di Redazione
Domenica 6 settembre, nell’ambito della Giornata Europea della Cultura ebraica nella Sinagoga Centrale di Milano (via Guastalla 19) si terrà alle 11.30 l’incontro intitolato “Il libro di Ruth”. Di questa storia e del suo significato religioso ci parlerà Levi Shaikevitz.
Vi sono nella narrazione biblica molte storie d’amore raccontate esplicitamente, come quelle fra Isacco e Rebecca, fra Giacobbe e Rachele, gli amori difficili e non sempre innocenti di Davide per Micol e Betsabea. Ma la più bella storia d’amore è quella che riguarda Ruth. Tutto inizia quando un ebreo della tribù di Giuda, Elimelech per sfuggire a una carestia si rifugia nel paese di Moab con la moglie Naomi e i figli Mahlon e Chilion. Entrambi sposano donne moabite, cioè appartenenti a un popolo tradizionalmente nemico di Israele: Ruth e Orpa. Dopo qualche anno il padre e i due figli muoiono e Naomi. sola e povera, decide di tornare nella sua città natale, Betlemme. Orpa resta a Moab, ma Ruth decide di seguire Naomi in un gesto di straordinario amore filiale, dicendole: “dove starai tu, io pure starò; il tuo popolo sarà il mio popolo, e il tuo Dio sarà il mio Dio; dove morirai tu, morirò anch’io, e là sarò sepolta “. Arrivate a Betlemme, Ruth lavora alla raccolta del grano e viene notata dal proprietario del campo, un parente di Elimelech di nome Boaz. Dopo un poetico corteggiamento campestre, i due si sposano e generano un figlio, Obed, che sarà il nonno del re Davide. Di questa storia e del suo significato religioso ci parlerà Levi Shaikevitz.




