La Comunità ebraica di Milano commemora il 50esimo anniversario della Strage di Monaco ’72

di Paolo Castellano

Un’aula magna gremita di studenti ed esponenti del mondo ebraico milanese e nazionale per rendere omaggio alle vittime del massacro di Monaco. Esattamente 50 anni fa, un commando palestinese fece irruzione nel villaggio olimpico tedesco e uccise 11 atleti israeliani. Un evento tragico che ancora oggi si ricorda anche in sede internazionale.

Il 6 settembre, la Comunità ebraica di Milano ha voluto organizzare una celebrazione in memoria degli undici israeliani dei quali il Rabbino capo di Milano, Rav Alfonso Arbib, ha letto i nomi prima dell’accensione delle 11 candele in loro ricordo.

Durante la cerimonia – condotta dall’Assessore alle Scuole Dalia Gubbay – sono intervenuti Rav Alfonso Arbib, l’assessore ai Giovani e vicepresidente CEM Ilan Boni, il preside della Scuola ebraica Marco Camerini, Il vicepresidente UCEI Milo Hasbani, il vicepresidente di Maccabi Italia Jonathan Avrilingi e il presidente di Maccabi italia Vittorio Pavoncello. In sala erano inoltre presenti personalità istituzionali e politiche come il presidente CEM Walker Meghnagi, l’On. Emanuele Fiano, Cristina Rossello, Alan Rizzi, Daniele Nahum, il presidente CONI Lombardia Marco Riva, Fabrizio De Pasquale e Alfonso Sassun.

«Avevo 14 anni quando avvenne questo massacro. Mi stupì il fatto che le Olimpiadi non vennero interrotte dopo quel tragico evento», ha dichiarato Rav Arbib durante il suo discorso inaugurale. Il rabbino capo di Milano ha poi sottolineato che negli anni ’70 è iniziato un processo di demonizzazione nei confronti di Israele che oggi ha raggiunto il suo apice con l’antisionismo e le mistificazioni sulla Shoah dove le vittime ebree sono paragonate ai carnefici nazisti.

«Molto spesso si distingue tra attacco a Israele e attacco agli ebrei. Voglio ricordare che negli attacchi terroristici non c’è questa distinzione. Si colpiscono indiscriminatamente israeliani ed ebrei. Quando si dice che l’antisionismo non ha niente a che vedere con l’antisemitismo credo che sarebbe bene fare un bagno di realtà e raccontare semplicemente i fatti», ha esclamato Rav Arbib.

I discorsi degli oratori che si sono avvicendati sul palco hanno sottolineato i valori di unione e condivisione che lo sport rappresenta. Inoltre, è stato lanciato un appello alle giovani generazioni affinché combattano l’antisemitismo e difendano fieramente la propria identità culturale e religiosa anche nelle difficoltà e di fronte all’aumento dell’odierno antisemitismo.

Per di più, è pervenuto un caloroso messaggio da parte dell’ex-judoka israeliana Yael Arad, la prima atleta israeliana a vincere una medaglia olimpica nella storia dello Stato d’Israele, in cui ha ringraziato la Comunità ebraica per l’affetto dimostrato.

Nella parte finale dell’evento commemorativo sono stati letti i nomi delle 11 vittime israeliane e accesi dei lumi in loro ricordo. La cerimonia è terminata quando il preside Camerini ha suonato lo Shofar.