di Redazione
“Ebrei, cristiani, comunità LGBT e donne sono spesso i primi bersagli dell’islamismo radicale, ovunque esso riesca a imporre la propria influenza – dichiara il presidente della Comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi -. È per questo doloroso constatare che una parte consistente del mondo LGBT italiano e internazionale fatichi a riconoscere questa realtà, ed esprima invece solidarietà politica verso realtà e narrazioni che, nei fatti, negano a queste stesse persone libertà e diritti fondamentali, fino alla stessa vita.
La Comunità Ebraica di Milano esprime la propria piena vicinanza e solidarietà alle vittime dell’attentato di ieri sera al Christopher Street Day di Berlino, a tutta la comunità LGBT tedesca e a quella internazionale, colpite da un atto di violenza che condanniamo senza alcuna ambiguità.

“Ebrei, cristiani, comunità LGBT e donne sono spesso i primi bersagli dell’islamismo radicale, ovunque esso riesca a imporre la propria influenza – dichiara il presidente della Comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi -. È per questo doloroso constatare che una parte consistente del mondo LGBT italiano e internazionale fatichi a riconoscere questa realtà, ed esprima invece solidarietà politica verso realtà e narrazioni che, nei fatti, negano a queste stesse persone libertà e diritti fondamentali, fino alla stessa vita.
Quanto accaduto a Berlino impone una riflessione seria a chi, anche in Italia, ha per anni sposato una narrazione che equipara Israele (che tutela le persone LGBT) a uno Stato da isolare e boicottare, mentre minimizza o giustifica le posizioni di regimi e movimenti islamisti apertamente ostili ai diritti delle persone LGBT. Le stesse organizzazioni che hanno promosso l’esclusione di realtà ebraiche e filoisraeliane dai Pride italiani dovrebbero oggi interrogarsi sulla coerenza delle proprie scelte.
Chiediamo a chi, come Arcigay, ha in passato sostenuto posizioni ambigue su questi temi, di prendere pubblicamente le distanze da qualsiasi ideologia che minacci la sicurezza delle persone LGBT, da qualunque matrice provenga. E chiediamo alla politica italiana — a partire da Elly Schlein e da tutta la sinistra, che continuano a voltarsi dall’altra parte e a non vedere il pericolo dell’islamismo radicale per le minoranze, da quelle religiose a quelle sessuali — di chiarire una volta per tutte come si concili la difesa dei diritti con l’appoggio, anche solo implicito, a contesti e ideologie in cui quegli stessi diritti vengono calpestati e negati con la violenza.



