Bandiere di Siria e Libano

Sharaa esclude l’intervento della Siria in Libano

Mondo

di Nina Prenda
Sharaa ha inoltre precisato che Damasco sta esplorando possibili canali di cooperazione economica con Beirut, escludendo qualsiasi opzione militare. “La soluzione non passerà attraverso la guerra”, ha dichiarato, aggiungendo che il rafforzamento delle istituzioni libanesi rappresenta la via prioritaria per la stabilizzazione del Paese.

 

Il presidente siriano Ahmed al-Sharaa ha escluso qualsiasi coinvolgimento militare della Siria nel conflitto tra Israele e Hezbollah in Libano, all’indomani delle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che aveva ipotizzato un possibile ruolo di Damasco nella crisi e criticato la gestione israeliana delle operazioni contro il gruppo sciita sostenuto dall’Iran.

Le parole di Trump, rilasciate nel corso di un’intervista a Fox News, arrivano in una fase di forte tensione regionale, mentre il conflitto in Libano rischia di compromettere i negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran in Svizzera, volti a definire un’intesa più ampia sulla stabilità del Medio Oriente.

Nel frattempo, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito la necessità per l’esercito israeliano di mantenere una zona cuscinetto nel sud del Libano. Secondo fonti militari, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) avrebbero inoltre sollecitato l’esecutivo ad accelerare il dialogo con Beirut, mentre un nuovo ciclo di colloqui tra le parti è atteso nei prossimi giorni.

Sul fronte statunitense, anche il vicepresidente JD Vance si è espresso criticamente sull’andamento del conflitto, in linea con le posizioni più recenti di Trump, che ha più volte contestato sia la durata dell’offensiva israeliana sia l’impatto sulle vittime civili in Libano. Tuttavia, il presidente americano ha anche intensificato la pressione su Hezbollah e sul suo principale alleato regionale, l’Iran, accusato di sostenere il gruppo armato.

In un intervento al G7, Trump ha affermato che Israele dovrebbe accelerare il raggiungimento dei propri obiettivi militari, criticando al contempo le modalità delle operazioni: secondo il presidente, l’uso esteso della forza in aree urbane rischia di aggravare la crisi umanitaria e indebolire il quadro diplomatico complessivo.

Dichiarazioni simili erano state ribadite anche nei giorni precedenti, quando Trump aveva sottolineato come il protrarsi del conflitto in Libano rischi di influire negativamente sui negoziati con Teheran. Parallelamente, il presidente ha definito Hezbollah e l’Iran elementi destabilizzanti, chiedendo a Teheran di interrompere il sostegno ai propri “proxy” regionali.

In un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth Social, Trump ha avvertito che eventuali ulteriori attacchi attribuiti ai gruppi alleati dell’Iran potrebbero portare a una risposta statunitense più dura, senza tuttavia menzionare Israele tra le parti sotto accusa.

Dal canto suo, Ahmed al-Sharaa ha respinto le interpretazioni secondo cui la Siria potrebbe essere coinvolta militarmente nel conflitto. In un’intervista all’agenzia Al Mashhad, il presidente siriano ha definito la situazione in Libano “molto grave”, sottolineando la necessità di una soluzione politica e di un cessate il fuoco immediato.

Sharaa ha inoltre precisato che Damasco sta esplorando possibili canali di cooperazione economica con Beirut, escludendo qualsiasi opzione militare. “La soluzione non passerà attraverso la guerra”, ha dichiarato, aggiungendo che il rafforzamento delle istituzioni libanesi rappresenta la via prioritaria per la stabilizzazione del Paese.

Alla domanda su un eventuale dialogo con Hezbollah, il presidente siriano non ha escluso il confronto, affermando che ogni interlocuzione sarà valutata in base agli interessi del Libano e della Siria.