La memoria e i Giusti: non solo storia ma anche presente e futuro

di Roberto Zadik

Combattere il Male con la forza del Bene, opporsi alle ingiustizie e alla violenza è una necessità fondamentale in passato come oggi in questa epoca cupa e tormentata. Per questo in ogni tempo ci sono uomini giusti e coraggiosi, vari sono gli esempi famosi, da Oskar Schindler, a Giorgio Perlasca, a Armin Wegner autore di una lettera di protesta contro Hitler, che silenziosamente ma tenacemente lottano per salvare vite e ristabilire, anche mettendosi in gioco in prima persona, la pace e la convivenza civile. Questi sono stati alcuni fra gli argomenti dell’importante convegno “La giornata europea dei Giusti-la memoria del Bene e l’educazione alla Responsabilità” che si è svolto, martedì 3 marzo, nella prestigiosa cornice di Palazzo Cusani.

Organizzato da Gabriele Nissim, Presidente dell’associazione Gariwo-la Forestra dei Giusti, (fondata nel 1999, è la sintesi della definizione “Gardens of Righteous worldwide” “Giardini dei Giusti nel mondo”) l’incontro ha riunito personaggi istituzionali di grande importanza nazionale e estera,  consoli e ambasciatori, e militari dell’esercito e dell’aviazione.

A questo proposito, hanno introdotto i relatori, portando i loro saluti e riflettendo sul tema della giornata, il sindaco milanese Giuliano Pisapia, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e il prefetto vicario di Milano, Giuseppe Priolo. Tutto si è svolto in una sala gremita da personalità di alto livello nazionale e internazionale, come i consoli e gli ambasciatori di vari Paesi del mondo, dall’Honduras, all’Ecquador, alla Lituania, accorsi per assistere all’evento.

Relatori dell’iniziativa, Gabriele Nissim, che ha approfondito la tematica dei Giusti spiegando come è nata la Giornata Europea dei Giusti da lui fortemente voluta e in programma venerdi 6 marzo dalle 11.00 con la consueta cerimonia al Monte Stella, Ferruccio De Bortoli, presidente della Fondazione Memoriale della Shoah e direttore del Corriere della Sera e in sostituzione del Ministro Gentiloni, assente per un impegno improvviso a Roma, il Segretario Affari Esteri, Michele Valensise. Moderatore, l’autorevole giornalista del Corriere, Antonio Ferrari che ha stimolato gli ospiti con varie domande.

A introdurre i saluti istituzionali sono stati i militari, Riccardo Marchiò, Comandante del Corpo d’Armata della Nato in Italia e Massimo Baggi, Decano del Corpo Consolare di Milano e Lombardia che hanno sottolineato l’importanza della Giornata dei Giusti e il ruolo centrale di Milano e dell’Italia nei processi di pace internazionali e del territorio lombardo, centro di accoglienza di varie etnie e religioni.

Subito dopo è stata la volta del sindaco Pisapia che si è definito “onorato di essere qui, in questa iniziativa molto importante per Milano e per l’Italia che fornisce un’opportunità di dialogo e di confronto necessari per superare il momento difficile che stiamo attraversando”. Il sindaco ha esortato i presenti a recarsi alla cerimonia di venerdi 6 marzo “ci saranno tantissimi giovani e studenti a ricordare i Giusti che hanno combattuto contro la violenza e l’odio. È fondamentale dire no alla violenza, al terrorismo, al totalitarismo e si alla democrazia e lottare contro ogni forma di ingiustizia, discriminazione e razzismo”.

Riassumendo gli altri interventi istituzionali, Roberto Maroni ha elogiato questa “lodevole iniziativa che ricorda chi si è battuto per difendere l’inviolabilità dei diritti umani. I Giusti sono uno stimolo in passato e nel presente e ci ricordano che un solo uomo può cambiare la storia e che, come diceva Primo Levi, non bisogna rassegnarci alla banalità del Male”.

In merito alle dichiarazioni istituzionali introduttive ai relatori, il giornalista Antonio Ferrari, ringraziando “l’amico Nissim con cui ci sentiamo almeno una volta al giorno” ha ricordato come egli abbia “trasformato la Giornata dei Giusti che in origine era stata pensata per ricordare quanto accaduto nella Shoah, in qualcosa di globale, trasversale e universale. E anche quest’anno venerdi, verranno ricordati giusti di vari luoghi del mondo, come un turco che salvò tanti armeni dal genocidio o Rocco Chinici che lottò contro la mafia”.

Insomma una cerimonia che non riguarda solo gli ebrei e la loro Memoria ma che investe tutto il mondo civile e contemporaneo. A questo proposito, dopo i primi due interventi è stato trasmesso un video che in sintesi ha riassunto le attività e il lavoro di Gariwo (per maggiori informazioni www.gariwo.net), le foreste e gli alberi dei Giusti piantati a Gerusalemme e a Milano, alla Montagnetta di San Siro mostrando le immagini di celebri Giusti della storia e di oggi.

Da segnalare l’intervento dell’Ambasciatore Valensise, che ha comunicato il sostegno del Ministro Gentiloni all’iniziativa di Nissim per “conservare la Memoria del Bene e di tutti i Giusti del passato e del presente”. Successivamente egli ha detto che ormai “il tema dei Giusti è nel Dna della diplomazia italiana” evidenziando il ruolo di primo piano dell’Italia a livello internazionale nella difesa dei diritti umani e della persona, a prescindere dai governi e dagli schieramenti. “Siamo un Paese all’avanguardia in questo senso e la Giornata dei Giusti non deve essere solo un ricordo ma un monito e un invito al rispetto dei Diritti umani e alla tolleranza. L’ambasciatore, nel suo intervento ha poi sottolineato varie proposte recenti per le quali l’Italia si è battuta a livello internazionale. Come l’abolizione della pena di morte, in molti Paesi ancora vigente e una serie di provvedimenti che contrastino la mutilazione dei genitali e pratiche barbare come l’infibulazione”.

Ma come conservare il ricordo dei Giusti in un’epoca multimediale e tecnologica come questa, dove siamo sempre più sommersi da varie informazioni e si tende a dimenticare molto in fretta? Questo è stato l’interrogativo di Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera e da sempre molto attento al tema della Memoria, grazie al grande lavoro compiuto dalla Fondazione Memoriale della Shoah di Milano alla Stazione Centrale. Tema comune dell’incontro è stato l’importanza fondamentale della “Memoria del Bene” e la battaglia morale e internazionale contro qualsiasi forma di ingiustizia e di inciviltà e la comune preoccupazione per i recenti fenomeni di antisemitismo e di intolleranza avvenuti in Europa e in Medio Oriente.

Ultimo intervento è stato quello di Gabriele Nissim che ha messo in luce vari aspetti importanti sul tema dei Giusti e ha detto: “I Giusti sono quelle eccellenze in campo morale e fungono da punto di riferimento per le giovani generazioni. Essi agiscono in maniera nascosta e come diceva Kafka ‘ci si accorge del Messia sempre un giorno dopo’. Infatti oggi stiamo ricordando i Giusti della Seconda Guerra Mondiale ma ce ne sono tanti, ancora oggi di cui non sappiamo nulla. I Giusti fanno capire al mondo che ogni uomo, in qualsiasi nazione, ha un proprio spazio di libertà entro il quale può muoversi per fermare il male. Al di là di qualsiasi religione, nazionalità e appartenenza sociale”. Proseguendo con il suo  intervento,  Nissim ha elogiato l’Italia per il suo impegno e come Paese di bellezze e di eccellenze, in vista di Expo, ringraziando sentitamente il Ministero degli esteri, e il Ministro Gentiloni, per il suo operato e il suo sostegno. “Il termine Giusti è stato coniato per indicare quegli uomini, come Perlasca, che aiutarono gli ebrei durante l’Olocausto e successivamente è stato allargato a tutti i personaggi, a prescindere dalla nazionalità e dalla religione, che hanno cercato di salvare altre persone”.

Ma qual è stata la genesi della Giornata dei Giusti, istituita  per il 6 marzo e quali sono le novità per quest’anno? Nissim a questo proposito, invitando tutti a Monte Stella di San Siro, ha specificato che si è trattato di un percorso complesso, di ricordo trasversale e globale e non solo ebraico ma mondiale, partendo dalla Shoah e allargandosi a un qualcosa di universale e collettivo. “Non era facile unire le memorie storiche dei Paesi dell’Europa occidentale e il ricordo di Giusti come il console di Salonicco Zanaboni che salvò dal nazismo tanti ebrei o Giorgio Perlasca ma pressoché sconosciuti nell’Europa dell’Est che aveva altri Giusti come lo scrittore russo Alexander Solgeniczyn internato nei gulag comunisti o Vassili Grossman, ma alla fine ci siamo riusciti”.

Rispetto agli altri anni, per la Giornata dei Giusti, Nissim ha anticipato poi alcune importanti modifiche rispetto alle scorse edizioni. “Quest’anno” ha detto “abbiamo voluto sottolineare non solo la memoria storica ma soprattutto il valore del presente proprio mentre nel mondo arabo e musulmano si levano voci di opposizione al fanatismo e tante sono state le manifestazioni di coraggio e solidarietà, a Parigi e le catene umane nelle chiese e nelle sinagoghe a Oslo e in Pakistan”. A questo proposito Nissim ha infatti evidenziato che quest’anno verranno ricordati tre Giusti musulmani. Come Mehmet Bey, turco ottomano sindaco di Aleppo che si oppose al genocidio armeno, Razan Zaiouteh, avvocatessa siriana attivista dei diritti umani dell’Onu, uccisa barbaramente da un gruppo di estremisti nel 2013 e Ghayath Mattar, pacifista ucciso in Siria nel 2011. In conclusione, Nissim, ha specificato, citando lo scrittore Khaled Fouad Allam, nonostante ci siano tanti messaggi molto negativi di fanatismo e integralismo che ci giungono da vari Paesi arabi, “ci sono anche lì tanti uomini giusti che si sono ribellati a questo. Dobbiamo evitare gli stereotipi sul Corano sostenendo tutti coloro che nel mondo arabo si battono per i diritti umani e la pace. Ci vuole l’impegno di tutti noi, per un mondo migliore”.

 

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