di Pietro Baragiola
“Uccidere i sionisti”, “cancellare Israele dalle mappe” e considerare “comprensibile l’ostilità nei confronti degli ebrei”: sono questi alcuni dei contenuti emersi dalle conversazioni di un gruppo WhatsApp privato frequentato da membri e attivisti del Green Party britannico, pubblicate lunedì 17 agosto dal Times e finite al centro di una nuova polemica sull’antisemitismo nel Regno Unito.
Il gruppo, chiamato Greens Against Imperialism, è stato creato da Sophus Magill, consigliere dei Verdi, a Wootton Bridge, sull’Isola di Wight, e veniva utilizzato per discutere campagne, politica estera e mozioni da presentare alle conferenze del partito.
In uno scambio dello scorso luglio, Magill ha scritto che “il sionismo deve sparire”, definendolo “un’ideologia di apartheid ed etno-suprematista”. Quando un altro partecipante gli ha chiesto se questo significasse volere che Israele venisse “cancellato dalle mappe”, la risposta è stata: “si, lo vorrei!”
Magill ha poi paragonato lo Stato Ebraico alla Rhodesia, precisando però che gli israeliani non responsabili di crimini di guerra e disposti a convivere pacificamente con i palestinesi avrebbero avuto diritto a rimanere nelle proprie case.
Gli attacchi agli ebrei britannici
Dalle chat sono emersi anche numerosi messaggi rivolti direttamente contro la comunità ebraica britannica.
A giugno un membro del gruppo ha sostenuto che molti ebrei britannici fossero “fortemente esposti alla propaganda”, arrivando a definirli “una brillante arma dello Stato israeliano per utilizzare l’antisemitismo come argomento del dibattito pubblico”.
Ad agosto un altro partecipante ha persino scritto che un “antisionista estremo potrebbe sostenere l’uccisione dei sionisti e ciò non sarebbe specificamente razzista”. Nello stesso messaggio ha giudicato “sbagliato ma comprensibile” che alcuni antisionisti diventino ostili agli israeliani e agli ebrei in generale.
In queste conversazioni compare inoltre un account identificato dal Times come riconducibile ad Ashley Tubb, già candidata al comitato campagne del partito. In alcuni messaggi Tubb aveva descritto le Guardie Rivoluzionarie Iraniane come parte di “un movimento di liberazione nazionale” e attribuito le proteste contro il regime di Teheran ad “americani e sionisti”.
La chat non vede tra i suoi partecipanti soltanto semplici attivisti: Animah Kosai, membership officer di Global Majority Greens, ha utilizzato il canale per organizzare le mozioni del partito. Tra quelle promosse figurava anche la proposta A3, intitolata “Zionism is Racism”.
La risposta della comunità ebraica
Interpellati dal Times, Magill, Tubb e Kosai non hanno contestato l’autenticità dei messaggi mentre il Green Party ha affermato di non utilizzare gruppi WhatsApp che non facciano parte dei suoi canali ufficiali.
Questa risposta però non ha convinto gli esponenti delle comunità ebraiche britanniche e la Campaign Against Antisemitism ha definito i messaggi della chat “assolutamente ripugnanti”, aggiungendo che i suoi legali stanno verificando “se questi contenuti possono essere considerati reati”.
Il Board of Deputies of British Jews ha inoltre chiesto la sospensione immediata dei partecipanti del gruppo.
“Quando membri di una fazione politica mainstream possono discutere impunemente dell’uccisione di ‘sionisti’, razionalizzare l’ostilità verso gli ebrei e fantasticare sulla distruzione di Israele, il pericolo non è teorico” ha dichiarato l’organizzazione nel suo nuovo comunicato stampa, chiedendo agli esponenti dei Verdi di indagare ed espellere chiunque abbia sostenuto il propagarsi dell’odio antisemita all’interno del partito.
