli esempi emblematici in questo senso, per altro fortemente legati tra loro. Da una parte Alganesh Fessaha, da tanti anni in prima linea per salvare profughi eritrei. “L’unico modo per sopravvivere in Eritrea è scappare- dice l’attivista- il problema è verso dove: morte o salvezza?”. Dall’altra, le donne e gli uomini della guardia costiera, il cui portavoce, per l’occasione, è il maresciallo Roberto Mangione;  ed è grazie alla sue parole semplici e profondamente genuine se il pubblico, con i suoi applausi, mostra di sentirsi vicino, almeno per qualche minuto, alle difficoltà in cui incorre un/una guardacoste. “Solo nel 2014-spiega Mangione- sono state messe in salvo 175.000 persone: siamo di fronte al più grande esodo della storia”.

gariwo1Profughi, immigrati, storie che ci ricordano la nostra fortuna. “Siamo fortunati ad essere nati in un paese democratico”, ricorda Giovanni Chinnici, figlio di Rocco, rivolgendosi ai tanti giovani presenti. Rocco fu il primo magistrato a contrastare efficacemente la Mafia, il primo anche a parlare ai giovani, perché credeva in loro, come testimoniano i suoi figli Giovanni e Caterina. “Due alberelli- continua Giovanni- furono devastati dall’esplosione che uccise mio padre. L’albero di oggi, per me, è la continuazione di quella vita”.

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