Israele convoca gli ambasciatori europei

E’ una notizia di pochi minuti fa, ma già ha fatto il giro del web di tutto il mondo, Italia compresa. E con molte probabilità avrà strascichi importanti.
Come riporta anche Repubblica, il ministero degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman (nella foto) ha convocato oggi gli ambasciatori di Italia, Francia, Gran Bretagna e Spagna per “sottolineare loro che una costante presa di posizione contro Israele e a favore dei palestinesi è inaccettabile”.

Il gesto di Avigdor Lieberman, il falco tornato alla guida del dicastero al termine di un processo per corruzione che lo ha visto assolto, arriva dopo che l’Unione europea aveva convocato gli ambasciatori per la costruzione di 1.800 nuove case a favore degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, giudicati “illegittimi” anche dal Segretario di Stato americano, John Kerry.
La convocazione odierna giunge dopo che ieri Netanyahu aveva bacchettato l’Ue definendo l’atteggiamento “ipocrita”.

Ma la comunità europea ha continuato sulla stessa posizione: “Gli insediamenti sono illegali per la legge internazionale e costituiscono un ostacolo alla pace, minacciando di renderla impossibile. In questo contesto l’Alto rappresentante qualche giorno fa ha ribadito la posizione e ha chiesto a Israele “di interrompere tutte le attività di insediamento”, ha detto il portavoce di Catherine Ashton. “Questa è la posizione confermata anche dal consiglio Affari esteri Ue, che viene trasmessa alle autorità israeliane su base regolare. Chiaramente anche Israele trasmette a noi la sua posizione”, ha aggiunto il portavoce del capo della diplomazia europea.

Oggi la Farnesina ha confermato di aver convocato l’ambasciatore israeliano a Roma, Naor Gilon, per esprimere la preoccupazione del governo italiano sull’annuncio di nuovi insediamenti in Cisgiordania. L’ambasciatore, riferiscono fonti del ministero degli Esteri, è stato chiamato ieri dal segretario generale della Farnesina, Michele Valensise.
Le stesse fonti hanno fatto sapere che è stato compiuto anche “un passo presso i palestinesi perché mantengano un atteggiamento di non confronto” con gli israeliani.