di Nina Deutsch
La grande attrice britannica è stata insultata per strada a Londra da un attivista pro-Palestina che l’ha accusata per le sue posizioni considerate vicine a Israele. Nel video, diventato virale sui social, il marito Taylor Hackford interviene per allontanare l’uomo.
E adesso nel mirino finisce pure lei. Helen Mirren, volto iconico del cinema internazionale, 80 anni e una carriera da regina sullo schermo e nella vita pubblica, è stata protagonista suo malgrado di un episodio che in poche ore ha fatto il giro del web. Un video la mostra mentre viene avvicinata e insultata per strada a Londra da un attivista pro-Palestina. Accuse politiche, toni sempre più duri e la scena che degenera sotto gli occhi dei passanti.
La vicenda, ricostruita da diverse testate che hanno rilanciato le immagini circolate online, è stata ripresa interamente con uno smartphone e poi diffusa da un account anonimo, diventando virale.
Dagli insulti alla tensione
Secondo quanto riportato, la scena si svolge in strada, a Londra, mentre Mirren cammina nel quartiere londinese di Tower Hill insieme al marito. Nel video si vede l’attrice che viene avvicinata da un uomo.
Nel giro di pochi istanti, l’uomo alza i toni e la conversazione si trasforma in un attacco diretto. Nel video si sentono accuse legate alle posizioni politiche dell’attrice sul conflitto in Medio Oriente e frasi offensive rivolte sia a lei che al marito.
La situazione si fa rapidamente tesa: l’attivista continua a urlare contro la coppia, mentre Mirren appare sempre più sorpresa dall’aggressione verbale improvvisa.
A quel punto interviene Taylor Hackford, che si frappone fisicamente tra la moglie e l’uomo per cercare di interrompere l’escalation. Nel video si vede il regista intimare ripetutamente l’attivista ad allontanarsi, mentre la situazione rischia di degenerare ulteriormente.
Il caso e il clima politico
L’episodio ha riacceso il dibattito sul clima sempre più acceso che circonda il conflitto israelo-palestinese, soprattutto quando si intreccia con il mondo della cultura e dello spettacolo. Mirren, negli anni, ha espresso più volte posizioni pubbliche a favore del diritto di esistenza di Israele e contro i boicottaggi culturali, elemento che – secondo quanto riportato dalle ricostruzioni – sarebbe stato al centro delle accuse mosse dall’attivista.
Il legame con Israele, tra cinema e dichiarazioni pubbliche
Nel corso degli anni l’attrice britannica naturalizzata statunitense – vincitrice di un Premio Oscar, cinque Golden Globe, quattro BAFTA, cinque Screen Actors Guild Award, un Critics’ Choice Awards, quattro Emmy e di un Tony Award – non ha mai fatto mistero delle sue posizioni sul tema israeliano, diventando in più occasioni una voce piuttosto netta nel dibattito culturale internazionale. Mirren, infatti, si è più volte detta contraria alle campagne di boicottaggio contro artisti e istituzioni israeliane, sostenendo l’idea che la cultura debba restare uno spazio di dialogo anche nei momenti di massima tensione politica.
Helen Mirren ha più volte intrecciato la sua carriera con la storia ebraica sul grande schermo. A partire dall’interpretazione di Maria Altmann, sopravvissuta all’Olocausto, in Woman in Gold, il film diretto da Simon Curtis che racconta la vera storia della lunga battaglia legale intrapresa dalla donna contro il governo austriaco per recuperare il celebre dipinto di Gustav Klimt “Ritratto di Adele Bloch-Bauer” (noto anche come “La Dama in Oro”), confiscato dai nazisti durante la Shoah.
Non meno significativa è stata la sua interpretazione di Golda Meir nel biopic Golda (2023), un ruolo che l’ha riportata al centro di un acceso dibattito pubblico e di alcune critiche, legate alla delicatezza del contesto politico rappresentato. Nonostante ciò, la sua performance è stata ampiamente elogiata dalla critica per l’intensità e il carisma con cui ha dato vita alla leader israeliana.
Solo poche settimane fa, inoltre, l’attrice aveva aderito a una lettera pubblica firmata insieme ad altre personalità internazionali dello spettacolo – tra cui Amy Schumer, Mila Kunis, Sharon Osbourne e Boy George – a sostegno della partecipazione di Israele a contest culturali internazionali come l’Eurovision. Un gesto che aveva già riacceso polemiche e contrapposizioni sui social.
«Credo nell’esistenza di Israele»: le parole che hanno fatto discutere
Il punto più discusso del suo percorso pubblico resta probabilmente un’intervista rilasciata all’emittente israeliana Channel 12 durante la promozione di Golda. In quell’occasione Mirren aveva dichiarato senza sfumature: «Credo in Israele, credo nella sua esistenza e penso che debba andare avanti per sempre».
Una frase netta, che nel tempo è stata rilanciata più volte nel dibattito online, soprattutto in fasi di forte tensione internazionale. Non a caso, proprio dopo l’annuncio del progetto su Golda Meir, l’attrice aveva raccontato di aver ricevuto pressioni e inviti a rinunciare al ruolo per evitare polemiche. Lei, però, aveva scelto di andare avanti lo stesso, rivendicando la distinzione tra personaggio storico e attualità politica.
Curiosità non marginale: Mirren, che è nota anche per la sua ironia tagliente fuori dal set, ha spesso detto di scegliere i ruoli «non per prudenza, ma per curiosità», una filosofia che nel suo caso ha significato anche esporsi a dibattiti molto più grandi del cinema.
Dal 1967 a oggi: un rapporto che parte da lontano
Il legame tra Mirren e Israele non nasce certo ieri. L’attrice visitò il Paese per la prima volta nel 1967, subito dopo la Guerra dei Sei Giorni, in un periodo in cui Israele attirava molti giovani volontari internazionali. In quell’occasione lavorò anche in un kibbutz nei pressi del Mar di Galilea, un’esperienza che lei stessa ha ricordato negli anni come uno dei viaggi più formativi della sua giovinezza.
Da allora ha mantenuto una posizione coerente nel sostenere il dialogo culturale, pur chiarendo più volte di non identificarsi automaticamente con ogni scelta politica dei governi israeliani. Una distinzione che ha sempre rivendicato: da un lato il principio dell’esistenza dello Stato, dall’altro la libertà di critica politica.
Nel tempo, questa posizione l’ha resa una figura rispettata ma anche divisiva, soprattutto nei momenti in cui il dibattito internazionale si è acceso.
Nessun commento ufficiale
Dopo la diffusione del video, non risultano dichiarazioni ufficiali da parte dell’attrice o del suo entourage. Intanto le immagini continuano a circolare online, alimentando una forte polarizzazione: da un lato chi condanna l’aggressione verbale, dall’altro chi legge l’episodio dentro lo scenario politico più ampio del conflitto in Medio Oriente.
Una cosa, però, è certa: quella passeggiata londinese, nata come un momento privato, è diventata in pochi secondi un caso globale.


