Se Harry Potter si mobilita a fianco di Israele

Israele

di Ilaria Myr

JK RowlingÈ conosciuta come la ‘madre’ della fortunatissima saga di Harry Potter, che l’ha resa una delle persone più ricche al mondo. Ma JK Rowling è anche una forte oppositrice al boicottaggio di Israele: una posizione, questa, di netta controtendenza in Inghilterra, dato il sempre più ampio numero di intellettuali che proclamano l’isolamento di Israele. La scrittrice ha infatti firmato una lettera aperta pubblicata sul Guardian il 22 ottobre, intitolata “Israele necessita di ponti, non boicottaggi”, che incoraggiava il dialogo fra Israele e palestinesi” in una comunità creativa e culturale più ampia.

La lettera, firmata da dalla Rowling e da altri 150, fra artisti e politici, apre riferendosi a un appello pubblicato proprio sul Guardian nel febbraio scorso, in cui si chiamava al boicottaggio culturale e professionale, e che portava la firma di oltre 1090 artisti britannici attivi in ogni campo artistico.

Il testo della lettera
“Nel febbraio del 2015 (il giornale, ndr) ha pubblicato una lettera di artisti britannici che annunciava la loro intenzione di boicottare culturalmente Israele. Noi non crediamo che boicottaggi culturali siano accettabili o che la lettera che avete pubblicato rappresenti l’opinione del mondo culturale nel Regno Unito. Pertanto vi scriviamo per dichiarare il nostro supporto per il lancio della Culture of Coexistence, un network britannico indipendente che rappresenta diverse categorie del mondo culturale.
I boicottaggi che colpiscono Israele sono discriminatori – recita la lettera – e non porteranno alla pace. Un dialogo aperto e un’interazione promuovono una mutua comprensione e accettazione migliore fra le parti, ed è attraverso questa accettazione che si può arrivare a una risoluzione del conflitto.
Infine, crediamo tutti in una soluzione di due Stati così che sia realizzata la determinazione nazionale di entrambi i popoli, con lo Stato di Israele e quello palestinese che vivono in pace e sicurezza uno a fianco dell’altro”.

Il contro-appello
Alla lettera firmata dalla Rowling è seguita la risposta del Palestinian Campaign for the Academic and Cultural Boycott of Israel (PACBI), firmata da molti noti artisti, Roger Waters (Pink Floyd) in primis. “Sembra che alcuni personaggi culturali britannici, fra cui alcuni noti apologeti di Israele, vogliano rivivere il ‘coinvolgimento costruttivo’ del periodo della Tatcher, mettendo sullo stesso piano i coloni con i colonizzati, strategia che nella lotta contro l’Aoartheid in Sud Africa si dimostrò essere non etica. In febbraio più di 1000 personaggi culyturali, fra cui attori di cinema, letteratura, teatro, avevano firmato un appello al boicottaggio contro il rgeime di occupaizone e aprtaheid. Quella lista impresisonante, che include anche alucni scrittori e artisti ebrei, ha sposato il movimento BDS come la più efficace strategia per metter fine all’occupaizone israeliana”. Fra i firmatari di questa lettera: Brian Eno, Jarvis Cocker, Kate Tempest, Roger Waters, Richard Ashcroft, Ken Loach.

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