di Nina Prenda
Il programma Ecotech offre agli adolescenti strumenti tecnologici avanzati, accompagnamento professionale e supporto personale, con l’obiettivo di rafforzare competenze, autonomia e fiducia nelle proprie capacità. Davanti a imprenditori, manager e mentori del settore hi-tech israeliano, le ragazze hanno illustrato progetti nati dall’esigenza concreta di rispondere a problemi sociali spesso trascurati: dalla solitudine all’isolamento degli anziani, fino alla sicurezza dei bambini.
Nel cuore della regione al confine con Gaza, dove il peso della quotidianità si intreccia con sfide personali e collettive, un gruppo di adolescenti ha scelto di trasformare le difficoltà in innovazione sociale. Le studentesse del collegio Eden, nel Kibbutz Karmia, hanno presentato nei giorni scorsi una serie di iniziative tecnologiche sviluppate nell’ambito del programma nazionale Ecotech promosso dall’organizzazione Good Thought.
Davanti a imprenditori, manager e mentori del settore hi-tech israeliano, le ragazze hanno illustrato progetti nati dall’esigenza concreta di rispondere a problemi sociali spesso trascurati: dalla solitudine all’isolamento degli anziani, fino alla sicurezza dei bambini.
Il programma Ecotech offre agli adolescenti strumenti tecnologici avanzati, accompagnamento professionale e supporto personale, con l’obiettivo di rafforzare competenze, autonomia e fiducia nelle proprie capacità. Per molte delle partecipanti, provenienti da contesti complessi, l’esperienza ha rappresentato anche un’occasione di crescita personale e di riscatto.
Tra i progetti presentati figurava “Remember Them”, una piattaforma dedicata alla conservazione e manutenzione di memoriali e luoghi di sepoltura abbandonati. “Friends Around Every Corner” è invece un’applicazione pensata per contrastare la solitudine, mettendo in contatto persone accomunate da interessi e attività condivise.
Particolare attenzione ha suscitato anche “Otzar”, un sensore intelligente basato sull’intelligenza artificiale progettato per prevenire i casi di bambini dimenticati accidentalmente nelle automobili. A completare la presentazione, “Bloom Again”, iniziativa che punta a reintegrare gli anziani nella vita sociale e lavorativa attraverso collaborazioni con famiglie e imprese locali.
La giuria, composta da professionisti del mondo imprenditoriale e tecnologico, ha sottolineato l’elevato livello dei progetti e la determinazione dimostrata dalle studentesse.
«Ho avuto il privilegio di assistere a presentazioni straordinarie», ha dichiarato Dana Almog, mentor del programma e responsabile della filiale di Ashkelon della Bank Yahav. «Le ragazze hanno parlato con sicurezza, preparazione e grande coinvolgimento emotivo».
Anche Arnon Cohen, vicepresidente prodotto della ZutaCore e mentor del progetto, ha definito l’evento «stimolante e profondamente significativo», sottolineando come le iniziative abbiano dimostrato «creatività, capacità imprenditoriale e forte determinazione».
Secondo gli organizzatori, il programma Ecotech rappresenta un esempio concreto di come tecnologia, formazione e sostegno umano possano diventare strumenti di cambiamento sociale, offrendo ai giovani non soltanto competenze professionali, ma anche una nuova consapevolezza del proprio potenziale.
L’iniziativa è sostenuta durante tutto l’anno dalla Arkin Family Foundation, da Bank Yahav e da The Phoenix, con il contributo di imprenditori e professionisti del settore tecnologico coinvolti nelle attività di mentoring e valutazione dei progetti.



