Luogo dell'attentato ad Ariel

In un attacco palestinese ad Ariel, uccisa una guardia di sicurezza. Hamas rivendica: “Attacco eroico, non sarà l’ultimo”

Israele

di Redazione
Una guardia di sicurezza israeliana è stata uccisa a colpi di arma da fuoco in un attacco terroristico vicino all’ingresso dell’insediamento di Ariel in Cisgiordania nella notte di venerdì 29 aprile.

Le riprese delle telecamere di sicurezza della scena mostrano un veicolo Suzuki blu diretto fino a un posto di guardia, dove una persona sul sedile del passeggero ha aperto il fuoco. L’uomo armato e l’autista sono quindi scesi entrambi e hanno continuato a sparare contro il posto di guardia prima di allontanarsi.

La vittima è stata identificata come il 23enne Vyacheslav Golev. Ex studente della Ariel University, figlio di immigrati russi, si era recentemente trasferito a vivere con la sua fidanzata nella comunità della Cisgiordania. Si erano fidanzati poche settimane prima dell’attacco. Lascia i suoi genitori e sette fratelli che vivono a Beit Shemesh e la sua fidanzata che era di stanza al posto di guardia durante l’attacco. Golev ha usato il suo corpo per proteggerla dalla grandine di proiettili, salvandole la vita, secondo i funzionari militari.

I funerali si sono svolti domenica 1 maggio a Beth Shemesh, in un clima di profonda commozione e partecipazione.

Presi gli attentatori

Subito dopo l’attacco è iniziata una caccia all’uomo da parte delle forze dell’antiterrorismo, che dopo 20 ore hanno arrestato due ragazzi palestinesi nella vicina città di Qarawat Bani Hassan. I due, che sono stati arrestati a casa e, secondo quanto riferito, si sono arresi senza combattere, sono stati portati per ulteriori interrogatori. Si tratta di Yousef Assi, 21 anni, e Yahya Marei, 20, identificati come membri delle Brigate Qassam.

L’attacco arriva in un momento di forte acutizzazione delle tensioni tra Israele e i palestinesi: solo nel mese di marzo (mese del digiuno musulmano ramadan) diversi attacchi terroristici contro israeliani hanno provocato 14 morti.

L’attacco alla guardia ad Ariel (screenshot del video)

 

Hamas: “L’attacco eroico non sarà l’ultimo”

Con una mossa rara, lunedì l’ala militare di Hamas ha rivendicato la responsabilità dell’attacco ad Ariel. “Questa operazione rientra in una serie di risposte alla contaminazione della nostra Al-Aqsa [Moschea] e all’aggressione contro di essa”, hanno affermato in una nota le Brigate Izz ad-Din al-Qassam.

Sedici israeliani sono stati uccisi in un’ondata mortale di attacchi terroristici da metà marzo. I funzionari di Hamas hanno incoraggiato ed elogiato lo spargimento di sangue, ma questa è la prima volta che il gruppo terroristico si prende il merito.

L’ala militare di Hamas ha raramente rilasciato dichiarazioni di assunzione di responsabilità per gli attacchi degli ultimi anni. Anche quando membri dichiarati di Hamas hanno commesso attacchi – come quando un insegnante di Gerusalemme est ha ucciso un israeliano nella Città Vecchia lo scorso gennaio – il gruppo terroristico ha elogiato le uccisioni piuttosto che rivendicato.

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