di Pietro Baragiola
Negli episodi 7 e 8 della quinta stagione di Fauda, usciti lunedì 29 giugno, la serie israeliana creata da Avi Issacharoff e Lior Raz affronta per la prima volta gli eventi del 7 ottobre. Questa scelta coraggiosa ha spinto i produttori a diffondere un avvertimento agli spettatori prima della messa in onda.
“Sono episodi che tornano a quel terribile giorno e rappresentano una storia a sé stante” ha spiegato l’emittente israeliana Yes nell’annuncio pubblicato sui social. “Saranno presenti contenuti, immagini e suoni che potrebbero risultare difficili da vedere. Per questo motivo invitiamo gli spettatori, qualora lo ritenessero necessario, a saltare questi episodi e a riprendere la visione dalla settimana successiva”.
Questo segna uno dei rarissimi casi nella storia delle serie tv in cui un’emittente non si limita ad un classico trigger warning ma invita esplicitamente gli spettatori a non vedere parte del progetto.
In tutto Fauda 5 sarà composta da undici episodi in onda in Israele dal 18 maggio e sarà successivamente distribuita a livello internazionale su Netflix, dove le prime quattro stagioni sono già disponibili.
Una stagione riscritta dopo gli attacchi di Hamas
Secondo quanto ammesso dalla produzione, il 7 ottobre ha cambiato profondamente il processo creativo di Fauda. La quinta stagione infatti è stata inizialmente concepita con una trama diversa, ma gli autori hanno deciso di riscriverla dopo gli attacchi.
“Abbiamo capito che non dovevamo semplicemente girare un’altra stagione o un altro copione” ha spiegato Issacharoff sui social. “Ma una storia ancora più attuale, che affronta di petto il più grande disastro che lo Stato di Israele abbia mai conosciuto: il 7 ottobre”.
I nuovi episodi seguono il protagonista Doron Kabilio (Lior Raz) e la sua squadra mentre cercano in Europa i responsabili del massacro.
Issacharoff ha aggiunto che la quinta stagione porterà al pubblico di tutto il mondo il racconto del “trauma personale e nazionale” vissuto dagli israeliani e da molti membri della troupe dopo l’attacco di Hamas.
Una produzione segnata dalla guerra
Gli eventi del conflitto hanno colpito direttamente il cast e la troupe della serie:
Matan Meir, storico membro del team di produzione e riservista dell’IDF, è stato ucciso l’11 novembre 2023 durante un’operazione nel nord della Striscia di Gaza.
“Matan era e rimarrà sempre un membro della famiglia di Fauda” ha affermato la produzione in un comunicato in suo onore.
Anche l’attore e cantante Idan Amedi, interprete dell’agente Sagi Tzur, è stato coinvolto direttamente nel conflitto. Arruolato come riservista dopo il 7 ottobre, l’attore è rimasto gravemente ferito nel gennaio 2024 durante un’operazione contro le infrastrutture di Hamas nella zona di Khan Yunis e, solamente dopo mesi di cure e riabilitazione, è riuscito tornato alla sua carriera artistica, anche se non compare nella quinta stagione.
Dal suo debutto nel 2015 ad oggi, Fauda è diventata una delle produzioni israeliane più conosciute al mondo, distribuita in circa 190 Paesi. Con gli episodi dedicati al 7 ottobre, la serie compie ora un ulteriore passo avanti: trasformare uno degli eventi più traumatici della storia israeliana contemporanea in racconto televisivo, affidando alla fiction il compito di confrontarsi con una ferita ancora aperta.
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