di Redazione
Un prezzo alto che “pagarono gli italiani di origine ebraica avviati ai campi di sterminio e quelli che nella Brigata ebraica e nelle formazioni partigiane parteciparono alla Liberazione dell’Italia e alla costruzione di una nuova società che non vedesse l’oppressione dell’uomo sull’uomo”, ha affermato Mattarella durante il suo discorso in occasione della celebrazione a Montecitorio della prima seduta dell’Assemblea costituente.
Nel discorso per gli 80 anni della Costituente, il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella ha ricordato il prezzo pagato dagli italiani per la libertà, menzionando anche quello pagato dagli ebrei italiani deportati, di quelli partigiani e della Brigata Ebraica, durante il suo discorso in occasione della celebrazione a Montecitorio della prima seduta dell’Assemblea costituente.
“Non fu agevole la strada che portò al referendum e alla elezione della Assemblea costituente il 2 giugno del 1946. Fu un prezzo alto quello che consentì agli italiani di conquistare il diritto di dettare le regole della propria convivenza civile dopo la dittatura e la guerra. – ha dichiarato -. Lo pagarono i partigiani, le popolazioni sottoposte alle vessazioni naziste e della Repubblica di Salò, i militari lasciati allo sbaraglio e poi partecipi dello sforzo di ridare onore alla Patria con il Corpo italiano di Liberazione e con gli oltre 600.000 militari internati in Germania, con il loro rifiuto di porsi al servizio dei nuovi invasori. Lo pagarono gli italiani di origine ebraica avviati ai campi di sterminio e quelli che nella Brigata ebraica e nelle formazioni partigiane parteciparono alla Liberazione dell’Italia e alla costruzione di una nuova società che non vedesse l’oppressione dell’uomo sull’uomo”, ha affermato Mattarella.
Meghnagi (CEM): “Un atto si verità storica”
“Le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla Brigata Ebraica non sono un omaggio cerimoniale: sono un atto di verità storica”. Lo dichiara Walker Meghnagi, Presidente della Comunità Ebraica di Milano, commentando le dichiarazioni del Capo dello Stato che ha ribadito il ruolo fondamentale della Brigata Ebraica e il contributo centrale degli italiani di religione ebraica alla lotta di Liberazione.
“Siamo profondamente grati al Presidente Mattarella per aver riaffermato con autorevolezza istituzionale una pagina che troppo spesso viene oscurata, distorta o strumentalmente ignorata. Quelle parole valgono come monito per chiunque continui a negare o sminuire il sacrificio e l’impegno degli ebrei italiani nella Resistenza: la storia non si riscrive per convenienza ideologica”.
Il Presidente della Comunità Ebraica di Milano tiene a sottolineare la duplice anima dei Resistenti ebrei: “Accanto agli ebrei italiani che combatterono in nome della propria patria e della propria dignità, vi erano i volontari sionisti provenienti dalla Palestina mandataria e da altre nazioni, uniti dalla stessa determinazione a sconfiggere il nazifascismo. Fu una lotta antifascista autentica e totale, combattuta da uomini e donne che avevano capito prima di molti altri la natura criminale e genocidaria del regime. Quella convergenza — tra italiani ebrei e volontari sionisti non italiani — è una delle pagine più significative e meno raccontate della storia della Resistenza europea”.
Meghnagi sottolinea anche il valore di queste dichiarazioni per le nuove generazioni: “Viviamo un momento in cui la memoria è contesa e talvolta aggredita. Le parole del Presidente della Repubblica rappresentano una bussola per i giovani: ricordare chi erano gli ebrei italiani – e chi scelse di venire a combattere al loro fianco – nel momento più buio del Novecento significa capire cosa è l’Italia, da dove viene e quali valori la fondano”.
“Portiamo avanti con orgoglio questa testimonianza – conclude Meghnagi – nella certezza che la memoria della Brigata Ebraica non appartiene solo alla comunità ebraica, ma all’intera nazione”.
Museo della Brigata Ebraica: “profonda gratitudine, una pagina troppo spesso dimenticata”
Il Museo della Brigata Ebraica esprime profonda gratitudine al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per le parole pronunciate oggi alla seduta solenne di Camera e Senato, in occasione degli 80 anni dall’apertura dei lavori dell’Assemblea Costituente.
“Il Presidente ha ricordato esplicitamente gli italiani di origine ebraica «avviati ai campi di sterminio» e quelli che «nella Brigata Ebraica e nelle formazioni partigiane parteciparono alla Liberazione dell’Italia e alla costruzione di una nuova società che non vedesse l’oppressione dell’uomo sull’uomo». Sono parole che hanno per noi un valore particolare, pronunciate dalla più alta carica dello Stato in una sede istituzionale di straordinaria solennità – si legge nella nota -. Quel riconoscimento non è scontato. Viviamo un momento storico in cui quella pagina — il contributo della Brigata Ebraica alla Resistenza e alla Liberazione — viene sempre più spesso negata, ridimensionata o strumentalizzata. Lo abbiamo visto nei cortei, nelle piazze, perfino nelle commemorazioni ufficiali. La memoria viene piegata all’ideologia, e chi la difende si trova a farlo sotto scorta.
Per questo le parole del Presidente Mattarella non sono un atto formale: sono un argine. Ricordare che la Brigata Ebraica fu parte integrante dello sforzo di «ridare onore alla Patria» significa riconoscere che gli ebrei italiani non furono solo vittime — furono protagonisti della rinascita democratica del Paese. Vale la pena sottolineare chi erano quei soldati: 5.000 volontari ebrei e sionisti, che scelsero liberamente di rischiare la propria vita per combattere sotto la bandiera con la Stella di Davide, per liberare l’Europa dal nazifascismo. È una verità storica che nessuna riscrittura può cancellare, e che la Repubblica ha oggi il dovere di custodire.
Ringraziamo il Presidente per aver scelto la sede più alta e il momento più significativo per pronunciare queste parole. Continueremo a fare la nostra parte, con la ricerca, la documentazione e la testimonianza”.



