La rettifica di Nicola Perugini
“Gentile direttore,
L’articolo apre con un gratuitamente offensivo “comizio di perbenisti e pacifinti” e con “mi aspettavo, quindi, un corso di formazione contro l’odio verso gli ebrei. Un corso su come riconoscerlo, raccontarlo, combatterlo”. Nel mio intervento ho fatto un esempio concreto di antisemitismo in relazione a un ex Presidente del Consiglio e spiegato come alcuni esempi discussi nel dibattito sul ddl costituiscano realmente antisemitismo.
Inoltre, non ho mai affermato, come riportato in maniera fuorviante nell’articolo, che “l’antisemitismo viene distorto per giustificare qualunque forma di ingiustizia, come i tentativi di eliminazione del popolo palestinese”. Ho invece affermato che la specifica definizione IHRA di antisemitismo giustifica non “qualunque forma di ingiustizia”, ma una specifica forma di ingiustizia: quella messa in atto da Israele contro il popolo palestinese attraverso il suo razzismo di Stato, ora degenerato in pratiche di genocidio.
Infine, è gravissimo che un corso nel quale tutte le relatrici e i relatori hanno ribadito il valore dell’antirazzismo e della comune umanità di tutte le vittime del razzismo sia presentato come un corso che condona l’odio”.
La risposta della giornalista
Gentile Nicola Perugini,
nel mio articolo ho ritenuto necessario sottolineare le affermazioni da lei pronunciate considerate più problematiche. Lei scrive: “Ho invece affermato che la specifica definizione IHRA di antisemitismo giustifica non “qualunque forma di ingiustizia”, ma una specifica forma di ingiustizia: quella messa in atto da Israele contro il popolo palestinese attraverso il suo razzismo di Stato, ora degenerato in pratiche di genocidio”. La ringrazio per questa precisazione così puntuale dove parla di “razzismo di Stato” di Israele e “pratiche di genocidio”. Il fatto che “tutte le relatrici e i relatori hanno ribadito il valore dell’antirazzismo” non equivale a dire che il corso non possa essere criticato per la sua impostazione sull’antisemitismo. Sono due piani diversi. Il problema che sollevo è che il tema dell’antisemitismo non ha ricevuto sufficiente attenzione rispetto alla critica della legge e della definizione IHRA, che gli interventi fossero apertamente contro lo Stato di Israele e che non vi fosse contraddittorio. Come lei stesso afferma, tutti hanno ribadito il “valore dell’antirazzismo”. Tema connesso, ma non per forza coincidente, con l’antisemitismo.


