Riapertura negozi in Israele

Israele, fase 2: sarà davvero ripresa della normalità? Sì, ma a certe condizioni

di Roberto Zadik
Mentre gli altri Paesi stanno lentamente avviando la famosa “Fase 2”, Israele sembra voler riprendere da giovedì 7 maggio un anticipo di “normalità” anche se vige massima prudenza. Il sito Ilpost.it, martedì 5 maggio ha pubblicato la notizia di un Netanyahu pronto a lanciare un piano di ripresa che da giovedì  permetterebbe a tutti gli israeliani di lasciare le abitazioni dopo due mesi di “lockdown” abolendo il limite dei 100 metri massimi di distanza dalle proprie case, entrato in vigore dal 25 marzo.

Nel suo intervento il premier ha parlato di “riunioni fino a 20 persone”, riprese di matrimoni, circoncisioni e funerali, seppur molto ristretti e con le dovute precauzioni. Se qualcosa non dovesse funzionare, Netanyahu ha annunciato il ritorno immediato delle restrizioni e del confinamento nelle case.

Come specificato però nel lungo articolo sul Times of Israel, nonostante l’allentamento delle limitazioni, che prevedono secondo il piano governativo varie importanti concessioni, le parola d’ordine sono: gradualità e assoluto rispetto delle regole. Fra i punti principali del nuovo piano: l’abolizione del limite dei 100 metri per gli spostamenti da casa,   la riapertura di varie attività, librerie, hotel, piscine, palestre e parchi, siti archeologici e spiagge aperte solo per esercizi fisici, resteranno la distanza di due metri fra persone e ovviamente guanti e mascherine.

Riaperti anche negozi e mercati da giovedì 7 ma con distanze e regole. Anche le preghiere saranno permesse ma con massimo 19 persone. Ma dal 17 maggio gli incontri se all’aria aperta potrebbero includere fino a 50 persone così come musei e gallerie d’arte. E se tutto andrà come previsto, dal 14 giugno il Governo potrebbe abolire qualsiasi limite   numerico agli incontri pubblici, compresi i concerti che dovrebbero permette gli ingressi fino a 500 persone.

Aperture anche alle scuole, con gli asili che torneranno attivi dal 10 maggio mentre gli studenti di tutte le classi torneranno sui banchi di scuola da fine mese. A metà giugno invece previste le riaperture di college e università.

Attesa invece per i voli internazionali per timore di nuovi contagi da Paesi con livelli più alti di infezione. Questi alcuni punti del nuovo piano governativo approvato lunedì 4 maggio da Netanyahu e dal Governo e pubblicato integralmente dal Times of Israel. Libertà si ma con vari accorgimenti e in nome della prudenza e del rispetto di leggi che seppur più “permissive” restano comunque rigorose. Nonostante le vittime siano salite a 237 e i casi siano 16.238, la situazione sembra migliorare molto e più rapidamente che altrove.

Punto centrale dei nuovi provvedimenti, la ripresa dell’economia e del lavoro, anche se con vari accorgimenti come il mantenimento dell’igiene e l’uso di disinfettanti e il divieto a chiunque sia senza mascherina di entrare nei centri commerciali. Stando agli aggiornamenti pubblicati da Ynet, fra le nuove regole, pur con le varie libertà, alcuni importanti restrizioni che rimarranno in vigore. Dopo le limitazioni per Yom Ha Zikaron e Yom Ha Zmaut, quest’anno non ci saranno nemmeno i festeggiamenti per Lag Baomer, previsti per l’11 maggio e saranno vietate le visite in massa a Meron, cittadina della Galilea dove si trova la tomba di Rabbi Shimon Bar Yochai, protagonista della ricorrenza che ne celebra la scomparsa e autore dello Zohar, testo fondamentale per la Cabala e la mistica ebraica.