Coronavirus in Israele

Coronavirus, in Israele 1071 contagi e la prima vittima, un 88enne sopravvissuto alla Shoah

Israele

di Roberto Zadik
Peggiora il quadro clinico israeliano dei contagi da Coronavirus e cresce la preoccupazione per il rischio della diffusione di questa piaga che da ormai un mese sta mettendo in ginocchio vari Paesi del mondo. In pochi giorni le infezioni sono arrivate a 1071 infetti (dato aggiornato a domenica 22 marzo alle ore 21.30) e venerdì sera, la prima vittima a Gerusalemme. Stando al Times of Israel, si tratterebbe di  Aryeh Even ebreo ungherese sopravvissuto alla Shoah, padre di 4 figli e arrivato all’età di 88 anni.

Vari siti dello Stato ebraico, da Times of Israel a  Ynet  hanno fornito diversi dettagli sulla grave situazione attuale. Stando a quanto diffuso da Ynet, nella mattinata di domenica 22 marzo, nonostante gli sforzi governativi per contenere la diffusione di questa malattia misteriosa e estremamente contagiosa e l’ulteriore inasprimento dei controlli che prevedono pene molto severe, come la condanna fino a sei mesi di carcere per eventuali trasgressori, il numero dei casi continua a salire.

Da settimana scorsa in pochi giorni, secondo i dati diramati dal Ministero della Salute, nel Paese si è arrivati a quasi mille persone, con 297 ricoverati negli ospedali, una ventina di persone che verserebbero “in condizioni critiche” e circa 344 persone confinate nello loro abitazioni e 97 negli alberghi. Massima allerta e inviti sempre più pressanti, delle autorità e delle forze dell’ordine, a stare a casa, uscendo solo se strettamente necessario, per acquistare “viveri, donare il sangue, svolgere compiti parlamentari, comparire in udienza se sotto processo, incontrare i servizi sociali” come riporta il Ministero e l’articolo di Ynet. Fra le concessioni anche lo svolgimento dei servizi religiosi, delle preghiere, di funerali e  matrimoni rispettando i limiti di bassa affluenza. Limitazioni severe anche per chi pratica attività sportive o guida la macchina con “non più di due persone coinvolte”.

Aryeh Even, la prima vittima israeliana del coronavirus

 

Misure estremamente rigorose in nome della prevenzione e della tutela dei cittadini, con la chiusura totale di negozi e attività commerciali. Approvate alla fine della scorsa settimana e entrare in vigore dalle 8 di domenica mattina, alcune istituzioni come i sindaci di Tel Aviv e di Gerusalemme, hanno protestato per non essere state avvertite tempestivamente.  Nonostante questo il sito ha sottolineato che continuano le violazioni di alcuni israeliani “ribelli” che a di sabato vano in giro per parchi e spiagge col rischio di nuove possibili infezioni. A questo proposito il premier Netanyahu invitato la popolazione a comportarsi con prudenza evidenziando che il governo spera di riuscire a intensificare i test, dai 3mila a 10mila esami quotidiani. Riguardo alla prima vittima di questa malattia, l’88enne Aryeh Even, il Times of Israel, gli dedica un sentito omaggio. Nato in Ungheria e immigrato da solo in Israele,  “è rimasto  una persona forte fino alla fine” come hanno ricordato i suoi famigliari descrivendolo come “vitale e molto legato alla sua famiglia”. Purtroppo venerdì sera, il suo fisico ha ceduto al Coronavirus e quest’uomo coraggioso sopravvissuto agli orrori dei lager e padre di quattro figli, si è spento al Centro Medico Shaarei Zedek di Gerusalemme dopo ore di terapia intensiva.

 

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