di Davide Cucciati
Davanti a circa 1.800 persone riunite presso il Palacio Libertad, Milei ha esaltato i “valori giudeo-cristiani”, sostenendo che quando essi vengono abbracciati “la vita spirituale e quella materiale si allineano e risuonano sulla stessa lunghezza d’onda”. Il suo intervento, durato circa quaranta minuti, ha avuto un’impostazione quasi interamente religiosa, con riferimenti alla Torah, alla tradizione ebraica e al rapporto tra libertà, lavoro e responsabilità morale.
La vicinanza di Javier Milei al mondo ebraico è ormai uno dei tratti più riconoscibili della sua presidenza. Lunedì 8 giugno, a Buenos Aires il presidente argentino ha partecipato a un evento organizzato in occasione del 32° anniversario della scomparsa del Rebbe di Lubavitch, Rabbi Menachem Mendel Schneerson. Secondo quanto riportato da Jewish Telegraphic Agency, si tratterebbe del primo caso di un capo di Stato non ebreo in carica che rende un omaggio ufficiale al Rebbe durante una manifestazione pubblica di Chabad.
Davanti a circa 1.800 persone riunite presso il Palacio Libertad, Milei ha esaltato i “valori giudeo-cristiani”, sostenendo che quando essi vengono abbracciati “la vita spirituale e quella materiale si allineano e risuonano sulla stessa lunghezza d’onda”. Il suo intervento, durato circa quaranta minuti, ha avuto un’impostazione quasi interamente religiosa, con riferimenti alla Torah, alla tradizione ebraica e al rapporto tra libertà, lavoro e responsabilità morale.
Il presidente argentino, eletto nel 2023 e dichiaratamente vicino a Israele, ha più volte visitato la tomba del Rebbe Schneerson a New York, si è recato al Kotel a Gerusalemme e ha donato al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu un’immagine del Rebbe. Milei ha anche dichiarato di voler intraprendere un percorso di conversione dopo la conclusione del mandato presidenziale, ritenendo l’osservanza delle mitzvot, in particolare lo Shabbat, difficilmente compatibile con le responsabilità di governo.
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Il dato politico più significativo va oltre l’evento Chabad: l’Argentina di Milei sta cercando di presentarsi come una possibile destinazione per gli ebrei europei preoccupati dall’aumento dell’antisemitismo. Nei giorni scorsi, il ministro degli Esteri Pablo Quirno ha invitato pubblicamente gli ebrei britannici ed europei a considerare il Paese, definendolo una nazione in crescita, con una posizione forte contro l’antisemitismo e sede della più grande comunità ebraica dell’America Latina. La formula usata da Quirno è stata esplicita: “Gli ebrei britannici ed europei dovrebbero prendere seriamente in considerazione l’Argentina. Siete i benvenuti”. Un messaggio che assume un valore particolare in un momento in cui diverse comunità ebraiche europee denunciano un peggioramento del clima pubblico dopo il 7 ottobre e durante la guerra a Gaza. Intervistato dalla Jewish Telegraphic Agency, l’ambasciatore israeliano a Buenos Aires, Eyal Sela, ha dichiarato di condividere questa valutazione, pur precisando che Israele resterà sempre il luogo centrale della vita ebraica: “Oggi l’Argentina è un posto molto migliore dell’Europa per gli ebrei”.
Nel corso del suo intervento al Palacio Libertad, Milei ha anticipato alcuni temi del suo prossimo libro, Morality as State Policy. Il presidente argentino sostiene che il capitalismo sarebbe un sistema concepito “dal Creatore” per consentire all’umanità di migliorare il mondo attraverso il lavoro. È una formulazione che riflette la visione personale di Milei e il suo tentativo di collegare la propria impostazione economica alla tradizione biblica. Nella prospettiva ebraica, però, il rapporto tra Torah ed economia è più complesso. Le fonti bibliche riconoscono la proprietà privata, il lavoro, l’iniziativa individuale e il valore della libertà economica, ma prevedono anche istituti come la Shemità, la remissione periodica dei debiti e lo Yovel, il Giubileo, destinati a contenere la concentrazione della ricchezza e a preservare la libertà concreta delle persone. Rav Jonathan Sacks, nel commento alla parashà di Behar, osservava che la legislazione biblica non può essere trasformata direttamente in un modello economico contemporaneo. Quelle norme nascono in una società agricola antica, lontana dalle economie globali di oggi, ma trasmettono principi morali permanenti. In una formula particolarmente efficace, Rav Sacks scriveva che “l’umanità non è stata creata per servire i mercati. I mercati sono stati creati per servire l’immagine di Dio che è l’essere umano”. La Torah propone dunque una visione morale dell’economia, nella quale libertà, responsabilità e giustizia sociale restano legate tra loro.
Rav Tzvi Grunblatt, direttore di Chabad Argentina, ha sottolineato il carattere personale del legame di Milei con l’ebraismo, affermando di apprezzare la sua partecipazione al tributo al Rebbe e di considerare positivo che il presidente coltivi una dimensione spirituale così marcata. L’evento si è aperto con la testimonianza di Yosef Chaim Ohana, sopravvissuto al massacro del 7 ottobre 2023 in Israele, seguito dall’intervento del padre Avi Ohana. Il giorno successivo, Milei ha ricevuto gli Ohana e Rav Grunblatt alla Casa Rosada, sede della presidenza argentina.
L’evento dedicato al Rebbe si è così trasformato anche in un messaggio rivolto alla diaspora: l’Argentina di Milei vuole essere percepita come uno dei Paesi più accoglienti per gli ebrei fuori da Israele.



