Insegnante in un liceo americano

ADL: insegnanti ebrei attaccati nelle scuole americane

Mondo

di Nathan Greppi
Secondo lo studio, il 53,4% degli intervistati ha riferito di aver assistito a situazioni in cui le norme antimolestie non sono state applicate correttamente quando i bersagli erano ebrei o sionisti, mentre il 51,8% ha assistito a epidosi di minimizzazione o negazione delle atrocità del 7 ottobre. Il 48,9% ha sentito la parola “sionista” venire usata come insulto o dispregiativo, e il 43,7% ha sentito persone che giustificavano la violenza contro gli ebrei o Israele parlando a degli eventi sindacali. (Foto: Insegnante in un liceo americano)

 

L’Anti-Defamation League (ADL) ha recentemente pubblicato un nuovo rapporto che documenta l’ostilità e l’emarginazione sociale a cui vanno incontro quotidianamente vissuti gli ebrei iscritti ai sindacati degli insegnanti negli Stati Uniti.

Secondo il Jerusalem Post lo studio, intitolato Antisemitism in US Teachers Unions, combina i dati di diverse indagini quantitative e focus group qualitativi per valutare l’ampiezza e l’impatto dell’antisemitismo all’interno delle organizzazioni sindacali scolastiche che, secondo il rapporto, “sono diventate fonti di profonda alienazione ed esclusione” per gli educatori ebrei.

Lo studio include un sondaggio su 307 membri ebrei dei sindacati degli insegnanti in 24 Stati americani, con i campioni più rappresentativi in California, Massachusetts e nello Stato di New York. Il 98,7% degli intervistati lavorava in scuole pubbliche, dalla scuola materna fino alle superiori.

Più del 70% degli intervistati concorda in parte o del tutto sul fatto che le dichiarazioni dei loro sindacati sulla guerra tra Israele e Hamas siano un problema, in quanto non condannano Hamas o le atrocità del 7 ottobre 2023. Inoltre, il 71% concorda che le risoluzioni che accusano Israele di apartheid, genocidio o pulizia etnica siano un problema diffuso, e il 68,1% è pensa lo stesso delle richieste di tagliare i legami con le organizzazioni ebraiche tradizionali.

Secondo lo studio, il 53,4% degli intervistati ha riferito di aver assistito a situazioni in cui le norme antimolestie non sono state applicate correttamente quando i bersagli erano ebrei o sionisti, mentre il 51,8% ha assistito a epidosi di minimizzazione o negazione delle atrocità del 7 ottobre. Il 48,9% ha sentito la parola “sionista” venire usata come insulto o dispregiativo, e il 43,7% ha sentito persone che giustificavano la violenza contro gli ebrei o Israele parlando a degli eventi sindacali.

I dati rivelano che Il 36,5% degli intervistati ha visto altri membri ebrei del proprio sindacato venire messi a tacere, derisi o accusati di malafede quando hanno sollevato obiezioni, e la stessa percentuale ha riferito che gli ebrei venivano etichettati con termini peggiorativi come “sostenitori del genocidio”, “assassini di bambini” o “colonizzatori”. Quasi tre intervistati su dieci, 27,4%, hanno sentito discorsi in cui gli ebrei o i sionisti venivano equiparati ai nazisti.

Molti temono che alzare la voce all’interno di certi spazi possa danneggiarli professionalmente. Lo studio ha rilevato che il 70% degli intervistati concordava sul fatto che esprimere preoccupazioni sul trattamento degli ebrei nei sindacati potesse portare a ripercussioni reputazionali o professionali, mentre il 73,6% ha dichiarato di sentire il bisogno di autocensurarsi. Il 47,6% ha dichiarato di aver ridotto la propria partecipazione a determinate attività sindacali.

Tra gli intervistati che hanno espresso le loro preoccupazioni con la dirigenza sindacale, il 69,1% ha dichiarato di non essere affatto soddisfatto della risposta ricevuta, e nessuno ha dichiarato di essere estremamente soddisfatto. Inoltre, il 28,3% ha dichiarato che il proprio sindacato aveva sponsorizzato o promosso programmi relativi agli ebrei, il sionismo o Israele nell’ultimo anno, ma il 78,2% di quel segmento ha dichiarato che quei programmi erano faziosi.