Esercitazione aeronautica Blue Flag

L’aeronautica militare israeliana ha tenuto l’esercitazione più grande di sempre 

Israele

di Francesco Paolo La Bionda
Si è conclusa lo scorso 28 ottobre l’esercitazione internazionale Blue Flag 2021, organizzata dall’aeronautica militare israeliana (IAF), la più grande di sempre nella storia dell’arma aerea di Tsahal. Durata due settimane, vi hanno preso parte 70 aerei e 1.500 partecipanti, con ospiti provenienti – ufficialmente – da sette nazioni. 

Le esercitazioni Blue Flag, lanciate nel 2013, si svolgono ogni due anni nel deserto del Negev, per migliorare la sinergia tra velivoli diversi di nazioni diverse nell’affrontare congiuntamente droni e altre possibili minacce. Quest’anno vi hanno preso parte aerei di Francia, Germania, India, Italia, Regno Unito e Stati Uniti. Particolarmente degna di nota la presenza dei piloti di Berlino e Londra, che non solcavano i cieli israeliani rispettivamente dalla Prima Guerra Mondiale e dal 1948.

La vera novità è la presenza araba

Ma la vera novità in termini geopolitici è stata la presenza degli Emirati Arabi Uniti che, sebbene includesse personale ma nessun mezzo aereo, ha segnato comunque un nuovo importante progresso nel processo di normalizzazione tra le due nazioni cominciato con gli Accordi di Abramo. 

Ancora più sorprendente è stato lo scoop lanciato inavvertitamente da un fotografo militare tedesco, Falk Bärwald. Il reporter ha postato due fotografie delle esercitazioni sul proprio account Instagram in cui erano visibili due jet dell’aeronautica giordana, che ufficialmente non ha figurato tra i partecipanti. La partecipazione dei velivoli del Regno è tanto più inaspettata alla luce delle tensioni con Israele seguite agli scontri presso la moschea di Al-Aqsa, di cui la Giordania è custode, la scorsa primavera.

La minaccia iraniana resta all’orizzonte

Amir Lazar, capo operazioni dell’aviazione israeliana, durante la conferenza stampa di lancio presso la basa aerea di Ovda, nel sud del Paese, ha dichiarato che le esercitazioni non sono state “concentrate sull’Iran”, ma riferendosi alla presenza degli ufficiali emiratini ha poi aggiunto che alla visita è stata “molto significativa” dato che “un giorno” le due nazioni dovranno “lavorare insieme” per contrastare la minaccia di Teheran.

Oltre al programma nucleare iraniano, per il quale i vertici delle IDF non escludono un intervento militare, Israele è allarmato anche dalle flotte di droni che l’Iran starebbe fornendo alle milizie sue alleate in Yemen, Siria e Libano. 

(Foto: idf.il)

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