Israele: vittoria nella lotta al Covid. Dopo i vaccini di massa, ora via le mascherine (all’aperto)

Israele

di Roberto Zadik 

In un mondo devastato da oltre un anno di pandemia, Israele sembra una sorta di “isola felice” in cui, da domenica 18 aprile, si sta cercando un lento ritorno alla normalità. Stando a quanto riferito dal sito Ynet, ormai quasi il 54 per cento della popolazione è stata vaccinata con ben due dosi per cittadino dello Pfizer/BioNtech e, dato il vistoso calo dei nuovi contagi derivante da queste massive vaccinazioni iniziate a dicembre 2020, il Governo ha tolto l’obbligo di indossare la mascherina negli spazi aperti. Una misura importante che però il Ministero della Salute ha subito ridimensionato sancendo comunque il dovere per i cittadini di tenerla a portata di mano in modo da essere pronti a rimettersela negli spazi pubblici interni.

Altro provvedimento di notevole rilevanza è stato quello di permettere il ritorno degli studenti nelle scuole  e la ripresa di tutte le lezioni in presenza. Infatti domenica sono tornati sui banchi di scuola bambini e ragazzi, dagli asili, alle elementari, alle superiori dopo quasi un anno di didattica a distanza.  Restano tassativi gli obblighi di controllo da parte del personale scolastico che le regole vengano rispettate da tutti, dall’obbligo della mascherina fino al distanziamento sociale a lezione e negli intervalli.

Anche il sito del New York Times ha evidenziato, nell’articolo firmato da  Isabel Kershner, i notevoli risultati ottenuti da Israele dopo un anno decisamente difficile – fra restrizioni, mascherine e confinamenti – e soprattutto molti contagiati e morti. Ma come hanno reagito gli israeliani a questa nuova fase senza più mascherina mentre si cammina per strada , nelle piazze o al parco? Nel suo resoconto la giornalista americana ha sottolineato la diversità di reazioni fra la gente comune da lei interpellata. C’è chi per esempio come Eli Bliach, inprenditore 35enne, ha esultato “finalmente posso respirare di nuovo”. Più prudente e esitante la signora Ilana Danino, 59 anni che ha dichiarato “non sono sicura che la pandemia sia finita, mi sento bene quando indosso la mascherina” evidenziando la sua funzione protettiva contro le allergie primaverili e altre malattie.

In tutto questo il Ministro della Salute, Yuli Edelstein  ha lo stesso invitato la popolazione alla cautela, specialmente negli spazi al chiuso, dove resta l’obbligo della mascherina. Nello Stato ebraico si respira un clima di rinnovato dinamismo e di risveglio dopo mesi assai complessi. Ad incoraggiarlo sono i dati della pandemia che stando alle ultime stime sembrano in continuo miglioramento con una vertiginosa discesa dal picco di gennaio scorso, dove vennero raggiunti i 10.000 casi, ai circa 100 dei giorni scorsi. A sostegno di questi numeri così favorevoli, il professor Eran Segal del Weizmann Institute ha scritto su Twitter settimana scorsa che “ormai la vita è quasi vicina all’era pre Covid con la maggioranza della popolazione vaccinata o guarita”.

Nachman Ash (courtesy Haaretz)

Per queste due categorie di cittadini, Israele ha introdotto un “lasciapassare” permettendo loro di tornare alla vita normale, cenando nei ristoranti o partecipando a grandi eventi religiosi, sportivi e culturali. Nonostante questo clima di parziale ottimismo, c’è grande preoccupazione per la variante indiana del virus che è stata identificata nel Paese settimana scorsa. A questo proposito lo specialista del Covid, il dott. Nachman Ash ha rivelato a Ynet che questa variante sarebbe particolarmente rischiosa visto che anche quelli che sono stati vaccinati ne sarebbero comunque colpiti. Cercando di rassicurare gli animi egli ha affermato che comunque il Paese sta cercando di prevenire qualsiasi ulteriore diffusione di questa insidiosa mutazione del Covid sulla quale ha annunciato di aver cominciato le sue ricerche con uno studio sulla sua azione a livello internazionale.

 

Foto: taglio simbolico di una mascherina, per festeggiare la fine dell’obbligo di indossarla all’aperto  (Yonatan Sindel/Flash90)

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