Israele sotto attacco: il comunicato della Comunità ebraica di Milano

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di Redazione

Oltre 190 missili sono stati lanciati contro il Paese, di cui 60 sarebbero stati intercettati dal sistema di difesa Iron Dome. Nella città di Ashkelon sono stati aperti i rifugi antiaerei per la popolazione e le scuole sono state chiuse per gravi motivi di sicurezza. Ashdod è in stato di emergenza. Sderot, dove è stato colpito l’edificio di una fabbrica, ha subito la pioggia di alcuni missili. A Netivot un razzo ha centrato una casa, causando una grande quantità di danni, mentre un altro ha danneggiato il tetto di un’altra abitazione civile nella regione di Eshkol. A Rishon Lezion un razzo è caduto lungo una strada. Le sirene sono risuonate fino a Tel Aviv.

 

In questo contesto, la Comunità ebraica di Milano ha emesso un comunicato:

La Comunità Ebraica di Milano, in queste ore di grande preoccupazione per i nostri fratelli in Israele, tempestati da una pioggia di missili sparati da Gaza, si interroga e vi interroga sul silenzio degli organismi internazionali e del Governo italiano. Come è possibile che uno Stato, membro delle Nazioni Unite, possa subire attacchi terroristici di questa portata, nel silenzio generale? E non ci si dica che questa è una risposta all’uccisione di un importante capo militare di Jihad Islamiya. Primo, perché costui era proprio lo stratega e l’organizzatore dei lanci di missili da Gaza verso Israele. Secondo, perché gli attacchi terroristici di Hamas e Jihad Islamiya continuano senza sosta da anni ed è dunque falso attribuirli in questo frangente a una operazione militare israeliana. I cittadini di Israele, i ragazzi delle scuole, gli abitanti delle piccole e delle grandi città, vogliono vivere in pace, senza conoscere ed ascoltare in modo crescente il suono delle sirene per correre nei rifugi. Nessun Paese democratico tollererebbe mai una situazione del genere. Am Yisrael Chai.

La Comunità Ebraica di Milano