Arrestato e rilasciato in Russia Yuri Guaiana

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18342384_10155047402970973_5781981270110001937_nYuri Guaiana, attivista per i diritti LGBT, militante radicale, segretario dell’associazione  Certi Diritti e membro dei direttivo della Associazione milanese Pro Israele, è stato arrestato  a Mosca, l’11 maggio, dove si trovava per consegnare alle autorità una petizione on line, sottoscritta da due milioni di persone, che chiede la fine della repressione e delle persecuzioni degli omosessuali in Cecenia.

Subito dopo l’arresto, era riuscito a far pervenire un messaggio: “Sono al centro di Mosca. Dentro una camionetta. Una cosa banale per noi italiani, come andare a consegnare delle firme qui è impossibile perché si parla di omosessuali. La richiesta di due milioni di persone di fermare gli arresti e gli assassini di persone omosessuali in Cecenia. Avevamo varie scatole con le firme e dopo due passi che abbiamo fatto in direzione la polizia ci ha seguito e non siamo riusciti a consegnarle. Siamo cinque persone dentro la cella della camionetta. Sto aspettando l’avvocato. Non so i motivi per cui mi hanno arrestato abbiamo preso tutte le accortezze per non infrangere le legge della propaganda. Non abbiamo nominato la parola omosessuale. Non abbiamo sfoggiato nessuna bandiera arcobaleno”.

La Farnesina si è subito attivata per seguire la situazione e in serata si è avuta la conclusione della vicenda con la liberazione di Yuri.

Il 19 giugno Yuri Guaiana introdurrà l’incontro, al Teatro Franco Parenti,  organizzato da AMPI e dalla Associazione Certi Diritti su Israele LGBT, ben oltre il “pink-washing”.

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