di R. C.
Tutto quello che possiamo dire sull’amore: le forme, i principi, la responsabilità. Domenica 6 settembre si terrà la 27° edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica in tutta Italia. Il tema di quest’anno permetterà di raccontare e declinare uno dei valori principali dell’ebraismo: l’amore, appunto
C’è l’amore divino per le sue creature e quello umanissimo di David per Betsabea; c’è quello carnale e sublimato del Cantico dei Cantici e quello fortissimo per la propria terra, per la famiglia e le tradizioni. Tutto quello che possiamo dire sull’amore sarà presentato e rappresentato domenica 6 settembre 2026, alla 27° edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica in tutta Italia.
Il tema di quest’anno permetterà di raccontare uno dei valori principali dell’ebraismo: l’amore. Un’occasione per scoprire i molteplici aspetti, dall’amore verso il prossimo e verso lo straniero a quello verso Dio, di un comandamento che non si limita alla dimensione individuale, ma ha implicazioni collettive, legate all’azione, alla responsabilità e all’istituzione stessa del popolo ebraico. Così è scritto infatti nella Torà (Levitico 19,18): “Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore”.
La giornata si aprirà nel Tempio Centrale di via Guastalla, alle 10.00, con i saluti istituzionali di Rav Alfonso Arbib, rabbino capo della Comunità Ebraica di Milano; Walker Meghnagi, presidente della CEM; Milo Hasbani, vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Poi, alle 10.30 si entrerà nel vivo con l’incontro Il Dio dell’amore e il Dio di giustizia, con rav Alfonso Arbib, Lucetta Scaraffia e Gadi Luzzatto Voghera, con l’introduzione e moderazione di Paolo Salom.
Alle 11.30 Levi Shaikevitz racconterà una delle più belle storie d’amore della Torà, quella del Libro di Ruth. Tutto inizia quando un ebreo della tribù di Giuda, Elimelech, per sfuggire a una carestia si rifugia nel paese di Moab… Da questo evento nascerà un amore che genererà la stirpe di David.
Nell’ambito della GECE in Guastalla, va menzionata la mostra Eden di Barbara Nahmad, quadri che raccontano un periodo di difficile, ostinata e allegra rinascita di Israele: è il periodo dei pionieri al lavoro nei campi, una mano sull’aratro e l’altra sui libri. Alle 12.30 e alle 14.00 sarà possibile effettuare visite della Sinagoga a cura di Esther Nissim.
Poi, nel pomeriggio, alle 16.00 gli eventi della Giornata si spostano al Teatro Franco Parenti, con la lettura di alcune poesie d’amore di Yehuda Amichai, a cura dell’attore Elia Shilton con la presentazione di Sara Ferrari. Lo scrittore e poeta (1924-2000), inventore di una lingua lirica tratta dall’ebraico colloquiale, raccontò l’incanto della sua terra d’adozione, il legame con la Città d’Oro, Gerusalemme, con la gente della nazione rinata alla Storia.
Alle 17.00, nel segmento dedicato al cinema si offriranno due prospettive, una tratta dal Dybbuk, il testo teatrale scritto da Semën An-skij nel 1914 e l’altra da tratta da Doppio Sogno (Traumenovelle), il racconto scritto da Arthur Schnitzler nel 1926. Dal testo teatrale di An-sky, il regista polacco Michele Wazsynsky trasse un film nel 1937, mentre dal racconto di Schnitzler, Stanley Kubrick il suo ultimo film, Eyes Wide Shut del 1999. Ne parleranno Antonio Attisani e Niram Ferretti. Alle 18.30 il pubblico potrà ascoltare un Recital di Madelyn Renee, con l’esecuzione di alcuni brani musicali tratti da opere a soggetto ebraico per mezzosoprano. Al pianoforte Inessa Filistovich.
Dopo il cocktail delle 19.00, offerto dalla Comunità ebraica di Milano, la Giornata si concluderà con lo spettacolo (ore 20.00) Per l’amor del Cielo (!) a cura di Andrée Ruth Shammah, tratto da Oh Dio Mio di Anat Gov e dal Cantico dei Cantici, con la partecipazione di Elena Lietti, Tommaso Ragno e Federica Fracassi. Nella spiritualità ebraica, all’origine della Creazione vi è l’amore divino. L’umanità ha il dovere di contraccambiarlo. Questo amore reciproco è sembrato però oscurarsi, fin dai tempi biblici: vi sono stati “adulteri” del popolo ebraico e “eclissi del Volto” divino, e in questo modo sono state interpretate le peggiori traversie subite dal popolo ebraico. Per l’amore del Cielo! è un testo teatrale che mira a far pensare all’amore come sorgente della religiosità e della vita ebraica, in un momento molto difficile, in cui l’antisemitismo ritorna nella sfera pubblica. Lo spettacolo è presentato per la prima volta al pubblico.



