di Pietro Baragiola
Ad essere presi di mira sono stati soprattutto gli elementi connessi alla tradizione ebraica, paragonando la kippah ad una “ciotola del cane” e accompagnando ogni insulto alla coppia con l’emoji della bandiera palestinese, come se il semplice fatto di celebrare un matrimonio ebraico rappresentasse una presa di posizione politica.
Una cerimonia privata celebrata nei dintorni di Roma che ha reso omaggio alle origini della sposa. Sarebbe dovuto restare un momento intimo lontano dai riflettori, ma il matrimonio tra il personaggio televisivo Rudy Zerbi e Grace Raccah si è trasformato rapidamente in uno scandalo social, travolto da una lunga serie di commenti antisemiti comparsi online sotto le immagini dei due sposi, intaccando questo magico giorno.
Grace Raccah ha 35 anni ed è la figlia dell’imprenditore ebreo Daniele Raccah, fondatore del marchio di abbigliamento “Dan John”. Lontana dal mondo dello spettacolo, Grace ha sempre mantenuto un profilo estremamente riservato, scegliendo persino di tenere privati i suoi account social.
La prima apparizione pubblica con Rudy Zerbi risale a circa tre anni fa durante il compleanno del regista televisivo Stefano Carriero. Da allora però la coppia ha tenuto la relazione lontano dall’esposizione mediatica rilasciando poche informazioni al pubblico.
Le uniche dichiarazioni sono arrivate proprio da Zerbi che ha raccontato di aver “ritrovato le farfalle nello stomaco” grazie a questo rapporto, parlando anche con ironia della differenza d’età di 22 anni con la compagna e del fatto che talvolta qualcuno l’avesse scambiata per sua figlia.
Per rispettare la privacy di Grace le nozze si sono celebrate in forma raccolta, domenica 10 maggio, e Rudy, al suo secondo matrimonio, ha concordato di seguire un rito con simboli ebraici per omaggiare le tradizioni della compagna. Non poteva immaginare la bufera mediatica che ne sarebbe seguita.
I commenti antisemiti
“Ma è ebreo?”, “Ecco perché è in TV”, “Strano, di solito si sposano tra di loro”: questi sono solo alcuni dei diversi commenti che sono apparsi sui social nel giro di pochi minuti dopo che la coppia ha postato le prime immagini della cerimonia.
Ad essere presi di mira sono stati soprattutto gli elementi connessi alla tradizione ebraica, paragonando la kippah ad una “ciotola del cane” e accompagnando ogni insulto alla coppia con l’emoji della bandiera palestinese, come se il semplice fatto di celebrare un matrimonio ebraico rappresentasse una presa di posizione politica.
Sul tema è intervenuta anche la giornalista del Tg1 Nathania Zevi, che ha risposto alle critiche citando una celebre frase di Nanni Moretti: “le parole sono importanti”.
Lo stesso Zerbi ha commentato l’accaduto, denunciando l’uso sempre più frequente del termine “sionista” e definendolo “un travestimento semantico dell’odio”.
“È una parola pronunciata ormai come insulto, marchio morale, sinonimo implicito di ebreo” ha scritto sui suoi profili social. “E questo è inaccettabile.”
Come molti commentatori televisivi hanno osservato, la vicenda che ha coinvolto Rudy Zerbi e Grace Raccah dimostra come oggi basti un simbolo religioso o un rito identitario per trasformare due persone in bersagli di stereotipi e pregiudizi antisemiti. E proprio per questo, secondo molti, questo episodio racconta un problema più profondo riguardo alla percezione attuale dell’identità ebraica nello spazio pubblico italiano.





