di Nathan Greppi
Secondo il Jerusalem Post, le organizzazioni sono: l’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia (UCOII); i Giovani Musulmani d’Italia (GMI); l’Istituto Bayan; l’Alleanza Islamica d’Italia (AII); e l’Associazione dei Palestinesi in Italia (API). Avrebbero organizzato conferenze, eventi culturali e proteste in collaborazione con organizzazioni paneuropee legate ai Fratelli Musulmani e ricevuto ingenti donazioni da parte di Stati vicini alla Fratellanza Musulmana. (Fonte foto: Ispi)
In Italia sarebbero presenti cinque organizzazioni affiliate alla rete globale dei Fratelli Musulmani, di cui Hamas è il ramo palestinese. A denunciarlo, un nuovo rapporto pubblicato recentemente da parte del Ministero della Diaspora e della Lotta all’Antisemitismo israeliano.
Le organizzazioni coinvolte
Secondo il Jerusalem Post (che ha chiesto un commento alle figure coinvolte, finora senza ottenere risposte), le organizzazioni che secondo il report sarebbero collegate ai Fratelli Musulmani sono: l’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia (UCOII); i Giovani Musulmani d’Italia (GMI); l’Istituto Bayan; l’Alleanza Islamica d’Italia (AII); e l’Associazione dei Palestinesi in Italia (API).
Sebbene sulla carta le loro attività siano unicamente comunitarie e apolitiche, il Ministero della Diaspora ha affermato che ci sono prove che li collegano al movimento dei Fratelli Musulmani. Ha aggiunto che esiste un divario significativo tra gli sforzi di queste organizzazioni di presentarsi come sostenitori dell’integrazione, della tolleranza e del dialogo, e le vere narrazioni che promuovono, come ad esempio paragonare Israele ai nazisti e legittimare il terrorismo.
Nello specifico, il report sostiene che queste associazioni hanno organizzato conferenze, eventi culturali e proteste in collaborazione con organizzazioni paneuropee legate ai Fratelli Musulmani.
Attività dietro le quinte
A livello finanziario, il rapporto afferma che queste organizzazioni hanno ricevuto ingenti donazioni da parte di Stati vicini alla Fratellanza Musulmana come il Qatar. L’UCOII, in particolare, ha ricevuto finanziamenti significativi dall’ente benefico qatariota Nectar Trust/Qatar Charity, per un totale di almeno 30 milioni di euro.
Il report ha citato l’arresto nel 2025 di Mohammed Hannoun, e la scoperta di una rete di finanziamenti di Hamas per milioni di euro come esempio dei rischi che comporta “sfruttare sistemi legittimi di welfare e beneficenza a fini estremisti”.
Legami con la Fratellanza
Le organizzazioni sono inoltre collegate ai Fratelli Musulmani tramite individui ben precisi. Ad esempio, il nuovo presidente dell’UCOII, Yassine Baradai, ha precedentemente ricoperto il ruolo di direttore media della sezione italiana dell’organizzazione paneuropea Islamic Relief, identificata come vicina alla Fratellanza.
L’Istituto Bayan è stato menzionato in un rapporto dei servizi segreti francesi come uno strumento per diffondere l’ideologia dei Fratelli Musulmani. Esso è collegato a Tareq al-Suwaidan, un predicatore kuwaitiano radicale associato ai Fratelli Musulmani, e che nei suoi libri ha promosso il negazionismo della Shoah e le teorie del complotto secondo cui gli ebrei controllano i media e la politica.
Il rapporto conclude che le organizzazioni affiliate ai Fratelli Musulmani stanno lavorando attivamente per appropriarsi della rappresentanza principale della comunità musulmana in Italia, emarginando le organizzazioni più moderate, controllando le moschee e le istituzioni educative.



