Alià dall’Italia: numeri e trend di un fenomeno in crescita

Italia

di Vito Anav

Negli ultimi due tre anni  si parla molto in Italia di Alià, di Olim, di famiglie e studenti che si trasferiscono, di giovani e non più giovani che vorrebbero cercare un futuro in Israele ma ancora non si sentono pronti. Al Moked di Milano Marittima, a Maggio, per la prima volta si è parlato di dati reali e si è provato, nel corso di un partecipato workshop, ad analizzare il fenomeno.

Dal Gennaio 2011 al Marzo 2014 sono arrivati dall’Italia 475 Olim. A questi si vanno ad aggiungere gli oltre 200 ebrei italiani  che hanno fatto l’Alia da Israele (vale a dire dopo una più o meno lunga permanenza nel Paese come turisti o studenti, perfezionando la loro posizione attraverso il Ministero degli Interni e non la Sochnut Italia) e gli oltre 300 ebrei italiani   che si sono stabiliti  in Israele con visti di soggiorno di vario genere (turista pluririnnovato, studente, lavoro), e stanno “maturando”  l’Alià, pur studiando, lavorando e vivendo in Israele da più di un anno, periodo che ha di gran lunga superato il classico viaggio turistico o di “esplorazione” .

Negli anni precedenti al periodo esaminato l’Alia dall’Italia si limitava a quei 20-25 ragazzi che tutti gli anni venivano per motivi di studio o a seguito di programmi nei vari movimenti giovanili , oppure solo per un “one year program”, che poi si prolungava o accorciava  a seconda delle esperienze e volontà dei singoli.

Molteplici sono le motivazioni che spingono gli Ebrei italiani in Israele. Dall’ideale Sionista alla ricerca di una realizzazione professionale, dal desiderio di studiare in Università di eccellenza al voler garantire un futuro più roseo ai figli.

Negli ultimi anni abbiamo visto un aumento drastico dell’Alià dall’Italia, un cambiamento nella sua composizione (molte più famiglie  che nei precedenti anni, in cui si notava che gli Olim erano sopratutto studenti) e sopratutto una maggiore distribuzione su tutto il territorio Nazionale.

Concentrazione di nuovi Olim nella zona di Rahanana, Natanya, Modiin, Ashdod, Ashquelon, Beer Sheva sono oggi realtàalla quale bisogna dare il giusto peso e considerazione.

Inoltre, la Comunità di Tel Aviv si è arricchita di numerosi e preziosi elementi. Molte attività spontanee ed auto-sostenute come Batei Kneset, gruppi di studio, incontri, stanno sviluppandosi  all’interno di queste Comunità.

Di pari passo l’Irgun Olei Italia ha allargato la sua rete di rapporti con la Sochnut, i Ministeri, i  centri di assorbimento  e le organizzazioni sociali Comunali, le Comunità Ebraiche in Italia e ha cercato di favorire il più possibile l’integrazione degli Olim con informazioni ed interventi di ogni tipo compreso la ricerca del lavoro e l’inserimento in Ulpan e Scuole.

Le categorie di Olim

Entrando più nello specifico esaminiamo in quali categorie si possono dividere gli Olim. Escludendo i 200 che hanno fatto l’Alià da Israele (sopratutto giovani single di età intorno ai 25 anni) ed i 300 “stanziali” che ancora non hanno formalizzato la loro Alià (anch’essi soprattutto giovani che vivono a Tel Aviv e dintorni) – per i quali non abbiamo dati personali che ci permettano una analisi più approfondita -, concentriamoci sui 475 Olim che sono arrivati in Israele tramite Sochnut Italia e per i quali abbiamo dati che ci permettono di dividerli in varie categorie.

Di questi il 77% proviene da Roma, il 14% da Milano ed il rimanente 9% da altre Comunità.

Degna di nota è la maggior dispersione  degli Olim sul territorio nazionale.

Fino a qualche anno fa le città di destinazione erano soprattutto Gerusalemme e Tel Aviv, con alcuni rari casi a Haifa e Beer Sheva, sopratutto per motivi di studio.

Dal grafico allegato si può evincere che, pur essendo rimaste Gerusalemme e Tel Aviv le città di destinazione preferite, Rahanana, Ashdod-Ashquelon , e Natanya stanno diventando mete appetibili e ricercate.

Esaminando lo stato di famiglia degli Olim arrivati negli ultimi anni possiamo notare una netta predominanza di famiglie, rispetto a single o studenti, dato completamente opposto a quello rilevabile prima del 2010.

La maggior parte degli Olim era composta da studenti single  (under 21), negli ultimi anni quasi due terzi degli Olim sono coppie sposate.

Il dato risulta ancora più evidente esaminando le età (al giorno di Alià) degli Olim. Dei 475 Olim esaminati nel periodo 2011-2013 solo il 24% è nella fascia di eta 18-30 anni.

Il 37% è nella fascia di età 31-55 anni, che sommati ai 98 bambini di eta 0-17 anni  (circa il 21% degli Olim) vanno a comporre i nuclei famigliari.

Completamente nuovo il dato sui 56enni e più, che ammontano al 18% degli Olim.

I problemi degli Olim
Descritto numericamente  il fenomeno cerchiamo di esaminare quali sono i principali problemi che incontrano gli Olim, il lavoro svolto dall’Irgun Olei Italia e i programmi di più lungo termine nel quale a mio avviso dovrebbero essere coinvolte anche le Comunità di Origine.

Primo fra tutti i problemi è la cronica mancanza di centri di assorbimento idonei, pochi i posti e di solito lontano dai luoghi dove già esistono comunità di italiani in grado di facilitare l’assorbimento.

Altro problema è l’apprendimento dell’ebraico: non tutti gli olim sono avvezzi allo studio e per molti risulta difficile integrarsi nel sistema ulpanistico esistente e trarne i dovuti benefici.

Il terzo problema è il reperimento  di un lavoro consono che permetta al singolo o alla famiglia di integrarsi pienamente. L’irgun Olei Italia in questi ultimi quattro anni si è riorganizzato, per far fronte in maniera consona agli aumentati numeri di Olim ed alle differenti esigenze.

Abbiamo intrecciato ottimi rapporti di collaborazione con la Sochnut che si rapporta a noi per la soluzione dei vari problemi burocratici. Pur dovendo tristemente notare che la Sochnut di Roma (l’unica sede in Italia!!!!) ancora non lavora a pieno regime, possiamo dire che parte dei problemi vengono risolti dalla sochnut Israele con una fattiva e notevole collaboratività e per il futuro possiamo sperare in un certo miglioramento del servizio.

Nei grandi numeri delle Aliot da altri Paesi, gli italiani si “perdono”, non rappresentando una massa critica o un target interessante; purtuttavia l’aumentato numero degli Olim ed il quotidiano lavoro dell’Irgun hanno cambiato radicalmente l’approccio della Sochnut nei confronti dell’Italia ed i primi risultati si stanno già vedendo.

Gli Olim dall’Italia sono ormai di diritto parte del programma Shatiach Adom (Alià concentrata in uno stesso giorno, pratiche burocratiche svolte nello stesso luogo ed in poche ore, dall’iscrizione alla cassa mutua al conto in banca dal ricevimento della Teudà Zeut all’abbonamento al cellulare). L’Irgun è regolarmente invitato a partecipare, riceve un suo spazio ed accoglie gli Olim facilitandogli lo svolgimento delle pratiche ed offrendo un supporto di traduzione e consigli.

Sono stati inoltre intrecciati rapporti di collaborazione con le Comunità in Italia e si stanno intensificando i rapporti con l’Ucei.

Un progetto che ha gia preso piede è l’apertura a Roma di un Ulpan (pre-alià), organizzata da Deputazione e C.E.R. . Questo permette all’Olé di famigliarizzare a priori con la lingua ebraica oltre che con il sistema di studio precipuo all’ulpan.

Speriamo molto che un progetto simile si possa sviluppare anche in altre Comunità, magari coordinato dal D.E.C. che ha le strutture, l’esperienza e le versatilità necessarie.

Siamo in contatto con varie organizzazioni ebraiche italiane per spingere un progetto di studio professionale.

Vi sono vari corsi organizzati dalle Regioni che permetterebbero all’Olé di “riciclarsi” , una volta giunto in Israele in un lavoro nuovo, differente da quello precedentemente svolto.

Molto lavoro è stato fatto, moltissimo ne rimane ancora da fare, sembra che l’Alia dall’Italia dovrà con gli anni aumentare ancora di più. L’Irgun Ole Italia (così come tutti gli italkim di Israele) è qui pronto ad accogliere chiunque voglia venire.

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