di Esterina Dana
« … la verità, per essere creduta, va dimostrata pezzo dopo pezzo». È ciò che fa Nathan Greppi nel suo ultimo libro, Fact-checking su Israele. L’altra faccia della storia (Lindau), uscito il 17 aprile 2026, riconfermando lo stile rigoroso che lo caratterizza. Il titolo è una dichiarazione d’intenti: riportare il dibattito su Israele e sul conflitto mediorientale “sul terreno dei fatti”, contrastando slogan e sfatando narrazioni distorte, semplificazioni e disinformazione. Lo fa con un linguaggio giornalistico asciutto e lineare, implacabile nel corredo delle fonti e dei dati finemente verificati e contestualizzati. La chiarezza è manifesta nell’efficace struttura tematica, introdotta dalla prefazione di Giovanni Scipioni Rossi e chiusa da un’intervista a Yigal Carmon, ex colonnello dell’intelligence militare israeliana e fondatore di MEMRI.
Greppi affronta questioni polarizzanti per sfatare narrazioni diffuse, evidenziando errori e doppi standard, mediante una selezione di fonti che rappresentano pluralità di prospettive accademiche, istituzionali e autoriali. Con l’obiettivo di fornire al lettore strumenti per un’analisi critica e comparativa, evita approcci unilaterali, esaminando numerosi temi ricorrenti nel dibattito pubblico. Uno degli elementi più solidi è l’analisi dei meccanismi di propaganda e di linguaggio. Fake news, manipolazioni mediatiche e uso improprio di termini come “genocidio” e “apartheid” contribuiscono ad alimentare l’odio e a costruire un’immagine di Israele come Stato oppressore e razzista. Con dati alla mano, l’autore dimostra il contrario: Israele è una democrazia complessa in cui anche le minoranze (arabi, drusi, ecc.) godono di diritti politici e rappresentanza istituzionale. L’accusa di genocidio viene confutata dai dati demografici che mostrano, invece, una crescita della popolazione palestinese.
Uno dei temi centrali è il rapporto tra ebraismo, sionismo e antisemitismo, dove si evidenzia come l’antisionismo, spesso presentato come una posizione politica legittima, si sovrapponga o sfoci in forme di antisemitismo.
Un asse fondamentale riguarda la critica a media, ONG e organizzazioni internazionali, accusate di parzialità. A tal proposito, Greppi cita risoluzioni ONU, rapporti di ONG e copertura giornalistica spesso omissiva. Allo stesso tempo, evidenzia il ruolo delle teorie complottiste, che spaziano da accuse infondate contro Israele fino alla diffusione globale di stereotipi antisemiti.
Il testo affronta anche la narrazione del conflitto sul piano storico, contestando alcune ricostruzioni sulla Palestina e sull’identità dei popoli coinvolti, a partire dalla denominazione stessa di quella terra, adottata dai romani nel 135 d.C. dopo aver soppresso la rivolta di Bar Kokhbà.
Ampio spazio è dedicato al tema del terrorismo. Gruppi come Hamas vengano descritti come movimenti di “resistenza”, mentre evidenze dimostrano che le loro azioni rientrerebbero chiaramente nella definizione di terrorismo. Nel libro vengono approfondite le sue dinamiche e le influenze geopolitiche nel contesto israelo-palestinese e internazionale. In particolare, viene posta l’attenzione al ruolo dell’Iran, sostenitore di organizzazioni armate e alimento del conflitto anche tramite guerre per procura contro Israele e attraverso un vasto e multilingue sistema mediatico con oltre 46.000 dipendenti, un numero impressionate di emittenti digitali, satellitari, radio, televisione, nonché falsi profili sui social per manipolare dibattiti. Tra le influenze politiche, economiche e culturali, viene sottolineato l’imponente ruolo del Qatar.
Il saggio si chiude con l’intervista a Ygal Carmon che sottolinea la negativa percezione di Israele nell’Occidente, risultato anche della propaganda sovietica e musulmana. Israele, dice Carmon, dovrebbe adottare strategie di trasparenza e divulgazione per difendere la sua immagine a livello internazionale e influenzarne positivamente la percezione pubblica e mediatica. L’autore conclude con una riflessione sul massacro del Nova Music Festival e l’invito a un approccio più critico, basato su un’informazione corretta per favorire un dibattito meno ideologico.
Nathan Greppi, Fact-checking su Israele. L’altra faccia della storia, Lindau, 2026, pp. 140, 16 euro



