Speciale Libri: Sogno di un giorno d’estate… Leggere e leggere ancora, alla ricerca di evasione. E di buoni maestri

Libri

di Redazione

C’è la varia umanità che abita il “treno dei matti” a Gerusalemme; storie di fughe e destini che cambiano all’improvviso; ci sono i viaggi ai lati estremi del mondo, raccontati dai fratelli Singer. E poi uno sguardo a tutto tondo sul Medio Oriente, analisi per cercare di capire un contesto drammatico in continua evoluzione. E ancora, nuove risorse per lo studio del pensiero ebraico. 70 proposte della nostra redazione. Perché (anche) dai libri viene la forza di guardare al futuro

 

“Scrivere romanzi significa prendersi cura degli altri. Se io ci tengo veramente a te, se voglio avere una relazione con te, ti racconto storie”. Questo è il senso della scrittura per Jonathan Safran Foer, e le sue parole, i suoi romanzi e saggi, sono di quelli capaci davvero di metterci in relazione, entrare nelle nostre vite e magari un po’ cambiarle.

E il senso della lettura, qual è? In questa estate in cui il vento caldo è anche quello che ci colpisce, ancora, dai fronti di guerra, leggere è una porta: per uscire dalle ansie del quotidiano, o per aprirci a conoscenze nuove; per capire il presente a partire dal passato. O, semplicemente, per il piacere di farlo. Ecco le proposte della nostra redazione per lo Speciale Libri 2026, illustrato da opere pittoriche, disegni e schizzi di sinagoghe antiche e moderne, perché la sinagoga è, per l’ebraismo, prima di tutto, la “casa del Libro” e dei libri, la schule, la scola. Buone letture quindi, ai nostri fedeli lettori.

 

℘ Narrativa

Pagine che incantano e incatenano, l’America degli anni Trenta e della Grande Depressione raccontata da un europeo, dalla penna di uno dei grandi scrittori del XX secolo: da New York a Los Angeles, Israel J. Singer srotola con umorismo, ironia e realismo le sue impressioni di viaggio, riflessioni, scenette e siparietti di strada, narra le contraddizioni, le ferite, i tradimenti e i chiaroscuri della Goldene Medine, un reportage dall’Eldorado degli immigrati con i sogni realizzati o infranti del miraggio americano. Un inedito che Giuntina ci regala in prima edizione mondiale e che è un vero scrigno di delizie, immagini e scrittura nel più fulgido e avvincente stile di Israel
Singer. (Fiona Diwan)
Israel Joshua Singer, Viaggi in America, Giuntina, pp. 381, euro 19,00

 

Cinque amici, quattro uomini e una donna. Sono cresciuti insieme a Gerusalemme, in un condominio popolare soprannominato – eloquentemente – “il treno dei matti”, dove hanno abitato e abitano famiglie segnate da guerre e migrazioni e personaggi irrequieti. E qui sono cresciuti e hanno vissuto i cinque amici, legati da un sentimento profondo, fatto di complicità, di affetto, ma anche di segreti che a poco a poco vengono a galla.
Nel “treno dei matti” arriva un giorno l’ispettrice in pensione Nili Carmon, a cui è stato affidato, da parte di un personaggio ignoto, il compito di indagare sulla morte di una donna avvenuta ventiquattro anni prima in un ospedale psichiatrico. Un intenso romanzo a più voci che risucchia letteralmente il lettore nella ricerca della verità. (Ilaria Myr)
Ghila Piattelli, Ovunque sia casa, Giuntina, pp. 240, euro 18,00

 

La gioia momentanea e la pienezza felice di un tempo trascorso valgono il dolore che si lasciano alle spalle quando tutto finisce? Che valore ha “una felicità che lascia dietro di sé un cratere grande il triplo del suo impatto”? Una domanda cruciale, una casa, una famiglia, i suoi enigmi e segreti. E poi due donne agli opposti che si studiano e non si sopportano ma che dischiudono poco a poco un legame fortissimo di amore. Nell’Olanda rurale del 1961 si dipana una vicenda piena di colpi di scena, emozioni e verità storica: i temi della Memoria e dell’amore, in un romanzo che incatena il lettore, pluripremiato, capace di disegnare il dramma della Seconda Guerra Mondiale senza mai scivolare nella banalità e senza che questo finisca per invadere tutta la narrazione. Un thriller psicologico originale, un sorprendente dramma storico. Quando l’amore ti piomba addosso e se ne frega di te. (F. D.)
Yael Van Der Wouden, Estranea, trad. Roberta Scarabelli, Garzanti, pp. 258, euro 18,00.

 

Il bisogno di andare alla scoperta del mondo da un lato, la potenza dei legami famigliari dall’altra; la baldanza giovanile nell’andarsene di casa per scoprire chi siamo veramente e la famiglia (anche sgangherata) come radice e sorgente profonda da cui attingere forza, senso e identità. Due spinte che confliggono, due pulsioni opposte che ciascuno di noi conosce bene, la dialettica tra la seduzione del vasto mondo e il bisogno di ancoraggi e radicamento. Questo il tema dell’ultimo, divertente, corale romanzo di Sandro Baldoni che qui torna con stile e approccio dai toni neorealisti e con una scrittura sapida e piena di calore per raccontarci le avventure della famiglia Primavera, un padre vedovo, tre fratelli, il legame sanguigno e profondo che li lega. Sullo sfondo scorrono i turbolenti anni Settanta italiani, le sue ferite, il radicalismo, l’individualismo sfrenato. Baldoni ci aveva già abituati alla tenerezza diffusa e un po’ malinconica della scrittura nel suo precedente Occhi selvaggi e ora si dimostra ancora una volta tra i più interessanti e talentuosi narratori italiani di oggi. (F. D.)
Sandro Baldoni, Famiglia primavera, edizioni e/o, pp. 283, euro 19,00

La Storia di Beria e Zimra appartiene alla tradizione narrativa yiddish della fine del XVI secolo e racconta la vicenda di due giovani innamorati destinati a non unirsi in questo mondo. Le loro nozze saranno celebrate soltanto nel “mondo a venire”, in una dimensione sospesa tra amore terreno, attesa e redenzione. Il volume curato da Claudia Rosenzweig restituisce la più antica versione attestata della novella, accompagnandola con un commento che ne approfondisce storia, varianti e trasmissione. Ne emerge un piccolo classico della letteratura yiddish antica, capace ancora oggi di conservare intatto il suo fascino simbolico e religioso. (Davide Cucciati)
Claudia Rosenzweig (a cura di), Storia di Beria e Zimra, Rubbettino, pp. 92, euro 12,00

 

 

In una nuova edizione de Il messia di Stoccolma, attraverso una trama a tratti grottesca e vertiginosa, Cynthia Ozick costruisce un raffinato romanzo sull’ossessione dell’identità e della letteratura, indagando il confine tra creazione e falsificazione, evocando la Shoah e la memoria ebraica come orizzonti sotterranei. La prosa, nel suo oscillare tra realtà e invenzione, valorizza la densità di un’opera originale, ironica e spesso straniante. (Esterina Dana)
Cynthia Ozick, Il messia di Stoccolma, trad. Mario Materassi, La nave di Teseo, pp.190, euro 20,00

 

 

È alla memoria dei suoi genitori che Daniela Dawan dedica il suo ultimo romanzo, La colpa di tacere. È un libro che nasce dall’incontro tra la coscienza del diritto e le inquietudini della memoria, tra ciò che una sentenza può stabilire e ciò che, invece, continua a vivere nelle pieghe più nascoste dell’animo umano. Dawan, nata a Tripoli e arrivata in Italia bambina dopo gli eventi drammatici che segnarono la Libia nel 1967, porta nella sua scrittura una particolare sensibilità verso il tema dello sradicamento, dell’identità e delle eredità invisibili del passato.
Daniela Dawan, La colpa di tacere, Morellini Editore, pp. 177, euro 18.00

 

 

La forza del romanzo, ambientato tra gli anni Quaranta e l’ascesa del nazionalismo egiziano, consiste nell’intreccio tra dimensione privata e orizzonte storico-politico, che focalizza il conflitto tra desiderio individuale e ideali collettivi. I personaggi, costruiti nella loro complessità e ambivalenza, manifestano la conflittualità tra emancipazione femminile e rigidi modelli maschili. Vero protagonista è il Cairo: organismo simbolico e politico, che incarna la ricchezza e le fratture di un’epoca in trasformazione. (E. D.)
Denise Pardo, Tornare al Cairo, Neri Pozza, pp.352, euro 20,00

 

 

 

Chi è davvero colpevole, quando la Storia rende tutto confuso e per sopravvivere si è costretti a fare scelte moralmente ambigue? L’intrigante romanzo di Tsuriel Sdomi ci porta nella zona grigia, dove bene e male smettono di essere opposti. Seguiamo le vicende del protagonista, un medico discendente di una famiglia di antico lignaggio travolto dagli eventi più drammatici del Novecento, che minano ogni certezza. Il libro è il racconto di un conflitto etico che, in forme diverse, riguarda tutti noi e ci costringe a riflettere su identità, senso di colpa, fede, giustizia, responsabilità. (E. D.)
Tzuriel Sdomi, Il caso del medico tedesco, trad. José Rojas, Bonfirraro, pp. 240, euro 20,00

 

 

Il volo dell’Arca è un romanzo storico d’avventura che attraversa due secoli di storia italiana: dalle guerre napoleoniche al Risorgimento, dalla Grande Guerra a Fiume, dal fascismo all’Africa coloniale. Accanto ai protagonisti si muovono figure storiche reali — Napoleone, Dumas, D’Annunzio, Italo Balbo, Maria José — colte nel loro lato più umano, ambiguo e inatteso. Al centro della vicenda c’è la ricerca di una reliquia leggendaria. Ma il vero cuore del romanzo è il prezzo di quella ricerca. Che cosa resta di un sogno quando attraversa le generazioni? Quanto può pesare un segreto di famiglia? E quanto si è disposti a sacrificare per inseguire qualcosa che forse non esiste?
Giulio Finzi, Il volo dell’Arca, Amazon, pp. 239, euro 10,40

 

 

In una Londra ferita dalla guerra, Anna Freud ripercorre la propria esistenza come un’ultima, intensa confessione. Dall’adolescenza segnata da desideri inconfessati agli anni trascorsi accanto al padre Sigmund, fino all’incontro con figure straordinarie come Lou Andreas-Salomé, la sua vita si svela tra passioni, rinunce e scelte coraggiose. Attraverso sette case simboliche, Isabelle Pandazopoulos ricostruisce il cammino di una donna che sfidò le convenzioni del suo tempo e rivoluzionò lo studio dell’infanzia. Un viaggio affascinante nel cuore di una figura che ha cambiato il modo di guardare all’infanzia e alla mente umana.
Isabelle Pandazopoulos, Le sette case di Anna Freud, trad. Roberto Boi, Astoria Edizioni, pp. 336, euro 20,00

 

 

Nella Gerusalemme del 1929, un omicidio innesca un intreccio di sospetti e tensioni che attraversano religioni, ideologie e identità nazionali. Arnold Zweig (1887-1968) costruisce un romanzo storico dal passo lento e analitico, in cui l’indagine poliziesca diventa specchio di un mondo lacerato. Tra fanatismi contrapposti e domande irrisolte sull’appartenenza ebraica, il giallo si trasforma in una riflessione profonda sulla violenza delle idee e sulla fragilità della convivenza. Un classico, stampato originariamente nel 1932, denso e ancora sorprendentemente attuale.
Arnold Zweig, Il ritorno di Isaak de Vriendt. Intrigo a Gerusalemme, trad. e cura di Eusebio Trabucchi, L’Orma Editore, pp. 312, euro 21,00

 

 

 

Nella Londra grigia del secondo dopoguerra, Karl Braun conduce una vita apparentemente anonima: accordatore di pianoforti, uomo discreto, immigrato senza storia. Ma dietro quella normalità si cela Otto Reitmüller, medico nazista ricercato per i crimini commessi nei campi di concentramento. Emeric Pressburger costruisce un thriller morale teso e disturbante, in cui la fuga dal passato diventa un’ossessione destinata a crollare. Le perle di vetro è un’opera sospesa tra allegoria e introspezione, che interroga il lettore sul confine sottile tra identità, colpa e umanità.
Emeric Pressburger, Le perle di vetro, trad. Alessandro Storti, Astoria Edizioni, pp. 272, euro 20,00

 

 

Olivia Shred è brillante, magnetica, apparentemente invincibile: la sorella perfetta agli occhi di tutti. Amy, invece, è il suo opposto, più silenziosa, prudente, sempre in ombra rispetto alla sua energia travolgente. Ma dietro il carisma di Ollie si nasconde un’instabilità sempre più evidente, che presto trova un nome preciso: disturbo bipolare. Betsy Lerner racconta in Sorelle d’ombra un legame familiare intenso e contraddittorio, fatto di amore, distanza e dipendenza emotiva. Tra crisi, tentativi di salvezza e identità che si costruiscono per contrasto, emerge il ritratto potente di due sorelle incapaci di separarsi davvero.
Betsy Lerner, Sorelle d’ombra, trad. Chiara Libero, Astoria Edizioni, pp. 320, euro 19,00

 

 

Nora è una giovane musicista inquieta, segnata da una memoria che non ha vissuto ma che sente addosso come un’eredità. Leone, psichiatra ebreo di mezza età, porta invece il peso diretto della Storia e delle sue ferite mai del tutto rimarginate. Il loro incontro, a Roma nel cuore del quartiere ebraico, dà vita a un dialogo fitto di silenzi, attrazione e distanza. Irene Gianeselli in Speranza intreccia intimità e identità, presente e memoria, costruendo un confronto delicato e profondo su cosa significhi appartenere a una storia che continua a interrogare il presente.
Irene Gianeselli, Speranza, Giuntina, pp. 194, euro 18,00.

 

 

 

Mercanti, rabbini, famiglie in bilico tra tradizione e modernità: nei racconti di Israel Joshua Singer prende vita un mondo ebraico dell’Europa orientale vivace e ormai scomparso. Sulle rive del Mar Nero, in una nuova edizione italiana, restituisce, con ironia e malinconia, la quotidianità di una civiltà sospesa tra fede, cambiamento e rivoluzione. Tra Odessa e i villaggi dell’entroterra, lo sguardo dello scrittore attraversa la storia con energia narrativa e lucidità sociale. Un viaggio letterario di questo sublime autore dentro la memoria dello yiddish, dove il sorriso e la tragedia convivono in equilibrio instabile.
Israel Joshua Singer, Sulle rive del Mar Nero, trad. Sofia Dilaghi, Luca Merlini. Passigli Editori, pp. 240, euro 18,00

 

 

 

Il capolavoro ritrovato di Reuveni (1886-1971) che l’Italia stava aspettando da oltre un secolo: l’affresco della città di Gerusalemme durante l’occupazione turca, scandito dalla storia di due giovani innamorati, Meir ed Ester, mentre vedono nascere, fra lotte e violenti contrasti, tra devastazione fisica e morale, lo Stato di Israele. L’autore, originario di Poltava, oggi in Ucraina, si era trasferito nel 1910 in Palestina iniziando a scrivere i primi libri in yiddish, tradotti poi da lui stesso in ebraico. Considerato un romanzo cardine del modernismo ebraico, il volume è stato sottoposto a un accurato lavoro di revisione filologica a cura di Annibale Momigliano ed è destinato a prendere il posto dei grandi classici del secolo scorso. Una menzione particolare merita la copertina che, per la gioia dei bibliofili, presenta un’illustrazione originale a penna biro realizzata appositamente per questa edizione da Lorenzo Mattotti. Piccolo spoiler: il finale è sorprendente. (M.S.)
Aharon Reuveni, Devastazione, con un saggio di Roberta Ascarelli, trad. Luca Colombo, Biblioteca Ronzani, pp. 328, euro 22,00

 

Per ragazzi (ma piacerà a tutti): Max nella casa delle spie

Max Bretzfeld ha undici anni ed è un ragazzo fuori dal comune. Nella Berlino degli anni Trenta, mentre la vita degli ebrei diventa ogni giorno più difficile, Max scopre di possedere un talento straordinario: sa costruire, smontare e modificare apparecchi radio con una naturalezza sorprendente. Quando è costretto a lasciare la Germania su uno degli ultimi treni per bambini diretti in Inghilterra, porta con sé il ricordo della famiglia e una mente brillante che non smette di cercare risposte. Sapere che i suoi genitori sono in pericolo è qualcosa a cui Max non riesce a rassegnarsi. Spinto da una determinazione incrollabile, decide di affrontare un viaggio che lo porterà molto più lontano di quanto avesse previsto. Con l’aiuto di due compagni singolari – un coboldo e un dybbuk – Max si troverà coinvolto in un’avventura rischiosa e sorprendente, in cui l’ingegno conta quanto la forza d’animo. Il nuovo libro di Adam Gidwitz – finalista del Premio Strega Ragazzi nel 2025 con La leggenda dei tre bambini magici e del loro cane santo – è una storia avvincente di intelligenza e amicizia, un romanzo che, senza rinunciare al ritmo dell’avventura, aiuta a riconoscere come le parole e le immagini possano influenzare le persone: una lezione attuale, oggi come allora. Un libro delizioso, che fa sorridere e riflettere. (Ilaria Myr)
Adam Gidwitz, Max nella casa delle spie, trad. Marina Morpurgo, Giuntina, pp. 480, euro 19,00

 

 

Mondadori pubblica David Grossman nei Meridiani

I lettori di David Grossman hanno un motivo per essere contenti, anzi due: la collana di maggior pregio di Mondadori, quella de “i Meridiani”, accoglie un doppio volume dedicato allo scrittore israeliano, tra i più famosi e letti al mondo.
L’autore fa così il suo ingresso in una pubblicazione esclusiva, nel tempio dei grandi nomi della letteratura internazionale di ogni epoca. All’interno, nelle oltre quattromila pagine, troviamo i romanzi, i reportage letterari, i racconti per bambini e ragazzi, inclusi gli interventi civili e politici. Il progetto dell’opera è stato affidato al giornalista Wlodek Goldkorn – da tempo a contatto con l’autore – che ha arricchito l’edizione firmando un saggio articolato e poderoso intitolato Alla ricerca del mondo perduto, dove mette in evidenza il contributo dato dal romanziere nel fornire un cambio di paradigma narrativo sulla Shoah e più genericamente sul significato e valore della memoria, compresa la storia dei reduci d’Europa che sono migrati in Israele. Un altro apporto di rilievo è stato affidato a Gabriel Zoran, accademico letterario dell’Università di Haifa, che nell’intervento La sottile crosta terrestre traccia l’intera produzione letteraria di Grossman e del suo contesto, delineando le principali evoluzioni sul piano tematico, stilistico e strutturale. (M. S.)
David Grossman, Opere, I Meridiani, due tomi, Mondadori, pp. 4.060, euro 140,00

 

℘ Gialli

Agosto 1944, Parigi verso la liberazione. Ma dai binari della Gare de l’Est continuano a partire treni carichi di deportati. Tra loro, tre ufficiali dei servizi segreti alleati finiscono a Buchenwald, in un sistema concentrazionario dove sopravvivere è già una forma di resistenza. Gregory Cingal costruisce in Gli ultimi della lista un thriller storico ad alta tensione, ispirato a fatti reali, in cui una lista di condannati diventa una corsa disperata contro il tempo. Una vicenda che ha dell’incredibile, tra fughe impossibili, identità scambiate e “zona grigia” morale, il romanzo intreccia precisione storica e suspense narrativa.
Grégory Cingal, Gli ultimi della lista, trad. Francesca Mazzurana. Mondadori, pp. 276, euro 21,00

 

 

Alle prime luci dell’alba, nel Mar Morto, un corpo riaffiora nell’acqua salata. Un anno prima, tra Parigi, Napoli, Londra e New York, una rete di personaggi apparentemente lontani si muove dentro un intrigo internazionale che intreccia intelligence, mondo dell’arte, politica, vita privata e potere. Al centro, Bar, israeliana cresciuta come un soldato e abilissima agente, è in fuga pericolosa e senza tregua. In un mosaico di segreti e false identità, nulla è ciò che sembra.
Paola D’Arpino Fusar Poli, L’israeliana, Editore Brè, pp. 226, euro 17,00

 

 

 

℘ Memoir

Con una scrittura essenziale e poetica, Al Shahmani ricostruisce ciò che la storia distrugge, rincorrendo tracce e sprazzi di testimonianze, unendo il dramma intimo familiare alla storia dimenticata degli ebrei iracheni. La narrazione, frammentaria come la memoria, scorre quieta attraverso il vissuto del protagonista e lo costringe a confrontarsi con un passato doloroso, mentre la riflessione sull’esilio, sull’appartenenza e sull’identità si trasforma in un canto universale di speranza e umanità. Un libro intenso, per la sua autenticità e la forza delicata delle sue immagini. (E. D.)
Usama Al Shahmani, In fondo al fiume Tigri dorme una canzone, Marcos y Marcos, pp. 172, euro 18,00

 

 

 

L’ostaggio è la testimonianza diretta di Eli Sharabi, sopravvissuto a 491 giorni di prigionia dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Tra fame, isolamento e violenze, l’autore racconta la lotta quotidiana per non perdere sé stesso e la speranza di riabbracciare la propria famiglia. Ma questo memoir non è soltanto il racconto di una tragedia: è anche una straordinaria lezione di resilienza, fede e resistenza umana. Una voce intensa e autentica che trasforma il dolore in memoria e la sopravvivenza in un atto di coraggio.
Eli Sharabi, L’ostaggio, trad. Andrea Russo e Annachiara Biagini, Newton Compton, pp. 288, euro 12,90

 

 

 

Ne I demoni di Nonna Yael Krizzuk intreccia memoria familiare, ironia e identità, trasformando le storie ripetute dalla nonna in un racconto che attraversa un secolo di storia. La scrittura, nata da quelle storie, diventa per l’autrice il modo di mantenere una promessa mai pronunciata. Il libro, dove i ricordi familiari si mescolano in modo profondo a ferite del passato, celebra una donna carismatica, capace di attraversare guerre e cambiamenti con coraggio, senza mai perdere la propria forza interiore. (E. D.)
Yael Krizzuk, I demoni di Nonna, Amazon, pp. 375, euro 15,59

 

 

 

Pubblicato a distanza di oltre ottant’anni dalla sua stesura, il libro di Margherita Sarfatti si configura come una meditazione sul fascino del potere e sulle responsabilità della cultura. Attraverso il racconto del proprio rapporto con Mussolini, l’autrice ricostruisce il ruolo avuto nella nascita del suo mito, intrecciando propaganda, ambizione e mondo intellettuale. Il tono alterna analisi storica e bisogno di giustificazione personale. Più che il profilo del dittatore, emerge una riflessione sui meccanismi del consenso e sulle illusioni delle élite. (E. D.)
Margherita Sarfatti, È colpa mia, Mussolini per come l’ho conosciuto, Pierfrancesco De Robertis (curatore), Paesi Edizioni, pp. 252, euro 19,00

 

 

Chi siamo veramente? Che cosa definisce la nostra identità ebraica? Per Simona Segre Reinah, la risposta nasce dalla canzone degli anni Cinquanta del titolo che, bambina, ascoltava con il padre e che fa da sfondo a questo raffinato memoir. Un libro che rincorre le tracce di una “quasi ebraicità”: figure familiari, cognomi, assenze, fotografie e genealogie compongono un’appartenenza imperfetta che, pur non coincidendo pienamente con una tradizione religiosa o comunitaria, continua comunque a definire una sensibilità legata alla memoria, all’eredità familiare e alle radici. (E. D.)
Simona Segre Reinach, Bing bang bong. Una storia quasi ebraica, Guerini e Associati, pp. 128, euro 18,50

 

 

Prima dei capolavori, c’era già il grande Kafka. Descrizione di una battaglia è un racconto giovanile sorprendente, in cui una passeggiata notturna per le strade di Praga si trasforma in un viaggio inquieto tra paradossi, confessioni e realtà deformate. Tra atmosfere oniriche e dialoghi che sfuggono a ogni logica, affiorano i temi destinati a rendere celebre lo scrittore. Un testo breve ma prezioso, che permette di assistere alla nascita di una delle voci più originali della letteratura del Novecento. Disponibile in diverse edizioni, l’ultima è pubblicata da Elliot.
Franz Kafka, Descrizione di una battaglia, trad. Marco Albino Pedretti con un testo di Carmen Pellegrino, Elliot, pp. 76, euro 10,00

 

 

Avevano in comune l’essere ebrei e l’essere dei letterati. Li differenziava invece il lato caratteriale: Joseph Roth, sempre bisognoso di sostentamenti, contraddistinto da scatti ricorrenti di angoscia e collera, frenati solo dall’alcol; Stefan Zweig dotato invece di temperamento più pacato e mai in cerca di incoraggiamenti o aiuti. Eppure, questo mix di contrasti non ostacola quella che si può definire una delle più singolari e nobili amicizie del Novecento. Lo possiamo intuire dal loro carteggio, che parla di una profonda stima l’uno dell’altro, dove è presente del gossip ad alto tasso culturale. (M.S.)
Joseph Roth, Stefan Zweig, Ombre folli. Lettere 1927-1938, trad, Ada Vigliani, Adelphi, pp. 516, euro 32,00

 

 

«Cari mamma e papà, spero che durante il Digiuno abbiate perso peso e fatto il pieno di virtù; adesso dovrebbe essere via libera fino a Hanukkah, a meno che non stia dimenticando qualcosa». Lo scrive Oliver Sacks, scrittore e neurologo britannico, in una lettera indirizzata ai genitori a Londra, il 3 ottobre del 1960, dal Mount Zion Hospital a San Francisco. In quel periodo aveva da poco lasciato l’Inghilterra, facendo prima un viaggio in Europa e trascorrendo anche un’estate in un Kibbutz. Sacks amava scrivere lettere, l’ha fatto per tutta la sua vita. Lo testimonia una produzione epistolare sterminata. Per intendersi: i suoi archivi riuniscono 200.000 pagine stipate in una settantina di raccoglitori. In questa corposa raccolta qui selezionata, la prima, che va dall’inizio degli anni Sessanta alla fine degli anni Settanta, possiamo entrare in contatto con la tempesta che ha caratterizzato la sua intera esistenza, alternata da periodi di intensa creatività e altri di chiusura in se stesso. Anticipiamo già, che un secondo volume, con le lettere scritte tra il 1980 e il 2015, anno della sua scomparsa, è in corso di pubblicazione sempre a cura di Adelphi. (M. S.)
Oliver Sacks, Un problema musicale. Lettere 1960-1970, a cura di Kate Edgar, trad. Isabella C. Blum, con 18 foto colori e bn, Adelphi, pp. 574, euro 28,00

 

 

℘ Israele e Medio Oriente

Il Medio Oriente non è mai fermo: cambia volto, alleanze e confini invisibili. In Il nuovo Medio Oriente, Giovan Battista Brunori prova a decifrare questo movimento continuo, raccontando il declino della “mezzaluna sciita” e la nascita di nuovi equilibri tra Iran, Golfo e Israele. Più che sul singolo conflitto israelo-palestinese, il libro si concentra sulla grande scacchiera della regione: energia, sicurezza, strategie di potere. Un’inchiesta geopolitica dal ritmo giornalistico che trasforma il caos mediorientale in una mappa leggibile, senza semplificarlo. A dare profondità al racconto contribuiscono anche le voci di osservatori come Federico Rampini, Maurizio Molinari, Piero Fassino e Claudio Pagliara.
Giovan Battista Brunori, Il nuovo Medio Oriente. Il declino della mezzaluna sciita, Belforte Salomone, pp. 206, euro 25.00

 

Un pamphlet lucido e polemico che entra nel cuore del dibattito contemporaneo su Israele. In Maledetto Israele! Niram Ferretti analizza la crescente delegittimazione dello Stato ebraico dopo il 7 ottobre, tra media, istituzioni e opinione pubblica occidentale. Il libro intreccia cronaca politica e riflessione sull’antisemitismo contemporaneo, cercando di ricostruire il contesto storico e culturale di una ostilità sempre più radicale. Senza toni apocalittici, ma con nettezza argomentativa, l’autore invita a interrogarsi sui meccanismi della narrazione e sulla costruzione del “nemico” nello spazio mediatico globale.
Niram Ferretti, Maledetto Israele! La crociata contro lo Stato ebraico, prefazione di Giuliano Ferrara, Liberilibri, pp, 128, euro 15,00

 

 

«Vi siete mai trovati a cena con qualcuno che comincia a parlare di Israele e vorreste fuggire in un’altra stanza?». Da questa domanda prende avvio Per parlare di Israele. L’autore affronta qui un viaggio nella storia del conflitto israelo-palestinese e della nascita dello Stato di Israele. Con passo cronologico e tono accessibile, il libro intreccia sguardi israeliani, palestinesi e occidentali, restituendo la complessità senza scorciatoie né semplificazioni.
Daniel Sokatch, Per parlare di Israele. La storia di come si è arrivati fin qui, trad. Marinella Magrì, illustratore Christopher Noxon, Editore Altrecose, pp. 492, euro 20,00

 

 

Un libro che riporta Gaza dentro la storia, sottraendola alla sola cronaca o al mito politico. In Storia di Gaza, Arturo Marzano ricostruisce oltre un secolo di trasformazioni, dall’epoca ottomana a Hamas, mostrando una realtà stratificata fatta di fratture interne e vita quotidiana. Gaza non è un blocco monolitico, ma un territorio complesso in cui politica, società ed economia si intrecciano. Un saggio che rifiuta le semplificazioni e restituisce profondità a un luogo spesso ridotto a simbolo, riportandolo dentro una vicenda intricata che non è solo politica e militare, ma anche culturale, demografica, sociale ed economica.
Arturo Marzano, Storia di Gaza. Terra, politica, conflitti, Il Mulino, pp. 456, euro 26,00

 

Un dialogo serrato, senza rete, su ciò che oggi significa essere ebrei nel tempo della guerra. In Ebrei in guerra, Gad Lerner e il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni si confrontano su antisemitismo, Israele, diaspora, sionismo e identità, senza sconti reciproci né diplomazie di circostanza. Ne emerge un mosaico di fratture e appartenenze, dove il dissenso non è un dettaglio ma una parte essenziale della storia. Un libro breve ma densissimo, che racconta come il 7 ottobre abbia ridisegnato il rapporto tra ebrei europei, Israele e opinione pubblica occidentale, aprendo domande che restano tutte ancora senza risposta.
Gad Lerner, Riccardo Shemuel Di Segni, Ebrei in guerra. Dialogo tra un rabbino e un dissidente, Feltrinelli, pp.176, euro 16,00

 

 

 

Oggi più che mai è necessario capire che cosa sia, e che cosa sia stato, il sionismo: un movimento di autodeterminazione e di libertà nazionale. Interviene allora Scalise, con una nuova traduzione dal tedesco – più vicina ai lettori di oggi – di uno dei testi fondatori del sionismo politico: Der Judenstaat, pubblicato nel 1896 dal viennese Theodor Herzl. Il ripensamento parte dal titolo, reso non come “Stato ebraico” ma “Stato degli ebrei”: non un’astrazione, ma un popolo concreto che rivendica la propria sovranità. Per Herzl la questione ebraica non era né religiosa né sociale, ma politica, da affrontare su scala mondiale con uno Stato moderno, laico, democratico e pluralista. Riproporre questo classico di fronte alla nuova ondata di “antisionismo” significa restituire al sionismo la sua lingua originaria. (S. T.)
Theodor Herz, Lo Stato degli ebrei, trad. Daniele Scalise, SeferOttobre (Associazione Setteottobre), pp. 126, euro 15,00

 

Se c’è una lezione da imparare dopo tutto quello che è successo dal 7 ottobre 2023 ad oggi, è che è un’illusione pensare che regimi autoritari e organizzazioni terroristiche possano essere sconfitti solo con la diplomazia e il diritto internazionale. A fare luce su questo e molti altri aspetti dei conflitti che stanno martoriando il Medio Oriente vi è l’ultimo libro del giornalista Carlo Panella, prezioso perché foriero di una visione pragmatica e realista. I pacifisti si illudono di poter vivere in un mondo senza il male. Panella riconosce che il male esiste, e quando si presenta deve essere affrontato. (Nathan Greppi)
Carlo Panella, Israele, lo Stato necessario. Il mondo non ne può fare a meno, paesi arabi inclusi, Rubbettino, pp. 240, euro 18,00

 

 

La verità, per essere creduta, va dimostrata pezzo dopo pezzo. È ciò che fa Nathan Greppi nel suo ultimo libro, Fact-checking su Israele. L’altra faccia della storia riconfermando lo stile rigoroso che lo caratterizza. Il titolo è una dichiarazione d’intenti: riportare il dibattito su Israele e sul conflitto mediorientale “sul terreno dei fatti”, contrastando slogan e sfatando narrazioni distorte, semplificazioni e disinformazione. Lo fa con un linguaggio giornalistico asciutto e lineare, implacabile nel corredo delle fonti e dei dati finemente verificati e contestualizzati. La chiarezza è manifesta nell’efficace struttura tematica, introdotta dalla prefazione di Giovanni Scipioni Rossi e chiusa da un’intervista a Yigal Carmon, ex colonnello dell’intelligence militare israeliana e fondatore di MEMRI. Greppi affronta questioni polarizzanti per sfatare narrazioni diffuse, evidenziando errori e doppi standard, mediante una selezione di fonti che rappresentano pluralità di prospettive accademiche, istituzionali e autoriali. (E. D.)
Nathan Greppi, Fact-checking su Israele. L’altra faccia della storia, Lindau, pp. 140, euro 16,00

 

Le porte di Gaza narra la storia dell’attacco terroristico del 7 ottobre 2023 al kibbuz di Nahal Oz, vissuta dal giornalista Amir Tibon e dalla sua famiglia. Il libro intreccia testimonianza, reportage e analisi critica per raccontare il trauma che ne è derivato e le sue conseguenze sulla società israeliana. Si concentra sul fallimento delle istituzioni e sulla fragilità di un’idea di sicurezza nazionale, attraverso un’oggettiva ed equilibrata ricostruzione dei fatti. Una lucida e antiretorica riflessione sul tradimento politico, sulla memoria collettiva e sulla possibilità di mantenere viva una speranza di convivenza nonostante la violenza. (E. D.)
Amir Tibon, Le porte di Gaza. Una storia di tradimento, sopravvivenza e speranza ai confini di Israele, Anna Foa (prefazione), trad. Lia Celi e Karel Plessini, Orizzonte Milton, pp. 541, euro 22,00

 

 

 

℘ Poesia

Le parole e i versi della poetessa Giovanna Rosadini, raccolte nella sua ultima opera dal titolo Cicatrici, edita nell’ottobre del 2025 da Einaudi, le hanno valso la partecipazione al Premio Strega 2026, per la sezione dedicata alla Poesia. In un tempo storico che insegue spesso ben altri valori e obiettivi, con Cicatrici Giovanna Rosadini ha portato allo Strega il tema universale della ferita che si trasforma in parola, mettendo a nudo la vulnerabilità umana e innalzando i concetti di sacro e spirituale. Quale funzione e quale miglior senso è quindi possibile dare oggi alla Poesia? «Per quanto mi riguarda la poesia ha e ha avuto una funzione taumaturgica, come credo sia e valga per tutta l’arte in generale, e questo sia per chi la fa sia per chi ne fruisce – spiega Rosadini -. Di salvezza, verrebbe da dire: dal male, dalla solitudine, dalle mancanze, dalle fratture/ferite cui la vita inevitabilmente ci espone». (Ilaria Ramazzotti)
Giovanna Rosadini, Cicatrici, Einaudi, pp. 88, euro 11,00

 

 

℘ Saggistica e varia

L’analisi della vergogna nella storia e nella cultura, a partire dall’Iliade e da S. Agostino, il rapporto con la colpa, l’attualità… questo il tema del saggio che dà il titolo al libro di Carlo Ginzburg. Nei saggi compaiono i maestri, studiati o conosciuti, i contemporanei, i protagonisti intellettuali del Novecento. E affiorano i ricordi della famiglia, del padre Leone, co-fondatore della Einaudi, antifascista rigoroso, ucciso dai nazisti a Regina Coeli nel febbraio ’44 e della madre, la scrittrice Natalia Levi Ginzburg. «Il paese al quale apparteniamo non è, come vuole la retorica, quello che si ama, ma quello di cui ci si vergogna, o di cui ci si può vergognare», scrive Ginzburg. (Anna Balestrieri)
Carlo Ginzburg, Il vincolo della vergogna. Letture oblique, Adelphi, pp. 275, euro 28,00

 

 

Cinque studiosi accettano una sfida ardua: immaginare l’ebraismo tra cento anni. Muovendo da un’intuizione di Primo Levi – ciò che è accaduto può tornare, mai identico ma adattato ai tempi – il volume affronta in cinque capitoli il futuro della religione ebraica (Di Segni), del popolo (Della Pergola), dell’antisemitismo (Lucrezi), del mondo (Calò) e dell’ebraismo stesso (Tagliacozzo). Ne emerge una riflessione rigorosa e misurata, percorsa dalla tensione tra Stato e religione, diaspora e Israele, universalismo democratico e particolarismo nazionale. Tra demografia, halakhah e geopolitica, il libro lega la sopravvivenza ebraica non alla sola biologia o alle armi, ma alla memoria e al simbolo. Nato in casa Sopher sull’onda del 7 ottobre, è un saggio che guarda al futuro per costringere il lettore a interrogare il presente. (S. T.)
Emanuele Calò, Sergio Della Pergola, Riccardo Shemuel Di Segni, Francesco Lucrezi, Luciano Baruch Tagliacozzo, 2126. Il futuro degli ebrei, Sopher, pp. 178, euro 21,00

 

Che cos’è una cicatrice? È il segno fisico della guarigione ma è anche memoria del trauma, simbolo di resilienza e capacità di rigenerazione. È il passaggio dalla vulnerabilità alla forza, è il valorizzare la crepa, è il dolore che si trasforma in segno. Un potente concetto filosofico e poetico quello della cicatrice, un tema caro alla poetessa Giovanna Rosadini, tra le voci più alte e significative della poesia contemporanea, a cui oggi giunge a rendere omaggio un volume di brevi saggi, analisi e riflessioni a firma di scrittori e studiosi di letteratura (da Maria Grazia Calandrone a Franca Alaimo, da Roberto Galaverni a Gerardo Masuccio a Marta Celio e molti altri). Un viaggio nell’universo poetico di Rosadini, alle sue scaturigini, a partire dalla lettura di Bereshit e Shemot e dell’opera di Eugenio Montale fino a giungere all’esperienza personale del dolore patito sul proprio corpo, un’esperienza di morte e rinascita come pochi hanno saputo narrare. (F. D.)
A cura di Marta Celio, Corpo e identità – La poesia di Giovanna Rosadini, Puntoacapo editore, pp.91, euro 14,00

 

La celebre studiosa di fenomeni psichici affronta oggi il tema della Shoah e di come sia possibile, grazie alle tecniche dell’ipnosi, guarire da ferite che non cicatrizzano e che rischiano di essere rivissute di generazione in generazione. A partire dalla propria storia famigliare e personale (la sua famiglia scampò per un soffio all’eccidio nazista di Meina ad eccezione dello zio Vittorio che vi perì), Manuela Pompas ha imparato a riconoscere le memorie che riemergono nostro malgrado, i vissuti emotivi ereditati e precedenti alla nostra nascita, quel patrimonio emotivo che ci portiamo dentro come fosse un DNA parallelo con esperienze di dolore che chiedono di essere guarite e che sono la dolente eredità, un’ingombrante valigia che ci viene consegnata da generazioni precedenti. Così, attraverso i racconti di altri e del proprio vissuto, attraverso tecniche di ipnosi e regressione, Pompas tenta di riemergere dal buio di un passato che non passa. E di farne dono agli altri. (F. D.)
Manuela Pompas, Riemergere dal buio dell’anima – Quando il Passato ritorna sotto ipnosi, Tecniche nuove, pp. 176, euro 15,90

 

Centomila è solo il numero di opere, tra sculture e dipinti, razziate dal Terzo Reich, specialmente agli ebrei, che attendono ancora di tornare a casa, dalla fine della Seconda guerra mondiale. Elie Wiesel diceva che nazisti prima di essere degli assassini sono stati dei ladri. La sua definizione è riscontrabile nella quantità di beni di pregio trafugati: superiore alle spoliazioni compiute da Napoleone e a quelle di qualsiasi altro saccheggio del passato. Il saggio affronta l’argomento spaziando dai ritrovamenti nei grandi musei alle scoperte più recenti, fino alle restituzioni negate ai legittimi proprietari. Per l’autore, già inviato de Il Messaggero, scrivere questo libro è stato un obbligo civile nei confronti dell’arte, della storia e della memoria. (M.S.)
Fabio Isman, L’arte razziata dai nazisti. Gli ultimi prigionieri di guerra, il Mulino, con illustrazioni a colori, pp. 232, euro 17,00

 

 

I ritratti in penombra di Ephraim Bueno del 1647 o quelli più luminosi di Menasseh Ben Israel del 1636. O ancora, il Mosè che a braccia innalzate è catturato nel momento di scagliare lontano le tavole in un gesto disperato e dolente. Ecco ancora il doppio ritratto olio su tela della giovane sposa ebrea che con gesto intimo e domestico accoglie la mano del marito che si posa sul suo seno (1666). Siamo ad Amsterdam, nello studio di Rembrandt, nel cuore del mondo ebraico della città, quartiere di Vlooienburg, immersi nel rumore concitato di canali e strade dove si affollano gli ebrei sefarditi di terza e quarta generazione, fuggiti un secolo prima dalla penisola iberica. Dalle sue finestre, il maestro olandese poteva osservare la sinagoga di fronte, la casa di rabbi Mortera, ascoltare il portoghese degli ebrei che si affrettavano ai negozi, annusare il profumo dei cibi in preparazione per Shabbat. E dalla penna di Steven Nadler, uno dei più accreditati studiosi del Seicento olandese (e di Baruch Spinoza), e dalla ristampa del suo avvincente saggio, possiamo rivivere il curioso sodalizio tra Rembrandt e i suoi numerosi vicini di casa, ovvero la comunità degli ebrei portoghesi di Amsterdam che presto diventeranno i suoi committenti. (F. D.)
Steven Nadler, Gli ebrei di Rembrandt, Einaudi, pp. 275, euro 32,00.

 

Monete, francobolli, medicine, prodotti per l’igiene e la cura del corpo. Durante il Ventennio, la politica era penetrata anche nei più disparati prodotti della vita quotidiana. Dietro questi beni apparentemente innocui si celava una strategia che andava a intrecciarsi con la nascente società dei consumi e dello spettacolo. Attraverso un approccio storiografico originale, la studiosa indaga il ruolo svolto da questi oggetti di uso comune, nel progetto di costruzione del consenso promosso dalla dittatura fascista. Ne emerge il volto meno evidente del regime: una sofisticata opera di persuasione diffusa, capillare e quasi impercettibile, che affiancava la propaganda più esplicita e aggressiva. Una ricerca inedita che fa luce sui meccanismi più sottili del totalitarismo mussoliniano. (M.S.)
Emanuela Scarpellini, Il fascismo delle cose. Oggetti e consumi nel Ventennio, Einaudi, pp. 400, euro 29,00

 

 

Un ritratto virile e a petto nudo mentre miete un campo di grano. A cavallo di un destriero con la spada sguainata lanciata verso il cielo. Un ritratto a mezzo busto intimo e pensoso che suggerisce pacatezza, forza, tranquillità. Oppure il suo volto che compare su un santino, fotografato accanto alla classica immaginetta di una martire e santa che fa il gesto di proteggerlo. Benito Mussolini, si sa, orchestrò come mai prima di allora la costruzione della sua icona politica. A raccontarci il fenomeno in maniera esaustiva, appassionata e ben documentata giunge oggi uno studio che spiega la strategia visiva con cui si affermò il fascismo, come fu plasmata la cultura di massa dell’epoca, come Mussolini inventò una tecnica di comunicazione fino ad allora mai vista e che dieci anni dopo Hitler avrebbe copiato in maniera pedissequa. Ricco d’immagini, il volume della studiosa italo-inglese ripercorre foto dopo foto la costruzione di un culto della personalità pensato a tavolino, un testo più attuale che mai in un momento in cui la politica si fa spettacolo e l’autorità si costruisce frame dopo frame. Antola Swan analizza il linguaggio visivo del regime, la costruzione dell’icona del Duce e una tecnica di propaganda che ha fatto storia e il cui copyright è tutto tristemente italiano. (F. D.)
Alessandra Antola Swan, Fotografare Mussolini – La costruzione di un’icona politica, Meltemi, pp. 406, euro 25,00

 

 

Ogni tirannide si annuncia con un sovvertimento delle parole e del linguaggio, come squilli di tromba in lontananza. Lo sa bene Viktor Klemperer che col suo leggendario saggio ci consegnò un documento che è un unicum da rileggere perché quanto mai attuale: uno dei testi irrinunciabili per capire che cosa davvero accadde nella Germania nazista, la testimonianza in presa diretta di un filologo e letterato dalla rara sensibilità che con una scrittura immediata e asciutta ci catapulta nella realtà quotidiana delle vie di Monaco di Baviera e Berlino nel periodo nazista. Questo straordinario diario dispiega, giorno dopo giorno, l’esperienza della distruzione, la violenza, il respiro di morte che dilaga come se fosse la cosa più normale, il crescendo della persecuzione e il clima parossistico in cui precipitò la Germania dal 1933 al 1945. Con piglio da cronista, Klemperer lo fa osservando il nuovo tedesco dei nazi, il progressivo imbarbarimento della lingua parlata, ricordandoci che ogni potere prima ancora di affermarsi inventa e conia nuove parole ed espressioni, sottoponendo la lingua a una torsione che distrugge i suoi significati consolidati. Un classico insostituibile da rivisitare, che tutti vorremmo leggere. (F. D.)
Viktor Klemperer, LTI La lingua del Terzo Reich – Taccuino di un filologo, Giuntina, pp. 418, euro 20,00

 

«In Eugenio Colorni la ricerca della verità non fu mai disgiunta dall’azione. Pensiero e vita politica si richiamavano continuamente come due momenti di una stessa responsabilità. (…). La sua figura appartiene a quella minoranza di intellettuali che seppero opporti al fascismo non soltanto con le idee ma con la propria vita». Così il filosofo Norberto Bobbio parlava del filosofo e militante socialista ebreo, ucciso alla fine del maggio 1944 a Roma da due uomini della Banda Koch. Arrestato nel 1938 e confinato a Ventotene, con Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, Colorni contribuisce all’elaborazione e diffusione del Manifesto di Ventotene, primo progetto di una federazione europea. Ora la biografia di Massimiliano Coccia ricostruisce attraverso documenti, lettere e testimonianze la complessità della figura di straordinario rilievo di Eugenio Colorni, resistente e uno degli spiriti più lucidi del suo tempo. (I. M.)
Massimiliano Coccia, Eugenio Colorni. Per un’Europa libera e unita, Giuntina, pp. 196, euro 18,00

 

La violenza dei pogrom, l’esilio, l’arrivo in un mondo straniero, il dolore per la perdita della moglie Bella e la tragedia collettiva della guerra: sono questi i temi del libro dedicato a Marc Chagall, un progetto editoriale esclusivo presentato dalla galleria NOTTE, a cura di Mattia Melzi e Carolina Lanfranchi. Concepito come un’opera d’arte, il volume è stato stampato in una tiratura limitata di 98 copie, una per ogni anno della sua vita. Significativo è l’apporto dato dai testi del critico d’arte Francesco Bonami, dello psichiatra Vittorino Andreoli, dello scenografo Dimitri Capuani e del pittore Mario Raciti: sensibilità, vedute e linguaggi diversi che sanno incontrarsi tutti assieme sotto il segno di un grande artista. (M.S.)

The Marvellous Flight of a Man Suspending Grief (di autori vari) è disponibile presso Galleria NOTTE, Via Bigli 11, 20121 Milano, Tel. 02 38235778 – info@nottegallery.com

 

Il passato? Un elenco di crimini e nefandezze senza fine. Il presente? Uno sprofondo deprimente. Il futuro? Incerto, asfittico, angosciante. A questa narrazione da fine del mondo, Claudio Cerasa, direttore del quotidiano Il Foglio, ha deciso di dire basta. È ora di finirla. Come? Proponendo vaccini e antidoti contro il pessimismo imperante e redigendo una sorta di manifesto contro il catastrofismo dei pessimisti da bar. È il pamphlet di uno spirito ribelle contro gli apocalittici di oggi e gli integrati di domani. Contro la retorica del declino e della crisi a oltranza, contro il circo mediatico del rancore e della gogna, contro il senso di colpa dell’Occidente, contro l’allarmismo dei media, contro il virus della paura e dell’ansia. Sul banco degli imputati? Ovviamente i comunicatori e i giornalisti, i talk show televisivi e radiofonici con il loro pressapochismo, con i contenuti ansiogeni, con la fuffa che ti costringe a non affrontare le priorità. Munito di fatti, ricerche e dati, Cerasa smonta pezzo per pezzo la nostra percezione indotta e fasulla ovvero che vada sempre tutto storto. Lavoro, accesso alle cure e alla salute, benessere diffuso…, mai periodo storico ha beneficiato di tanto, mai povertà e mortalità infantile sono state così basse. “L’ottimista, scrive Cerasa, quando si parla di Europa, non è chi ignora i problemi ma è chi vede anche nelle imperfezioni un margine di miglioramento, è chi vede delle opportunità anche quando nascono delle crisi, chi capisce che per avere fiducia nel futuro occorre difendere tutto ciò che permette di salvaguardare la nostra libertà, di governare il caos, di combattere il disordine”. Perché guardare il bicchiere mezzo pieno è un esercizio difficile, spericolato ma assolutamente e doverosamente possibile. (Fiona Diwan)
Claudio Cerasa, L’antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo, Silvio Berlusconi Editore,  pp. 228, euro 19,00

 

 

Il lento naufragio della vecchia Europa? Il glorioso continente che si sta inabissando come il Titanic al suono dell’orchestrina, sorseggiando uno spritz in bermuda? Ebbene sì. I fatti parlano da soli: fughe di giovani cervelli, culle vuote e deserto demografico, antisemitismo, immobilismo economico, città islamizzate, il fallimento del multiculturalismo, odio di sé e perdita delle proprie radici spirituali e culturali… Un mondo europeo infantilizzato, popolato da pacifisti edulcorati che quando incontrano un leone sperano che sia vegano: un continente in crisi di autostima, in preda a relativismo e barbarie; ma nessuna società può vivere a lungo in un vuoto simbolico. Un ritratto spietato e senza ipocrisie di una Europa diventata il nano da giardino del mondo, nel prato della storia. Paese dopo paese, Giulio Meotti snocciola dati, analizza numeri, ricerche, fatti di cronaca e con la consueta verve giornalistica, propone un vademecum lucido e disincantato per cambiare rotta prima che sia tardi, un bagno di chiarezza in un’attualità sempre più difficile da decodificare. Con un mantra ripetuto: che Roma, Atene e Gerusalemme non sono negoziabili, che una civiltà non è un software aggiornabile ma una pianta che o la innaffi o muore. (F. D.)

Giulio Meotti, Titanic Europa. La fine misteriosa dell’Unione Europea, Liberilibri, pp. 256, euro 18,00

 

℘ Storia

 

Per molto tempo, la saggistica storica relativa all’Italia fascista ha ricordato il Governatorato di Dalmazia come una “zona della salvezza” per gli ebrei, la cui comunità più consistente in Dalmazia era quella di Spalato, e che crebbero di numero con l’arrivo degli ebrei in fuga dalle persecuzioni nella Croazia governata dagli Ustascia. Il saggio di Federico Goddi, storico dell’Università la Sapienza di Roma ed esperto dei Balcani durante la Seconda Guerra Mondiale, si pone l’obiettivo di fare luce su una realtà complessa e sfaccettata, generalmente poco conosciuta dai non addetti ai lavori. (N. G.)
Federico Goddi, Il prezzo della salvezza. Fascismo e “questione ebraica” in Dalmazia (1941-1943), Giuntina, pp. 310, euro 20,00

 

 

Tra i più prolifici e affermati studiosi di storia ebraica in Italia, Riccardo Calimani narra eventi e personaggi di un’avventura intellettuale unica, quella degli ebrei tra Ottocento e Novecento in due paesi simbolo: Francia e Ungheria. Dall’Illuminismo in avanti vediamo srotolarsi la nascita del franco-giudaismo, le parabole identitarie di Emile Durkheim (il padre della moderna sociologia) e di Henry Bergson, di Marcel Proust e di Marc Bloch, di Leon Blum, Simone Weil, Raymond Aron. Parallelamente ecco ancora dipanarsi a Budapest (detta Judapest, all’epoca), la vicenda di personaggi eccezionali come Ferenc Molnar e Georgy Lukacs, di Tibor Dery, Sandor Ferenczi, Arthur Koestler, fino al premio Nobel Imre Kertész. Una cavalcata appassionante nella storia delle idee e dei vissuti famigliari ed ebraici di alcuni tra i grandi protagonisti del XIX e XX secolo. (F. D.)
Riccardo Calimani, Ebrei lungo la Senna e il Danubio, in Francia e in Ungheria, Belforte, pp. 518, euro 45,00

 

Riccardo Calimani attraversa venti secoli di storia per raccontare il destino inquieto degli ebrei russi, tra emarginazione, rivoluzione e rinascita. Passione e tragedia segue il cammino di una comunità costretta a reinventarsi di fronte a persecuzioni, cambiamenti politici e grandi migrazioni. Dalle rive del Volga all’epoca sovietica, prendono vita le vicende di intellettuali e protagonisti che hanno segnato il Novecento. Un saggio avvin-cente che intreccia storia, identità e memoria, restituendo il ritratto di un popolo sospe-so tra speranza e tragedia.
Riccardo Calimani, Passione e tragedia – La storia degli ebrei russi, La nave di Teseo, pp. 464, euro 20,90

 

 

Il sentimento di pulsione è tra i fattori che spiegano il temporaneo successo del fascismo: il regime esercitò il proprio potere attraverso un intreccio di paura e attrazione, di costrizione e partecipazione emotiva, di anarchia e totalitarismo, trasformando questa apparente ma consapevolissima contraddizione in uno strumento di consenso e controllo. L’autore, professore emerito alla Scuola Normale Superiore di Pisa, analizza con chiarezza le dinamiche ideologiche del movimento per restituire una visione più autentica del passato, estrapolando gli elementi che potrebbero riattivarsi. Quella pulsione, infatti, non sta ritornando: è già presente tra noi e potrebbe provenire dalla fazione politica meno sospettata da molti e, soprattutto, da chi si risentirebbe nell’essere definito un fascista dei nostri tempi, percependosi lontanissimo da quell’epiteto. Eppure, per quel misto di indifferenza selettiva verso i fatti del presente, ai quali siamo assistendo da parte di alcuni, potrebbe benissimo incarnarne alcuni tratti. Non è un caso che parte del titolo sia “noi” e non “loro”. (M. S.)
Roberto Esposito, Il fascismo e noi. Un’interpretazione filosofica, Einaudi, pp. XX – 316, euro 26,00

 

℘ Pensiero ebraico

 

Fra i saggi più raffinati dell’ebraismo italiano recente, Massimo Giuliani propone una lettura originale del rapporto tra immagine, parola e sacro nella tradizione di Israele. Non ti farai immagine alcuna mostra come il divieto biblico delle immagini abbia generato una cultura fondata su interpretazione, lettura e simbolo. Attraversando Bibbia, filosofia, mistica e arte, il libro offre una riflessione chiara e profonda sull’identità ebrai-ca oltre le letture solo politiche o geopolitiche.
Massimo Giuliani, Non ti farai immagine alcuna. Estetica e qedushà nella tradizione di Israele, Giuntina, pp. 304, euro 20,00.

 

 

 

Un’interessante e inedita rivisitazione della figura e del pensiero di Samuele Colombo, Rabbino capo di Livorno vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, studioso eclettico e vasto erudito, oratore di talento e lettore avido di giornali, riviste, libri. I suoi discorsi sulla Grande Guerra, le sue parole “col cuore in mano”, la sua avventura intellettuale ed etica: discorsi inediti e toccanti intorno alle sfide dell’ebraismo italiano dell’epoca, dal richiamo del sionismo alle lusinghe dell’assimilazione, dalla modernità incalzante al femminismo alla tragedia della Grande Guerra. Nato a Pitigliano nel 1868, allievo di Elia Benamozegh, Colombo affronta temi caldi e dobbiamo oggi a studiosi come Ariel Viterbo e D. Gianfranco Di Segni la riscoperta di testi che sono una bussola anche per i nostri difficili tempi. (F. D.)
Samuele Colombo, Discorsi per le festività, a cura di A. Viterbo e D. G. Di Segni, Belforte, pp. 246, euro 40,00

 

Un viaggio alle radici del sacro, tra fede, storia e scoperte che mettono in discussione certezze consolidate. In Indagine sul sacro, Oliviero Arzuffi esplora le origini delle grandi religioni universali, Buddismo, Ebraismo, Cristianesimo e Islam, attraverso i loro testi fondamentali, intrecciando ricerca storica, archeologia e paleografia. Dai misteriosi reperti del monte Ebal, in Samaria, alle sorprendenti evidenze di Har Karkom, nel Negev, emerge un racconto che invita a rileggere il passato con occhi nuovi e curiosità.
Oliviero Arzuffi, Indagine sul sacro, Oltre Edizioni, pp. 420, euro 25,00

 

 

 

Scritto ad Amsterdam intorno al 1740, Il sentiero dei giusti è un capolavoro della spiritualità ebraica. Espone con chiarezza l’importanza delle mitzvot, ossia i precetti, e il dovere di viverle con il cuore, in modo consapevole e intenzionale, al fine di elevare spiritualmente l’intera persona. Si rivolge all’uomo immerso nella realtà quotidiana, impegnato nei doveri professionali, familiari e sociali, indicando un percorso di crescita anche nella concretezza della vita di ogni giorno. Radicata nei testi biblici e nella letteratura rabbinica morale, l’opera addita come ideale «il perfezionamento del servizio divino nonché l’amore e il timore di Dio», ponendosi come ponte tra la qabbalà rinascimentale e il nascente chassidismo.
Mosè Chayim Luzzatto, Il sentiero dei giusti (Mesilat Yesharim), a cura di Massimo Giuliani, Giuntina, pp. 272, euro 18,00

 

Una giovane donna straniera, una terra lontana, una scelta radicale. Rut lascia tutto ciò che conosce per seguire Naomi, sua suocera, in un viaggio che è insieme ritorno e rinascita. In un mondo segnato dalla perdita e dall’incertezza, il suo gesto silenzioso apre uno spazio inatteso: quello della fedeltà che resiste, della dignità che si ricostruisce, dell’amore che si trasforma in destino. Il Libro di Rut è una storia breve e luminosa, capace di attraversare i secoli con la forza delle narrazioni essenziali. Ma è anche una soglia: entrando nel racconto, il lettore è guidato verso un insieme di valori che ne costituiscono il cuore più profondo. La lealtà, la responsabilità verso l’altro, l’accoglienza dello straniero, la giustizia sociale, la solidarietà concreta, la discrezione dei gesti giusti, la possibilità di appartenenza oltre le origini. Questo volume accompagna il lettore in un percorso completo: il testo ebraico con traduzione italiana, note e commenti dei Maestri, insieme a saggi che ne esplorano la ricchezza da prospettive diverse.
AA.VV., Il libro di Rut, Letture antiche e moderne, a cura di Erica Baricci, Davide Saponaro, pp. 280, euro 18,00

 

Ripercorrendo una selezione dei commenti alla Torà del Kli Yeqar, testo del XVII secolo che riunisce le derashot di R. Shlomoh Efrayim da Lencyca, Rav Alberto Somekh dona al lettore una riflessione sugli insegnamenti dei Maestri della tradizione ebraica attraverso uno studio che consente una prospettiva di profondo sentimento e conoscenza, un viaggio di crescita spirituale grazie agli insegnamenti biblici che hanno tanto da raccontare anche per la comprensione del mondo contemporaneo. (I. M.)
Alberto Moshe Somekh, Il rinascimento del sole, alle radici dell’ebraismo moderno. Spunti dal Kli Yeqar (1602) di R. Shlomoh Efrayim ben Aharon da Lencyca, successore del Maharal al Rabbinato di Praga, A cura di Paolo Orsucci Granata, Vol. I Esodo – pp. 487, euro 40,00, Vol. II Levitico, Numeri, Deuteronomio – pp. 381, euro 35,00

 

La Qabbalà è una disciplina complessa da definire in modo univoco, poiché comprende un insieme articolato di speculazioni dottrinali, pratiche religiose e dimensioni spirituali. Partendo da questa elaborata stratificazione, il volume propone un percorso esplorativo di una tradizione ricca e variegata. Essa si sviluppa attraverso l’adattamento di antichi materiali a contesti storici e sociali in continua evoluzione. Il testo propone un focus della materia in riferimento alla nostra penisola. L’autore, docente di Lingua e letteratura ebraica alla Sapienza Università di Roma, concentra le sue ricerche sulla circolazione di testi filosofici e mistici ebraici in Italia tra Medioevo e prima età moderna. (M.S.)
Fabrizio Lelli, La Qabbalà. Una tradizione segreta dalle origini ebraiche a oggi, Carocci, pp. 176, euro 16,00

 

 

 

“Credo che a ognuno sia dato, per un istante almeno, d’intravedere il piano concepito in cielo e di sapersi incluso, come uno dei nodi del tappeto”. Quella con le scritture sacre per Erri De Luca è una frequentazione fitta e di lungo corso. Dal contatto prolungato con le sue pagine nasce questo racconto della Torà per la viva voce dei personaggi che lo popolano. Sono autobiografie folgoranti. Erri De Luca parte dalle prime persone create, Adamo ed Eva – Adàm e Hauà –, per dare via via la voce, in ordine di apparizione, a una scelta moltitudine dei loro discendenti. Ciascuno parla in prima persona, cerca riparo nelle parole a quei fatti, oppure li rivendica, li chiarisce, li precisa. Voci potenti, piene di verità o di carità, di forza contro le avversità, di speranza, di peccati ormai irredimibili: se la presenza del divino è indubbia, è la loro umanità, il loro arbitrio a farli spiccare e a renderli memorabili.
Erri De Luca, Prime Persone, Feltrinelli, pp. 112, euro 15,00

 

Gershom Scholem, Concetti fondamentali dell’ebraismo

Quattro conferenze che Gershom Scholem tenne tra il 1956 e il 1964 in Svizzera, ad Ascona, qui riunite in “un libro smilzo all’apparenza ma tra i più profondi, audaci ed eleganti che Scholem abbia scritto”, afferma, nella sua bella introduzione, lo studioso Saverio Campanini. Certamente qui Scholem affronta temi cardine quali il concetto di redenzione e l’idea messianica nell’ebraismo, affrontando così il cuore del conflitto tra ebraismo e cristianesimo: in questa magnifica conferenza lo studioso spiega quanto sia radicale la differenza tra le due fedi. Se per l’ebraismo la venuta del Messia è un fatto storico, un evento pubblico che avviene nel cuore delle comunità e del mondo del visibile, come balzo evolutivo della coscienza collettiva, per il cristianesimo, al contrario, è un evento che accade nell’ambito dello spirituale e dell’invisibile, nell’anima del singolo, nell’interiorità, e che non corrisponde necessariamente con un mutamento esteriore dell’ordine del mondo. Altrettanto illuminante è l’analisi che Scholem fa di alcune categorie dell’ebraismo, sul senso della tradizione come patrimonio trasmesso di generazione in generazione: insomma, il rapporto tra Rivelazione e vissuto storico degli ebrei nel corso dei secoli a partire dalla tradizione ebraica così come si configurò con l’ebraismo rabbinico, da Rabbi Akivà in avanti. In questo agile volumetto troviamo inoltre un breve saggio sul concetto di tzimtzum e sull’autolimitazione di Dio che lascia spazio alla Creazione. E soprattutto c’è il rapporto personale di Scholem con la lingua tedesca, un aspetto sofferto e doloroso dopo la rinuncia alla cittadinanza tedesca e la sua alyià a Gerusalemme nel 1923, quel suo sentirsi, come fu per Walter Benjamin, Kafka e Freud, uno scrittore in lingua tedesca senza però poter dirsi mai tedesco. (Fiona Diwan)
Gershom Scholem, Concetti fondamentali dell’ebraismo, Marietti, pp. 202, euro 17,00

 

Jonathan Sacks, Alleanza e Conversazione pubblicati da Giuntina

Levitico, il libro della santità

La violenza e il sacro. I sacrifici, il sangue, l’idolatria, la guerra. Il puro e l’impuro, il capro espiatorio, e soprattutto il concetto di santità. Perché il divino è nel quotidiano, la sacralità sta nei gesti più semplici che compiamo ogni giorno. Il sacro è ciò che ci eleva e che può diventare parte delle relazioni quotidiane tra le persone. Siamo in Vayikrà, il terzo libro della Torà, molto di più di un testo normativo e rituale quanto un vademecum sorprendente per innalzare i nostri rapporti con l’altro, dall’amore per lo straniero all’idea che la santità può essere appannaggio di ciascuno e non solo di un’élite ristretta di ministri di culto. Siate santi perché IO sono Santo (19,2): è la storia di una responsabilità condivisa, il patto dell’essere soci nella Creazione (una locuzione questa che compare per la prima volta nel Levitico ma che è sempre stata scippata con enfasi dal pensiero cattolico – ripetuta ad infinitum da papa Francesco e altri prelati, Siate santi perché IO sono Santo). Situato nel cuore del Pentateuco, il Levitico continua a plasmare fino a oggi le regole della vita ebraica.

Jonathan Sacks, Levitico, il libro della santità, Alleanza e Conversazione, Giuntina, pp. 616, euro 28,00

Numeri, gli anni del deserto

I temi di Bamidbar sono cruciali: la libertà e la giustizia. Come costruire una società giusta e rapportarsi dialetticamente con il concetto di responsabilità individuale e collettiva? Un cammino accidentato quello narrato nel libro dei Numeri, il quarto del Pentateuco, un itinerario pieno di inciampi e di cadute perché non è affatto facile lasciarsi la schiavitù alle spalle senza pagare un prezzo. Senza metamorfosi interiore non si giunge da nessuna parte e solo il deserto può essere il teatro dei capitomboli di un popolo che deve imparare a diventare tale interiorizzando la lezione del Sinai. Ribellione, crisi, conflitto violento tra Legge e Libertà: il teatro della trasformazione si dipana nel racconto di Sacks e nella sua straordinaria capacità di parlare alla coscienza contemporanea. (Fiona Diwan)

Jonathan Sacks, Numeri, gli anni del deserto,
Alleanza e Conversazione, Giuntina, pp. 616, euro 28,00

 

 

℘ Shoah

Il romanzo di Edith Bruck esplora le complessità dell’animo umano, il potere delle emozioni e la forza di affrontare il passato per trovare la propria strada. Attraverso un’amicizia inattesa, il romanzo affronta il peso della Shoah e la possibilità, fragile ma necessaria, del dialogo umano. Memoria, dolore e riconciliazione si intrecciano con la limpidezza di una voce che non smette di interrogare il passato. La scrittura, sobria e priva di retorica, accompagna il lettore in una riflessione profonda su colpa, perdono e responsabilità civile. (E. D.)
Edith Bruck, L’amica tedesca, La nave di Teseo, pp. 128, euro 17,00

 

 

Capolavoro della letteratura concentrazionaria, il libro racconta l’esperienza autobiografica dell’autore nei campi di concentramento di Buchenwald, Gandersheim e Dachau. Una lucida testimonianza sull’orrore dei lager e sulla dignità dell’uomo che, sfidando l’annientamento fisico, decreta la propria appartenenza alla “specie umana”. Il nazismo non viene descritto come follia, bensì come un sistema razionale e organizzato, La scrittura ha un valore terapeutico che permette all’autore di elaborare il trauma e lasciare memoria. (E. D.)
Robert Antelme, La specie umana, Domenico Scarpa (curatore), trad. Stefania Ricciardi, Einaudi, pp. 496, euro 23,00

 

 

Il romanzo è ambientato nella Praga occupata dai nazisti. Attraverso la vita del protagonista, un ebreo escluso dal lavoro e dalla società in attesa della deportazione, racconta l’Olocausto nella sua dimensione più quotidiana e disumana. In uno stile sobrio, che oscilla tra il grottesco e l’ironia, l’autore ritrae i piccoli gesti e le paure ordinarie che rivelano il profondo senso della solitudine e della perdita d’identità. Un testo duro e inquietante, ma letterariamente incisivo in cui la scrittura, con i rimandi ai Salmi, diventa poetica. (E. D.)
Jiri Weil, Una vita con la stella, trad. Giuseppe Dierna, Einaudi, pp. 352, euro 22,00

 

 

 

Per oltre trent’anni Josef Mengele, il famigerato “Angelo della morte” di Auschwitz, riuscì a sottrarsi alla giustizia. Ma chi lo aiutò a scomparire? In Nascondere Mengele, Betina Anton ricostruisce con rigore e tensione narrativa la rete di amici, simpatizzanti e complici che ne rese possibile la fuga in Sud America. Al centro dell’indagine emerge una figura sorprendente: Liselotte Bossert, insegnante e custode di un segreto rimasto nascosto per decenni. Un libro che svela i retroscena di una delle più incredibili latitanze del Novecento.
Betina Anton, Nascondere Mengele. Come una rete nazista ha protetto l’«Angelo della morte», trad. Sara Cavarero, Giulio Einaudi Editore, pp. 320, euro19,00

 

Il processo di Norimberga come non è mai stato raccontato. In The Nuremberg Women, Natalie Livingstone accende i riflettori sulle donne che vissero da protagoniste silenziose uno degli eventi chiave del Novecento: interpreti, testimoni, giornaliste e osservatrici finora rimaste ai margini della grande storia. Con uno stile coinvolgente e una rigorosa ricerca documentaria, l’autrice offre una prospettiva originale e profondamente umana. Ancora inedito in Italia, è una lettura preziosa per chi legge in inglese e ama la storia raccontata da angolazioni inaspettate.
Natalie Livingstone, The Nuremberg Women, (Le donne di Norimberga), John Murray Press, pp. 390, euro 25,00

 

 

 

Nel libro sono presenti numerosi nomi e storie di ebrei che negli anni ’30 e ‘40 vivevano a Novara, italiani e stranieri, i quali subirono prima l’avvento delle Leggi Razziali nel 1938 e poi le deportazioni dal 1943. In quel frangente, ci furono sia persone solidali che li aiutarono, sia profittatori che si presero le loro case. Frutto di una lunga e approfondita ricerca d’archivio, il volume di Anna Maria Cardano, per anni insegnante in una scuola superiore di Novara, offre uno spaccato di ciò che l’Italia ha perduto, e di ciò che potrebbe perdere di nuovo se non impara dagli errori del passato. (N. G.)
Anna Maria Cardano, Novara e la Shoah. Presenza e persecuzione antiebraica tra indifferenza, complicità e soccorso, Interlinea, pp. 208, euro 24,00

 

Olocausto. In Europa è stato a lungo adottato questo termine per indicare lo sterminio degli ebrei attuato dai nazisti tra il 1939 e il 1945. Shoah è il film realizzato da Claude Lanzmann nel 1985, che utilizza una parola ebraica destinata, da quell’istante, a entrare progressivamente nell’uso comune, ridefinendo il modo stesso di nominare il genocidio. La pellicola si caratterizza per la sua ampiezza e per la struttura complessa, costruita attraverso le testimonianze di persone legate ai luoghi dell’annientamento. Questi spazi, oggi vuoti e silenziosi, diventano però elementi fondamentali della narrazione della memoria. Il saggio prende in esame l’opera, la sua costruzione e il suo ruolo nella storia del cinema e nella produzione del regista francese. (M.S.)
Francesco Pitassio, Shoah di Claude Lanzmann. Una finzione del reale, Carocci, pp. 128, euro 14,00

 

 

℘ Scienza

La nostra mente quando assorbe le immagini che vediamo, vi applica poi le esperienze, i ricordi e i sentimenti individuali. Come spiegare quindi i vari stati d’animo che si provano quando siamo di fronte ad un capolavoro di Chaïm Soutine o di Oscar Kokoscha? A parlarne dentro un meraviglioso girone ricco di foto, dipinti, sculture e dettagliate illustrazioni scientifiche è il premio Nobel per la medicina Eric Kandel. Il grande neuroscienziato, noto per aver scoperto i meccanismi biochimici responsabili della formazione della memoria nelle cellule nervose, indaga il modo in cui la macchina creativa, ovvero il nostro cervello, vive l’esperienza dell’arte. Ogni saggio, qui presente, approfondisce un punto specifico dei legami tra arte e scienza: in uno di questi, oggetto dei più recenti studi, viene descritta la risposta percettiva ed emotiva dell’osservatore all’arte figurativa e all’arte astratta. Interessante la parte in cui viene messa a confronto la pittura e la scultura, la trattazione sugli artisti ebrei e il tema dell’atteggiamento ebraico verso la creazione di immagini. (M. S.)
Eric R. Kandel, Arte e Scienza, trad. Silvio Ferraresi, Raffaello Cortina, pp. 256, euro 26,00