La crisi politica si inserisce nel contesto delle crescenti tensioni tra Netanyahu e i partiti ultra-ortodossi della coalizione riguardo alla controversa legge sull’esenzione dal servizio militare per gli studenti delle yeshivot. Nei giorni precedenti, il leader spirituale del partito ultra-ortodosso Dov Lando aveva chiesto di procedere “il prima possibile” allo scioglimento della Knesset, dopo che Netanyahu aveva comunicato ai partner ultra-ortodossi che la legge non sarebbe stata approvata prima di eventuali elezioni.
I partiti della coalizione guidata dal primo ministro Benjamin Netanyahu hanno avviato il procedimento per lo scioglimento della Knesset, aprendo formalmente la strada a possibili elezioni anticipate in Israele.
La proposta di legge presentata dalla coalizione non indica una data precisa per il voto. Secondo il testo, la decisione verrà presa successivamente dalla Commissione della Knesset competente.
Le tensioni sulla legge sull’esenzione militare
La crisi politica si inserisce nel contesto delle crescenti tensioni tra Netanyahu e i partiti ultra-ortodossi della coalizione riguardo alla controversa legge sull’esenzione dal servizio militare per gli studenti delle yeshivot.
Nei giorni precedenti, il leader spirituale del partito ultra-ortodosso Dov Lando aveva chiesto di procedere “il prima possibile” allo scioglimento della Knesset, dopo che Netanyahu aveva comunicato ai partner ultra-ortodossi che la legge non sarebbe stata approvata prima di eventuali elezioni.
La mancata approvazione della legge avrebbe ridotto gli incentivi dei partiti haredi a mantenere in vita la coalizione.
Le diverse posizioni sulle date del voto
Secondo quanto riportato dai media israeliani, la fazione ultra-ortodossa Degel Hatorah spingerebbe per elezioni il 1° settembre, mentre il partito Shas preferirebbe il 15 settembre, durante il periodo delle festività ebraiche.
L’obiettivo, secondo le ricostruzioni, sarebbe favorire una maggiore partecipazione degli elettori religiosi e tradizionalisti.
In ogni caso, la legislazione israeliana prevede che eventuali elezioni si tengano entro cinque mesi dall’approvazione definitiva dello scioglimento della Knesset. La scadenza naturale della legislatura resta fissata al 27 ottobre 2026.
Un iter parlamentare ancora lungo
La proposta di scioglimento deve ancora superare diverse fasi parlamentari: lettura preliminare, prima, seconda e terza lettura.
Questo lascia alla coalizione la possibilità di rallentare o accelerare il processo a seconda degli sviluppi politici delle prossime settimane.
Secondo le regole parlamentari israeliane, inoltre, una proposta di scioglimento respinta non può essere ripresentata per sei mesi, elemento che sta influenzando le strategie sia della coalizione sia dell’opposizione.
Una maggioranza sempre più fragile
Mercoledì la coalizione ha ritirato dall’agenda parlamentare tutte le proprie proposte di legge previste per il voto preliminare, dopo che l’opposizione aveva annunciato mosse analoghe per evidenziare la perdita della maggioranza parlamentare del governo.
Il ritiro dei provvedimenti ha evidenziato la crescente fragilità della coalizione nella Knesset.
Secondo diversi sondaggi recenti, i partiti di opposizione potrebbero ottenere la maggioranza dei seggi in caso di nuove elezioni. Tuttavia, alcuni leader dell’opposizione, tra cui l’ex primo ministro Naftali Bennett, hanno escluso la possibilità di formare un governo sostenuto dai partiti arabi, circostanza che potrebbe complicare la formazione di una maggioranza alternativa.
Le reazioni politiche
Diversi leader dell’opposizione hanno accolto positivamente la prospettiva di elezioni anticipate.
Il leader dell’opposizione Yair Lapid ha dichiarato sui social media che il fronte anti-governativo sarebbe “pronto”, mentre Benny Gantz ha definito l’attuale esecutivo “il peggior governo della storia di Israele”.
Nel frattempo, osservatori politici israeliani sottolineano che non è ancora chiaro se la crisi rappresenti una rottura effettiva tra Netanyahu e i partiti ultra-ortodossi oppure una strategia coordinata per controllare tempi e modalità di eventuali elezioni anticipate.
Secondo alcune fonti parlamentari citate dalla stampa israeliana, i partiti haredi continuerebbero infatti a coordinarsi strettamente con Netanyahu sul processo di scioglimento della Knesset.



