di Pietro Baragiola
A conquistare il premio come Miglior Attore Protagonista in una Serie Drammatica è stato per il secondo anno consecutivo Noah Wyle, interprete del dottor Michael “Robby” Robinavitch in The Pitt, mentre una settimana primaWendi McLendon-Covey e David Alan Grier hanno ritirato il premio postumo assegnato a Rob Reiner come Miglior Guest Star in una Comedy Series per l’interpretazione di Albert Schnurr in The Bear.
Tre vittorie e una lunga lista di candidature nelle principali categorie. La presenza ebraica si è fatta sentire parecchio alla 78esima edizione degli Emmy Awards, che quest’anno si è tenuta il 14 settembre al Peacock Theater di Los Angeles.
A conquistare il premio come Miglior Attore Protagonista in una Serie Drammatica è stato per il secondo anno consecutivo Noah Wyle, interprete del dottor Michael “Robby” Robinavitch in The Pitt, il prodotto di HBO Max che ha replicato il successo del 2025, aggiudicandosi nuovamente il riconoscimento di Miglior Serie

Quest’anno Wyle era candidato anche alla miglior regia per l’episodio “12:00 P.M.” di The Pitt, ma in quella categoria il premio è andato a un altro regista ebreo, lo scozzese Saul Metzstein, con la puntata “Scars” della serie Apple TV Slow Horses.
Per Metzstein questo riconoscimento è stato il primo Emmy della sua carriera. Figlio dell’architetto modernista Isi Metzstein, nato in Polonia e riuscito a fuggire dall’Europa nazista con il Kindertransport, il regista ha ringraziato dal palco il cast e il team della serie che vede protagonista Gary Oldman: “tutti salgono su questo palco e dicono di aver avuto la miglior troupe di sempre. Ma questo semplicemente non è possibile, perché quella migliore l’abbiamo avuta noi.”
Il premio postumo a Rob Reiner
Il premio più commovente di questa edizione è stato assegnato una settimana prima, durante i Creative Arts Emmy che hanno visto i presentatori Wendi McLendon-Covey e David Alan Grier ritirare il premio postumo assegnato a Rob Reiner come Miglior Guest Star in una Comedy Series per l’interpretazione di Albert Schnurr in The Bear.
Sarebbe stato il terzo Emmy della carriera di Reiner, ottenuto ben 48 anni dopo la vittoria nel 1978 per All in the Family, stabilendo il record per la più grande distanza temporale tra due statuette della categoria attoriale.
Questo record è stato ricordato anche nella sezione In Memoriam della cerimonia principale dall’amica e co-star di The Bear, Jamie Lee Curtis, che lo aveva incoraggiato ad accettare il ruolo.
“Robby era una leggenda! Era generoso, gentile, divertente da morire e amico di tutti” ha spiegato Curtis, rivolgendo un ultimo saluto all’attore e a sua moglie trovati morti nel dicembre 2025 nella loro casa di Brentwood. “Manchi a tutti, Robby. Tu e Michele.”
Le tre statuette hanno rappresentato soltanto una parte della vasta pletora di candidati ebrei presenti in sala quest’anno. Tra le star che hanno ricevuto una nomination c’erano Jason Segel, Lisa Kudrow, Harrison Ford e Hannah Einbinder, oltre a diversi talenti nel campo della scrittura e della regia. Un’ennesima dimostrazione di come la presenza ebraica continui ad attraversare e intrattenere generazioni diverse di spettatori in tutto il mondo.



