Prisma / Notizie in breve

di Ilaria Myr

Dall’Est il numero più alto di nuovi cittadini

Cresce l’immigrazione in Israele e le provenienze sono sempre più varie. Secondo gli ultimi dati dell’Agenzia Ebraica, nel 2010 sono stati più di 19.000 i nuovi olim chadashim, gli ebrei che si sono trasferiti in Israele: 16% in più del 2009, che già aveva registrato un’impennata, con più di 16.000 unità, rispetto ai dieci anni precedenti. Una fetta importante (40%, 7.700 persone) è costituita da immigrati dall’ex Unione Sovietica, Europa dell’Est e Germania. Ma sono più alte anche le quote relative al Nord America (3.980 persone) e America Latina (1.470).

Interessante poi è l’evidente incremento di nuovi immigrati dall’Australia e dalla Nuova Zelanda (260 persone in tutto, contro le 152 del 2009) e dall’India (48), ma anche da Paesi europei come Belgio (250) Svizzera (120) e Italia (110). Sempre alta, e nel 2010 ancora più alta, l’immigrazione francese, che questa volta supera le 2.000 unità, mentre è diminuita quella dalla Gran Bretagna (760). Ma il Paese che più di tutti mostra un incremento significativo è il Venezuela, dal quale sono arrivati ben 150 nuovi immigrati, contro i 39 del 2009.

Infine, nuove presenze anche dalla Cina (10), Monaco (4), Giappone (3), Honk Kong (3), Honduras (3), Malawi (2) e persino Guadalupa (2). L’età media dei nuovi arrivati è di 29 anni, ma c’è anche chi ha fatto l’aliyà all’alba dei 99.

L’ebraismo iraniano in mostra a Tel Aviv

Una mostra dedicata alla storia, alla cultura e alla vita contemporanea degli ebrei iraniani è in corso fino al 31 maggio al Beit Hatfusot di Tel Aviv, il Museo della Diaspora. Si tratta della prima iniziativa così completa interamente incentrata sull’ebraismo iraniano, che trova le proprie radici 2700 anni fa, e che ha continuato a esistere nella storia, passando per l’esilio da Gerusalemme fino ai giorni nostri. Fra gli oggetti esposti, si trovano manufatti archeleogici, molti dei quali mai messi in mostra prima, manoscritti, talismani, tappeti e spartiti di musica laica e religiosa. Ma non manca la modernità, rappresentata da lavori di artisti iraniani oggi residenti in vari paesi d’Europa, in Israele e negli Usa.

Parole di odio dall’Est all’Ovest

L’antisemitismo soffia da est e ovest, indistintamente, come ricordano ogni giorno le dichiarazioni o i fatti che trasudano odio contro gli ebrei e che arrivano da tutte le parti del mondo. Fra le più recenti, ricordiamo quello che ha detto un senatore cileno, Eugenio Tuma, a proposito dei suoi connazionali ebrei: sarebbero “spie agenti del governo israeliano”. L’accusa riguarda tutti, senza eccezione: e infatti il politico ha chiaramente fatto anche i nomi di suoi colleghi, come il Ministro degli Interni Rodrigo Hinzpeter, che in quanto ebreo sarebbe “un attivista e un militante della causa israeliana”. Ma gli ebrei cileni (circa 23.000) sarebbero anche la causa della lentezza del governo a riconoscere uno Stato palestinese: passo, questo, che invece altri 6 Paesi sudamericani hanno fatto (Brasile, Bolivia, Argentina, Uruguay, Paraguay ed Ecuador). L’accusatore Tuma fa parte della larga comunità palestinese residente in Cile, la più ampia esistente oggi fuori dal Medio Oriente. Al di qua dell’oceano, la situazione non è però migliore. Si è parlato tanto del prete greco ortodosso, il metropolita Seraphim del Pireo, che in un’intervista radiofonica ha dichiarato: “Hitler era uno strumento utilizzato dai sionisti per assicurarsi la creazione dello Stato d’Israele”. Ma non è tutto: il dittatore nazista sarebbe stato finanziato direttamente dalla famiglia Rothschild per convincere gli ebrei a lasciare l’Europa per stabilirsi in Israele. E, parlando di una cospirazione ebraica per asservire il Mondo, ha aggiunto: “Se questa è la loro intenzione, non era forse una buona ragione per bruciarli?”.

Fermate quell’aquila, è una spia del Mossad

Le vie dello spionaggio sono infinite: è con questa convinzione che l’Arabia Saudita ha di recente arrestato un’aquila con l’accusa di essere entrata sul territorio arabo con il compito di raccogliere quante più informazioni possibili per conto del Mossad. Prove inconfutabili sarebbero una targhetta dell’Università di Tel Aviv legata a un zampa dell’animale e una piccola rice-trasmittente. Dall’università israeliana hanno però spiegato che il volatile fa parte di un grande progetto che vuole studiare l’andamento delle migrazioni. Ma non la pensano così gli abitanti sauditi: “Questo è un complotto sionista”, hanno detto al giornale locale Al-Weeam. Ma non è la prima volta che nel mondo arabo si pensa che Israele utilizzi gli animali per operazioni di spionaggio: il mese scorso, subito dopo l’attacco omicida di uno squalo sul Mar Rosso, il governatore della regione del Sinai Mohamed Abdel Fadil Shousha aveva detto che l’animale era stato messo intenzionalmente dagli agenti israeliani per sabotare il turismo del Paese.
Disneyland sul Carmelo

Il magico mondo Disney in salsa israeliana: un nuovo parco divertimenti verrà infatti costruito a breve nei pressi di Haifa, vicino a una delle uscite del Tunnel Carmel. Oltre a giostre e attrazioni, il complesso conterà anche 25 sale cinematografiche, distribuite su oltre ottanta chilometri quadrati. Secondo i preventivi, il costo del progetto è di 130 milioni di euro. A realizzarlo saranno l’israeliana New Lineo Cinemas Ltd e il gruppo Shamrock Holdings, “braccio degli investimenti” della Walt Disney Company. Il nuovo progetto, che sarà operativo nel 2013, rientra nei piani di sviluppo della città costiera in un’area sempre più business friendly: “Il nostro lavoro – ha spiegato il sindaco Yona Yahav – è iniziato con l’assistenza del comune alla costruzione del Cinemall, (un centro commerciale con 23 schermi cinematografici, ndr), e con il miglioramento dello stesso centro commerciale. Inoltre, abbiamo implementato una funivia che trasporta i passeggeri fino al Technion e all’Università”. Il comune ha inoltre speso oltre 350 milioni di dollari per rifare strade e infrastrutture, e altri 400 milioni per realizzare il tunnel che attraversa il Monte Carmel, inaugurato di fresco. Quest’anno, poi, inizieranno le corse della metropolitana leggera, quasi ultimata, mentre continuano i lavori per il tram. “Tra gli obiettivi finali di questo piano generale di rinnovo della città – ha aggiunto Yahav – c’è la riqualificazione del porto, che finora veniva sfruttato molto poco ed era diventato un ambiente poco raccomandabile. Ma noi siamo decisi a sfruttarne a pieno il potenziale, per attirare investimenti stranieri”.

Dialogo e confronto: ecco la ricetta di Psikipedia

Anoressia, bulimia, disturbi della personalità, depressione. Ma anche un semplice momento di difficoltà emotiva. Affrontare questi problemi è l’obiettivo di Psikipedia (www.psikipedia.it), un nuovo sito internet creato da Roberto De Pas (nella foto), psicologo e psicoterapeuta specializzato in disturbi del linguaggio, membro della Comunità ebraica di Milano, insieme ad altri colleghi. Essere una piattaforma di scambio e confronto su temi inerenti alla psicologia per medici e i loro pazienti.

Non a caso il simbolo grafico del progetto è la melagrana, fin dai tempi antichi emblema di abbondanza, fertilità e bellezza, ma anche della fertilità dello scambio e dell’introspezione. Per i fondatori di Psikipedia, è simbolo del lavoro di psicologi e psichiatri, antropologi e giuristi, e anche del loro lavorare insieme. Per aprire Psikipedia, un pool di psicologi si è dunque riunito per formare il giardino dei melograni, ovvero creare la ricchezza del confronto, tanti chicchi per formare un tutto.

“Il dialogo e la comunicazione sono alla base di questa iniziativa – spiega al Bollettino Roberto De Pas – perché siamo fortemente convinti che la parola sia già di per sé una forma di terapia. E il fatto che una persona ritenga opportuno porci delle domande su delle questioni per lui importanti è già di per sé una presa di coscienza dell’esistenza di un problema a cui vuole rapportarsi”.