Il rabbino e la cagna

Israele

di Avi Shalom

Il  rabbino ortodosso Yehoshua Levin e’ stato strappato in questi giorni alla sua pacata routine nei vicoli di Mea Shearim (Gerusalemme) ed e’ divenuto suo malgrado una celebrita’ mondiale. Pareri molto forti sul suo operato vengono espressi anche in Paesi dove non ha mai messo piede. Il religioso e’ adesso impegnato in una lotta strenua per difendere il suo buon nome.

Pochi in Israele erano al corrente dell’esistenza della ‘Corte rabbinica per le questioni pecuniarie di Mea Shearim’, di cui Yehoshua Levin e’ il presidente. Le vicende che di norma vi sono discusse non hanno un carattere talmente drammatico da poter interessare alcuno, fuori dai vicoli del pittoresco rione degli zeloti.

Il caso vuole che all’inizio di giugno una cagna sperduta si sia infilata nel labirinto di Mea Shearim fino alla porta della ‘Corte rabbinica per le questioni pecuniarie’. Qui la nostra storia si spalanca.

LA LEGGENDA , rilanciata dal tam-tam di un sito web ortodosso, dice che la cagna ha importunato con insistenza quanti entravano nella Corte. Loro la scacciavano, e lei cocciutamente tornava. Allora le hanno detto: ‘Ti perdoniamo’, nella possibilita’ che nell’animale fosse rimasta prigioniera un’anima in pena. La leggenda aggiunge che la Corte si e’ allora ricordata di una vecchia diatriba con un avvocato, il quale era stato maledetto. ‘Possa la tua anima reincarnarsi in un cane’, era stato detto al litigioso legale, nel frattempo deceduto. Da qui – conclude la leggenda – la decisione della Corte di ordinare la lapidazione dell’animale, eseguita da giovani del quartiere. Secondo la leggenda, la cagna sarebbe comunque riuscita a dileguarsi.

LA VERSIONE DEL RABBINO e’ molto diversa. Conferma che all’inizio di giugno una cagna e’ entrata a Mea Shearim, ed e’ stata accolta a sassate da ragazzini di strada che molto di rado nei loro vicoli si imbattono in un animale cosi’ esotico. La cagna, dice il rabbino Levin, ha trovato allora riparo nella Corte. Lui era assente, ma altri funzionari hanno allora provveduto a telefonare al servizio veterinario di Gerusalemme che ha preso in custodia la cagna. ‘’Non c’e’ alcun motivo di infierire sugli animali, ne’ da un punto di vista della ortodossia, ne’ da quello della logica’’, ha precisato il rabbino Levin.

Ma la storia era troppo bella perche’ fosse ignorata dalla stampa. Le notizie propagate dal sito web ortodosso sono state subito riprese dalla stampa israeliana, quindi citate anche all’estero dove il rabbino Levin e’ stato rappresentato suo malgrado come un bigotto reazionario, un invasato tormentatore di animali.

E’ stato un giugno amaro, per il presidente della ‘Corte rabbinica per le questioni pecuniarie’ di Mea Shearim. Finche’ i suoi sforzi sono stati premiati e Maariv ha ammesso di aver sbagliato a scrivere che la Corte aveva ordinato la lapidazione della cagna. In un trafiletto di chiarimento, dieci righe in una pagina interna, il giornale ha anche espresso rammarico per aver provocato amarezza alla Corte rabbinica e ai suoi membri.

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