Amir badran

Tel Aviv-Jaffa nomina Amir Badran vicesindaco: un arabo israeliano entra ai vertici della città

Israele

 di Anna Balestrieri
Badran, 54 anni, siede da dieci anni nel Consiglio comunale di Tel Aviv ed è presidente della sezione locale di Hadash, formazione politica arabo-ebraica. La sua nomina assume un valore simbolico particolare in una città che comprende anche Jaffa, storico quartiere arabo e centro della popolazione araba locale.

La municipalità di Tel Aviv-Jaffa ha nominato Amir Badran nuovo vicesindaco, facendo di lui il secondo cittadino arabo israeliano a ricoprire questo incarico nella seconda città più grande di Israele. La nomina, annunciata il 23 giugno 2026, è arrivata nel quadro di un accordo di coalizione municipale raggiunto dal sindaco Ron Huldai con una parte dell’opposizione.

Badran, 54 anni, siede da dieci anni nel Consiglio comunale di Tel Aviv ed è presidente della sezione locale di Hadash, formazione politica arabo-ebraica. La sua nomina assume un valore simbolico particolare in una città che comprende anche Jaffa, storico quartiere arabo e centro della popolazione araba locale.

L’accordo politico che ha portato alla sua designazione include anche impegni per promuovere diversi progetti a Jaffa. Si tratta di un passaggio amministrativo, ma anche politico, che Badran ha presentato come il frutto di un lungo percorso di partecipazione civica e cooperazione tra comunità.

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“Da oggi sono vicesindaco di Tel Aviv-Yafo. Sì, un vicesindaco arabo in una delle più grandi città del Paese”, ha scritto Badran su X. “Non è successo in una notte: è il risultato di anni di azione pubblica, di lotta comune e di una fede ostinata nella partnership ebraico-araba, nell’uguaglianza e in una politica diversa.”

Il giorno successivo, Badran ha ribadito il messaggio di collaborazione tra arabi ed ebrei, sottolineando che il tavolo decisionale del Comune di Tel Aviv sarà ora “ebraico-arabo”. Secondo il nuovo vicesindaco, l’obiettivo sarà affrontare le questioni più delicate e promuovere iniziative per tutti i residenti, sia a Jaffa sia a Tel Aviv.

La nomina è stata accolta con favore anche da Ayman Odeh, leader uscente di Hadash, che ha ricordato un colloquio avuto circa due anni e mezzo fa con il sindaco Huldai. In quell’occasione, secondo Odeh, Huldai gli avrebbe promesso che Tel Aviv avrebbe avuto un vicesindaco arabo. “Ha mantenuto la parola”, ha commentato Odeh, aggiungendo che per Huldai questa scelta rappresentava “la cosa più naturale”.

Badran non è il primo arabo israeliano a ricoprire l’incarico di vicesindaco di Tel Aviv-Jaffa. Prima di lui vi era stato Rifat Turk, nominato nel 2003. Tuttavia, la nuova designazione arriva in un contesto politico particolarmente sensibile, segnato da forti tensioni interne e internazionali attorno al ruolo di Israele e alle accuse rivolte al Paese da organizzazioni non governative, attivisti e governi stranieri.

Alcuni commentatori hanno infatti letto la nomina di Badran come un elemento che contrasta la narrazione secondo cui Israele sarebbe uno Stato di apartheid. La presenza di cittadini arabi nelle istituzioni municipali, parlamentari e giudiziarie viene spesso citata da chi respinge tale definizione, sostenendo che gli arabi israeliani godano degli stessi diritti democratici dei cittadini ebrei.

Secondo i dati dell’Ufficio centrale di statistica israeliano, gli arabi rappresentano circa il 21% della popolazione del Paese. La loro partecipazione alla vita pubblica israeliana include seggi in Parlamento, incarichi nelle amministrazioni locali e ruoli nelle principali istituzioni nazionali.

La nomina di Badran, dunque, va oltre la dimensione locale. Essa rappresenta un segnale politico e civico in una città simbolo della complessità israeliana, dove identità ebraica e araba convivono, si confrontano e, in alcuni casi, collaborano all’interno delle stesse istituzioni.