Cinque feriti, due in condizioni critiche in un attentato di Hamas vicino a Hebron: Netanyahu ordina la chiusura della città

Israele

di Pietro Baragiola
Secondo le prime ricostruzioni dell’emittente Army Radio, gli attentatori avrebbero approfittato delle condizioni metereologiche per avvicinarsi a un posto di controllo senza essere individuati. Il loro obiettivo doveva essere un battaglione di riservisti israeliani, anche se le modalità dell’operazione sono ancora oggetto d’indagine. (Nella foto il luogo dell’attentato. Screenshot)

 

Cinque feriti, due dei quali in condizioni critiche, e due attentatori uccisi: è il bilancio dell’attacco avvenuto venerdì 23 ottobre nei pressi di Hebron, in Giudea, dove due uomini di Hamas hanno tentato di eliminare un’unità dell’IDF.

In risposta a questo fatto, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha indetto la chiusura della città, annunciando l’inizio di una vasta operazione di arresti. Le forze di sicurezza intanto hanno eliminato i due responsabili ed ora continuano le ricerche per possibili complici.

“Ho ordinato all’IDF di imporre immediatamente la chiusura di Hebron e di prepararsi a un blocco totale della Giudea e Samaria, a partire da oggi” ha dichiarato pubblicamente Netanyahu. “Daremo la caccia ai terroristi di Hamas e a coloro che li mandano, ovunque si trovino e in qualsiasi momento. Non potete nascondervi.”

L’attacco a Hebron

Secondo le prime ricostruzioni dell’emittente Army Radio, gli attentatori avrebbero approfittato delle condizioni metereologiche per avvicinarsi a un posto di controllo senza essere individuati. Il loro obiettivo doveva essere un battaglione di riservisti israeliani, anche se le modalità dell’operazione sono ancora oggetto d’indagine.

I due autori sono stati identificati come Hamouda e Firas Jua’ba, entrambi ventisettenni, appartenenti alla stessa famiglia di Hebron e padri di due figli ciascuno.

Lo scontro a fuoco è proseguito per oltre venti minuti, durante i quali i militari e i soccorritori hanno tentato di evacuare i feriti, mentre alcune persone si sono riparate dietro un’ambulanza blindata presente sul posto.

Alla fine dell’attacco, il servizio di emergenza israeliano Magem David Adom ha contato cinque persone ferite di cui due in condizioni critiche.

“Abbiamo fatto salire sull’ambulanza un uomo sulla ventina. Era privo di conoscenza, presentava ferite d’arma da fuoco e si trovava in condizioni estremamente gravi” ha raccontato il soccorritore Zuriel Edri al Times of Israel. “Gli abbiamo prestato le prime cure e abbiamo immediatamente iniziato il trasferimento dei feriti negli ospedali.”

Il capo di Stato maggiore Eyal Zamir ha sottolineato pubblicamente la gravità dell’episodio, spiegando che nel veicolo utilizzato dagli attentatori è stata rinvenuta una notevole quantità di munizioni.

“Il rapido intervento dei soldati ha impedito un attacco ancora più letale e ulteriori danni ai civili e alle forze di sicurezza” ha dichiarato Zamir. “Le munizioni sequestrate probabilmente erano destinate a un’operazione su scala decisamente più ampia”.

Nelle ultime ore l’esercito ha chiuso diversi villaggi nei dintorni di Hebron e interrotto la circolazione sulla Route 35 in entrambe le direzioni.

 

La richiesta di Ben-Gvir

L’attacco ha provocato immediate reazioni tra i membri della politica israeliana: Netanyahu ha cancellato gli appuntamenti del Likud previsti per venerdì mattina, mentre il Ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir ha chiesto misure ancora più drastiche.

“Non dobbiamo aspettare un altro 7 ottobre” ha affermato Ben-Gvir sui suoi profili social. “Dobbiamo, invece, smantellare l’Autorità Palestinese, disarmarla ed eliminare quelle che ha definito le sue infrastrutture terroristiche”.

Giunto sul luogo dell’attentato il Ministro si è persino opposto alla rimozione dei blocchi stradali, che avrebbe consentito alla popolazione locale un ritorno alla normalità: “finché c’è terrorismo, non devono poter vivere normalmente”.

Anche Avigdor Lieberman, leader di Yisrael Beiteinu, ha criticato la strategia di sicurezza adottata finora: “quanti altri attacchi dobbiamo subire prima di capire che non possiamo continuare con la politica del contenimento? Il terrorismo si elimina, non si contiene”.

Gadi Eisenkot, leader del partito Yashar ed ex capo di Stato maggiore, ha invece espresso vicinanza ai feriti, elogiando il coraggio dei soldati intervenuti.

Ora le nuove misure annunciate dal governo porteranno ulteriori restrizioni alla circolazione per la popolazione palestinese. Resta da chiarire però quanto dureranno le chiusure e se il blocco generale della Giudea e Samaria verrà effettivamente attuato.

Nel frattempo l’esercito continua le operazioni di ricerca, mentre le autorità temono che l’attacco possa essere il segnale di ulteriori tentativi di colpire militari e civili nella regione.