Sefarim, imam e cardinali (foto David Pacifici)

Grandi religioni: quale dialogo e quali prospettive per il futuro?

Italia

Sefarim, imam e cardinali (foto David Pacifici)
Sefarim, imam e cardinali (foto David Pacifici)

È possibile pensare alle religioni come fattore di pace anziché di conflitto – come ci mostra la storia da secoli? I “fondamentalismi” che, ad un certo punto del nostro Novecento, sembravano essere stati soppiantati da concetti come modernizzazione e secolarizzazione, negli ultimi decenni sono tornati a dettare le regole del gioco internazionale e a determinare gli equilibri della politica su scala mondiale. L’Egitto, la Tunisia, l’Iran, sono tutti focolai accesi da fattori diversi, di ordine socio-politico per lo più, ma che la miccia del fondamentalismo religioso potrebbe improvvisamente far esplodere, con effetti ben più gravi di quelli visti fino ad ora.

In questo contesto, ha ancora un ruolo, c’è ancora spazio per il dialogo interreligioso? È ancora possibile pensare ad una convivenza pacifica fra i popoli che parta dal basso anziché dalle manovre della grande politica?

Questo, al fondo, è anche l’interrogativo o forse meglio, l’auspicio da cui parte l’incontro organizzato a Milano da Il Sole 24 ore, dal titolo “Le grandi religioni. Il tempo del dialogo” (giovedì 10 febbraio, via Monterosa 91, ore 18).

Al dibattito, moderato dal direttore del Sole 24 ore, Gianni Riotta, parteciperà fra gli altri il rabbino capo emerito della Comunità ebraica di Milano, Giuseppe Laras.

Laras, che pure ai tempi del cardinale Martini era stato fra i più convinti fautori del dialogo ebraico-cristiano, oggi pare più cauto sull’argomento.  L’interruzione del dialogo con i cristiani dopo il ripristino nel 2008 della preghiera pro-judeis del venerdì santo, ha provocato una dolorosa cesura rispetto al passato. Gli orientamenti di Papa Benedetto XVI, emersi nel corso del Sinodo dei Vescovi sul Medio Oriente dello scorso ottobre, non hanno fatto che irrigidire la situazione, forse addirittura chiudendo un ciclo durato 40 anni.

Dalla conferenza di domani sera forse sarà possibile dire se un nuovo ciclo si può aprire e con quali prospettive per il futuro.

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