di Redazione
Le istituzioni ebraiche prendono le distanze dall’azione violenta commessa da un ragazzo ebreo di 21 anni al corteo del 25 aprile di Roma.
“Ci dissociamo e condanniamo”, dice Victor Fadlun, presidente della Comunità di Roma. “Provo orrore e condanno nella maniera più risoluta, e senza alcuna giustificazione, chiunque si permetta di usare il nome della Brigata Ebraica per compiere atti di violenza”, ha dichiarato Davide Riccardo Romano.
Non si placano l’indignazione e la condanna da parte del mondo ebraico del gesto violento commesso da un 21enne ebreo, Eitan Bondi, al Corteo di Roma del 25 aprile, durante il quale il ragazzo ha sparato con una pistola ad aria compressa a due militanti dell’Anpi, ferendoli leggermente.
Victor Fadlun: “La Comunità di Roma condanna e si dissocia”
“Il fermo di un ragazzo iscritto alla Comunità Ebraica di Roma per i fatti del 25 aprile ci riempie di sgomento e indignazione. La Comunità Ebraica di Roma condanna e si dissocia senza riserve da qualsiasi forma di violenza antidemocratica. Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza ai feriti, Rossana Gabrieli e Nicola Fasciano. Esprimiamo fiducia nel lavoro della Procura e delle Forze dell’ordine affinché sia fatta piena luce sulla dinamica dei fatti e su ogni responsabilità”. Lo afferma in una nota Victor Fadlun, presidente della Comunità Ebraica di Roma. “In una fase così tesa – aggiunge – rivolgiamo un appello alle forze politiche e alla società civile a evitare ogni strumentalizzazione che possa alimentare l’odio e generare nuova violenza”.
La Brigata Ebraica: “Non fa parte della nostra organizzaizone”
“Siamo venuti a conoscenza dagli organi di stampa del fermo di Eitan Bondi che sarebbe l’autore dell’episodio violento commesso a Roma il 25 aprile. La Brigata Ebraica ribadisce con forza di non conoscerlo, non avere tra i suoi membri persone che rispondano a questo nome. Sottolinea anche di non aver alcun rappresentante della città di Roma”. Questo è quanto si legge in una nota della Brigata Ebraica dopo l’usicta della notizia che a sparare i colpi al corteo di Roma sia stato un ragazzo della Comunità Ebraica, Eitan Bondi, autodichiaratosi della Brigata Ebraica.
“Provo orrore e condanno nella maniera più risoluta, e senza alcuna giustificazione, chiunque si permetta di usare il nome della Brigata Ebraica per compiere atti di violenza -, ha dichiarato Davide Riccardo Romano -. La Brigata Ebraica ha combattuto per la libertà e la dignità umana. Strumentalizzarne il nome per giustificare o coprire comportamenti violenti è un oltraggio alla sua memoria e a tutti coloro che si sono sacrificati sotto quella bandiera.
Ringraziamo di tutto cuore le forze dell’ordine per aver agito con tale rapidità. La loro prontezza è un segnale importante e un messaggio chiaro: certi atti non devono essere tollerati. Ci riserviamo inoltre di adire a vie legali contro tutti quelli che usano e useranno il nome della Brigata Ebraica per accostarlo a questo atto vergognoso.
La violenza non ha mai fatto parte dei nostri valori e non li rappresenterà mai” .



