Facciata della Stadttempel a Vienna

Vienna riapre la sua sinagoga più antica: due secoli di storia e una memoria che torna a vivere

Personaggi e Storie

di Anna Balestrieri
Grazie a finanziamenti pubblici e privati, la Stadttempel è tornata ad accogliere la comunità ebraica. La sinagoga, inaugurata nel 1826, è l’unica delle 26 sinagoghe viennesi esistenti prima della Shoah a essere sopravvissuta ai pogrom nazisti del novembre 1938. Qualche giorno prima, circa 450 persone avevano accompagnato una nuova Torah nel suo ingresso nella sinagoga restaurata, passando per Judenplatz, nel luogo in cui sorgeva la sinagoga medievale di Vienna.

 

Nel cuore di Vienna, incastonata tra i palazzi di una delle zone più dense del centro storico, la Stadttempel è tornata ad accogliere la comunità ebraica. La sinagoga, inaugurata nel 1826, è l’unica delle 26 sinagoghe viennesi esistenti prima della Shoah a essere sopravvissuta ai pogrom nazisti del novembre 1938.

La riapertura, celebrata il 16 settembre alla presenza del presidente austriaco Alexander Van der Bellen e del cancelliere Christian Stocker, è stata trasmessa dalla televisione nazionale. Non si è trattato soltanto della conclusione di un lungo intervento edilizio: per la comunità ebraica viennese, la restituzione della Stadttempel rappresenta anche la continuità di una presenza che il nazismo aveva cercato di cancellare.

La folla all’inaugurazione della sinagoga restaurata (screenshot)

Dodici milioni di dollari per restituire l’edificio alla città

La sinagoga era chiusa dall’ottobre scorso per consentire un intervento di restauro dal valore complessivo di circa 12,1 milioni di dollari. La spesa è stata sostenuta in parti uguali dal governo federale austriaco, dalla città di Vienna e dalla comunità ebraica, che ha inoltre avviato una raccolta privata tuttora in corso.

Circa il 95 per cento della somma è già stato coperto, grazie a donazioni provenienti sia da ebrei sia da non ebrei. Il finanziamento pubblico e privato del restauro racconta così anche un’idea di patrimonio: la Stadttempel non appartiene soltanto alla storia della comunità che la utilizza, ma a quella della città nel suo complesso.

«È stata ristrutturata per preservare ciò che l’ha caratterizzata per 200 anni», ha dichiarato il cancelliere Stocker durante la cerimonia, sottolineando l’obiettivo di farne una casa per le future generazioni ebraiche di Vienna.

Una sinagoga nascosta, sopravvissuta alla distruzione

La sua stessa architettura conserva una traccia della condizione degli ebrei nella Vienna dell’Ottocento. Quando fu inaugurata, la Stadttempel non poteva essere riconoscibile dalla strada: i luoghi di culto non cattolici dovevano essere sottratti alla vista pubblica.

L’edificio è infatti inserito all’interno di un complesso residenziale e non presenta sulla strada la facciata monumentale che ci si potrebbe aspettare da una grande sinagoga. Una caratteristica che, paradossalmente, contribuì alla sua sopravvivenza nel 1938.

Durante i pogrom della Notte dei cristalli, i nazisti incendiarono e distrussero le altre sinagoghe della capitale. La Stadttempel, invece, rimase in piedi proprio perché la sua struttura era strettamente integrata con gli edifici circostanti: distruggerla avrebbe significato rischiare di danneggiare anche le abitazioni vicine.

Il dato assume oggi un valore particolare: la sinagoga che un tempo doveva essere nascosta per legge è diventata uno dei luoghi più visibili della memoria ebraica viennese.

Il restauro come archeologia dell’edificio

Il progetto, seguito dall’architetto Eric-Emanuel Tschaikner dello studio KENH Architekten in collaborazione con l’Ufficio federale austriaco per la tutela dei monumenti, ha cercato di combinare conservazione e funzionalità contemporanea.

L’intervento ha eliminato alcune stratificazioni delle precedenti ristrutturazioni, permettendo di recuperare materiali e superfici originarie. Durante i lavori è riemersa persino una pavimentazione in marmo di Budapest sotto la bima, il podio centrale della sinagoga, che si credeva fosse stata rimossa e che invece era semplicemente stata ricoperta.

Anche l’ingresso è stato riportato nella posizione originaria. Al posto del precedente accesso stretto, oggi un corridoio più ampio conduce verso la sala principale, accompagnato da un soffitto decorato con file di motivi floreali scolpiti nella pietra.

Stelle d’oro sotto il cielo azzurro

La sala principale mantiene la caratteristica pianta ovale della Stadttempel e il suo forte impatto scenografico. Il soffitto azzurro punteggiato di stelle dorate evoca la volta celeste e costituisce uno degli elementi più riconoscibili dell’edificio.

Nuove panche, pannelli lignei e una bima rinnovata si affiancano a interventi meno visibili ma decisivi per l’utilizzo quotidiano: la sinagoga è oggi più accessibile, più sicura, meglio climatizzata e dotata di un’acustica migliorata, senza rinunciare alla propria identità storica.

È una logica che accompagna molti interventi contemporanei sul patrimonio religioso: non congelare un edificio nel passato, ma renderlo nuovamente utilizzabile senza cancellarne le tracce.

Una Torah dalla sinagoga medievale distrutta

Per la comunità ebraica viennese, il momento più significativo delle celebrazioni era arrivato qualche giorno prima, il 9 settembre, alla vigilia di Rosh Hashanah. Circa 450 persone avevano accompagnato una nuova Torah nel suo ingresso nella Stadttempel.

Il percorso era partito da Judenplatz, nel luogo in cui sorgeva la sinagoga medievale di Vienna, distrutta secoli fa. Il rotolo ha compiuto così un viaggio simbolico attraverso diverse epoche della storia ebraica viennese, dalla comunità medievale a quella contemporanea.

La comunità ebraica di Vienna conta oggi circa 8.000 membri. A loro si sono rivolte anche le parole di Oskar Deutsch, presidente dell’Israelitische Kultusgemeinde Wien, che ha definito la sinagoga «più bella che mai» e ha insistito sul suo ruolo come luogo di appartenenza e continuità.

«Siamo qui, apparteniamo a qui»

La cerimonia ufficiale si è svolta in un’Austria nella quale il tema dell’antisemitismo è tornato al centro del dibattito pubblico dopo il 7 ottobre 2023.

Stocker ha collegato esplicitamente la riapertura alla necessità di contrastare l’antisemitismo attraverso la presenza stessa della comunità: una sinagoga piena, bambini che studiano, famiglie che celebrano le proprie feste e una comunità capace di affermare la propria continuità.

Alla cerimonia erano presenti, oltre al presidente e al cancelliere, il vicecancelliere Andreas Babler, il sindaco di Vienna Michael Ludwig e numerosi esponenti ed ex esponenti del governo nazionale e locale. Non risultavano invece presenti rappresentanti del Partito della Libertà d’Austria (FPÖ).

Un francobollo per un luogo ritrovato

La riapertura è stata accompagnata anche da un gesto apparentemente più ordinario, ma significativo nella cultura materiale della memoria: le Poste austriache hanno dedicato alla Stadttempel un francobollo commemorativo da 2 euro, raffigurante l’interno della sinagoga.

Ne sono stati stampati 150.000 esemplari. Il 9 settembre, all’interno del complesso di Seitenstettengasse, era stato inoltre allestito uno speciale ufficio postale.

La sinagoga entra così anche nella geografia filatelica del Paese: non soltanto edificio religioso, ma immagine riconoscibile del patrimonio storico austriaco.

Una nuova stagione per la comunità

La conclusione dei lavori sulla Stadttempel permette ora di concentrarsi sul progetto successivo: il rinnovamento del centro comunitario di Seitenstettengasse. Durante la chiusura della sinagoga, era stato proprio il centro a ospitare preghiere e altre attività. I lavori dovrebbero terminare nel 2027, completando la trasformazione dell’intero complesso.

Anche la guida religiosa della comunità si prepara a cambiare. Dopo le festività di Tishri, il rabbino Yaron Nisenholz, 53 anni, assumerà l’incarico di rabbino capo di Vienna e rabbino della Stadttempel. Nisenholz ha già ricoperto il ruolo di rabbino capo di Basilea e attualmente opera come rabbino comunitario a Tel Aviv.

Succederà a Jaron Engelmayer, nominato nel 2020, che ha deciso di lasciare l’incarico per fare ritorno in Israele con la famiglia.

Duecento anni, oltre la Shoah

La storia della Stadttempel non può essere separata dalla distruzione della Vienna ebraica nel Novecento. Ma la sua sopravvivenza produce oggi un significato che va oltre la semplice conservazione architettonica.

Nel luogo in cui un tempo una comunità doveva nascondere il proprio luogo di culto alla vista dei passanti, oggi si celebra apertamente la possibilità di continuare a esistere.

Due secoli dopo la sua inaugurazione, la Stadttempel non viene dunque riaperta come un monumento immobile. Torna a essere una sinagoga: un luogo di preghiera, di studio, di incontro e di vita comunitaria. È forse questa la forma più concreta con cui un edificio storico può raccontare la propria sopravvivenza: continuando a essere utilizzato per ciò per cui era stato costruito.