di Nathan Greppi
Aveva 86 l’attore inglese Sir Patrick Stewart, scomparso a Los Angeles mercoledì 28 ottobre dopo una breve lotta contro l’Alzheimer. Era diventato celebre a livello mondiale grazie al ruolo di Charles Xavier nella saga cinematografica degli X-Men, nonché per il ruolo del capitano Jean-Luc Picard nelle serie televisive di Star Trek.
(Foto: Vered Adir)
La carriera
Prima ancora del suo approdo al cinema e in televisione, Stewart era già famoso come attore teatrale, avendo interpretato importanti ruoli nelle opere di William Shakespeare, Harold Pinter e Samuel Beckett nei principali teatri di Londra e New York. Ruoli che gli sono valsi ben tre Premi Laurence Olivier, principale riconoscimento del teatro inglese.
Nato nel 1940 a Mirfield, nello Yorkshire, da una famiglia povera della classe operaia, come ha raccontato nella sua autobiografia Making It So da piccolo dovette confrontarsi con la violenza domestica. Suo padre, un sergente maggiore dell’esercito britannico, la sera tornava spesso a casa ubriaco e picchiava la moglie davanti ai figli. Per questo, anni dopo Stewart divenne un patrocinatore di Refuge, un ente che si occupa di fornire un rifugio alle vittime di violenza domestica.
Unitosi alla Royal Shakespeare Company nel 1966, negli anni successivi è diventato uno dei più importanti attori teatrali del Regno Unito. Nel 1987, è stato scelto per interpretare Picard nella serie Star Trek: The Next Generation, proseguita fino al 1994. E a partire dal 2000, ha interpretato anche il ruolo di Xavier nei film degli X-Men, tornando nel ruolo anche nel Marvel Cinematic Universe, nel film del 2022 Doctor Strange nel Multiverso della Follia.
Riprese in Israele

Non tutti sanno che Stewart non ha recitato solo negli studi cinematografici di Hollywood o sui palcoscenici di Broadway e del West End, ma anche in una produzione israeliana. Nel 2012, si recò in Israele per interpretare un eccentrico inglese nella commedia Hunting Elephants (il titolo originale è Latzud Pilim), uscita nel 2013 e nella quale pianifica una rapina in banca assieme ad altri due anziani (interpretati dagli attori israeliani Sasson Gabai e Moni Moshonov). Sono spinti a farlo dopo che il nipote di due di loro (interpretato da Gil Blank), in seguito alla morte del padre che lavorava come guardia di sicurezza nella stessa banca, si vede rifiutare la pensione del padre a causa di un cavillo burocratico.
Durante una conferenza stampa precedente alle riprese, avvenute principalmente a Gerusalemme e a Tel Aviv, l’attore britannico affermava di essere già stato in Israele un anno prima per una visita durata quattro giorni, che gli aveva fatto un’impressione assai positiva. “Ho detto alla mia famiglia e ai miei amici che volevo tornare […] Sono felice di essere qui, non come turista ma come parte di una produzione cinematografica israeliana”, aveva dichiarato Stewart. “Questo film è diverso da qualsiasi altra cosa abbia mai fatto, perché tutti gli altri personaggi, tranne Michael, il mio, parlano in ebraico”.
Secondo il Times of Israel, prima che venisse scritturato lui, la stessa parte in Hunting Elephants era stata offerta al comico dei Monty Python John Cleese, il quale aveva inizialmente accettato ma in seguito era stato costretto a rinunciare a causa di problemi di salute. Stewart aveva commentato la questione con queste parole: “È stato un grande onore ricevere un ruolo scritto per John Cleese. Devo vedere come posso farlo mio. Ho sempre voluto essere divertente, ora ne ho la possibilità”.
Il ruolo di Shylock
Intervistato nel 2016 dal Guardian, Stewart raccontò di come sin dagli albori della sua carriera ha interpretato più volte il personaggio di Shylock nello spettacolo teatrale shakespeariano Il Mercante di Venezia, sostenendo che, nonostante la rappresentazione razzista e caricaturale dell’usuraio ebreo, “una delle cose più potenti dell’opera è il modo in cui, anche se Shylock non è particolarmente simpatico, finisci per provare empatia per lui. Vuole vendicarsi sui cristiani, certo, ma è spinto a farlo. Shakespeare ti permette di creare un senso della storia di quest’uomo, dello stress al quale è stata sottoposta la sua vita, della sua dipendenza dalla figlia Jessica, che lo abbandona. Egli è terribilmente solo, credo”.



