di Ester Moscati
La zia Plà (Placidia Coen) era un personaggio mitico della mia infanzia urbinate, quando trascorrevo con lei lunghi pomeriggi a parlare di tutto, dai viaggi, ai libri, alla cucina. I suoi dolci erano impareggiabili: il crème caramel che sembrava una scultura di alabastro; i krapfen (sufganiyot) per Chanukkà, gonfi e soffici come nuvole; i bignè alla crema che si scioglievano in bocca… Ma il suo “budino” di riso era “arte sua”, mai più provato così. È la mia personale madeleine di Proust. Un dolce per Rosh Hashanà (halavì, “di latte”), adatto se non si consuma carne nel pasto festivo; altrimenti, con una tazza di tè, per una ricca merenda.
Preparazione
Mettere sul fuoco, in un tegame capiente, il latte e – al bollore – versarci il riso (Arborio, Vialone Nano oppure Roma: serve un chicco che ceda molto amido per dare al dolce la giusta cremosità). Cuocere il riso nel latte con lo zucchero e la scorza di limone a fuoco medio. Una volta cotto (avrà assorbito tutto il latte, ma senza “asciugarsi” troppo) lasciare raffreddare e poi aggiungere, mescolando per bene, le uvette (lasciate in precedenza ammollare nel rum), i pinoli, i rossi d’uovo, un pizzico di sale e per ultimo le chiare montate a neve. Imburrate una teglia rotonda di 21 cm di diametro e spolverate di pan grattato il fondo e le pareti. Versate il riso nello stampo
e cuocete in forno a calore moderato (180 gradi) per 45 minuti circa. Servire tiepido o a temperatura ambiente.
Ingredienti
· 200 grammi di riso
· 1 litro di latte intero
· una noce di burro
· 150 grammi di zucchero
· 30 grammi di uva sultanina
· 10 grammi di pinoli
· 1 bicchierino di liquore (rum)
· 4 uova, 1 pizzico di sale
· scorza di un limone grattugiata



